Carissimi giovani,

nel pieno dell’autunno riprendiamo con forza e perseveranza il nostro cammino di San Mattia dopo le belle giornate di condivisione.

Mi ha molto divertito sapere nei mesi scorsi delle vostre vacanze e giorni di riposo. Una nutrita colonia di cretini… ehm di cretesi ha cercato un’instabile convivenza tra non molte immaturitˆÊ. Un’altra colonia  andata in terra salentina e ha trascorso le serate tra colpi di eleganza, moda trandy e a giocare alla comitiva dei famosi. Altro piccolo gruppetto di coppie in terra cilentana  era riconoscibile a miglia di distanza per la pigrizia degli uomini e gli improbabili pranzi delle loro fimmine. Una cellula  andata persino in Sicilia a sfrantumarsi senza colpo ferire.

E poi tante altre localitˆÊ inquinate… da noi. GiˆÊ sento i consigli comunali di quei ridenti paesi impegnati in politiche di pulizia delle spiagge e derattizzazione per la nostra presenza.

Spero vivamente che abbiate trascorso giorni di serenitˆÊ, pace, allegria. Se davvero sono stati belli i giorni che avete trascorso potr˜ godere anch’io i frutti con un maggiore vostro coinvolgimento nel San Mattia, una rinnovata voglia di mettersi in gioco, una strepitosa e nuova energia per vincere l’isolamento in cui spesso i giovani cadono costruendosi un mondo fatto di ombre, convinzioni e ragioni…

Spero proprio che sappiate dare il contributo che il Signore chiede ad ognuno di noi per rendere sempre pi intrigante e coinvolgente la realtˆÊ che tutti quanti noi formiamo e che ci tiene uniti dietro un ideale bello e quanto mai attuale: far sorgere la domanda di Dio nel cuore di tanti giovani che hanno come smarrito l’orientamento. E’ questo lo scopo per cui ci raduniamo, ci incontriamo, fatichiamo tutto l’anno nelle diverse attivitˆÊ materiali e spirituali: vogliamo formare giovani che non pensino solo a se stessi ma cerchino di risucchiare nel vortice d’amore di Cristo la propria vita e quella degli altri giovani che incontrano.

La mia estate

Molti si chiederanno: come  l’estate di un prete? Triste, movimentata, noiosa, solitaria?

Innanzitutto l’estate di un prete  come quella di ognuno di voi: essa dipende da come  il suo cuore, da come sta dentro, da quanto  guarito e liberato dai suoi mali. Io non credo ad uno che dice: “Sai Vittorio ho trascorso dei giorni di vacanza fantastici… ho fatto questo… e questo… e quest’altro‰Û… E poi la sua gioia finisce appena rientra nella vita quotidiana, o se la tiene chiusa in cassaforte! Se uno ha un tesoro o un dono bello non pu˜ trattenerlo, perch le cose autentiche sono per gli altri. A che servirebbe avere un dono e poi nasconderlo? Giustamente  stato osservato che “un dono senza la gratitudine  perso‰Û: solo chi rende grazie a Dio per il dono di un cuore sereno, e poi si mette a disposizione dei fratelli con il proprio sacrificio e la gioia di aiutarli a superare le difficoltˆÊ pu˜ dire di essere una persona serena. Diversamente ci illudiamo di esserlo e la nostra ‰Û÷felicitˆÊ’  solo una costruita finzione. Che tristezza una finta gioia! Prima o poi ci risveglieremo e saranno dolori!

Nei miei giorni di riposo sono stato una settimana a Medugorje animando un pellegrinaggio di 180 persone. Quindi un fine settimana a Baia Felice da alcuni San Mattia:  ho potuto gustare una strepitosa tagliatella ai funghi porcini e salsiccia. Ancora due giorni a Carovilli per estremo riposo. Infine una nuova picchiata a Medugorje, improvvisa ma sempre ben accolta. In ogni mio spostamento eravate presenti nei miei pensieri e ancor pi nelle preghiere. In particolare, nel primo pellegrinaggio a Medugorje, ho offerto ogni cosa mi capitasse per il San Mattia e per la crescita dei singoli oltre che delle diverse realtˆÊ.

Nuovi amici per un cammino autentico

Ora che siamo entrati nel ritmo dei nostri incontri bisogna tenere un ritmo elevato e senza badare al risparmio. Le buone partenze sono a volte fondamentali per portare a termine l’intera corsa.

La lettera agli Ebrei paragona il cammino verso Cristo ad una gara e dice:

“Anche noi dunque, circondati da un cos“ gran nugolo di testimoni, deposto tutto ci˜ che  di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Ges, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si  assiso alla destra del trono di Dio‰Û (12,1-2)

Chi sono per noi questo gran nugolo di testimoni? Sono i Santi. Si tratta di innumerevoli uomini e donne che sono stati fedeli a Cristo fino alla morte dal momento in cui lo hanno incontrato. Sono coloro i quali non hanno avuto paura di sporcarsi le mani per Cristo ben convinti che l’amor Suo  infinitamente superiore ad ogni altra forma di amore umano. Sono anime che giorno dopo giorno hanno costruito un’intimitˆÊ cos“ forte con Dio Padre da assimilarne sempre pi il Suo vangelo.

Quando sentiamo parlare di santi e di santitˆÊ storciamo il naso e diciamo che non  per noi, che  impossibile… Eppure Dio ci ha creati e ci ha chiamati alla santitˆÊ! Dunque il Signore si  sbagliato? Non ha visto bene? Se cos“ fosse dobbiamo pensare che Dio sbaglia! O piuttosto dobbiamo riconoscere che abbiamo paura a camminare verso la santitˆÊ! C’ la falsa idea che la santitˆÊ raggiunge l’uomo con un colpo di bacchetta, con un tocco magico… Nulla di pi stupido.

La santitˆÊ  dire ogni giorno s“ al Signore ed impegnare tutti gli strumenti umani (virt, abitudini) e spirituali (sacramenti, preghiera, mortificazioni) per mantenersi fedeli.

Dobbiamo gridarlo a noi stessi e poi al Signore nella preghiera: possiamo camminare verso la santitˆÊ perch Dio  santo e noi veniamo da Lui. Chiaramente lo dice il libro del Levitico nell’Antico Testamento: “Poich io sono il Signore, il Dio vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perch io sono santo‰Û (11,44).

Impegnarci e lavorare per la nostra santificazione non  un optional, ma qualcosa che  iscritto nella nostra anima dalla creazione. SantitˆÊ  perfezione: ognuno di noi porta in s l’aspirazione a migliorarsi e perfezionarsi. SantitˆÊ non vuol dire infallibilitˆÊ ma consapevolezza che nel servizio di Dio trovo anche la mia gioia.

L’apostolo Paolo chiama i cristiani di Roma “santi per vocazione‰Û (1,7). Il progetto che accomuna tutti i battezzati  dunque la santitˆÊ. Chiunque si mette in cammino ha davanti a s questa mta. Chi cerca Dio per altre cose non troverˆÊ n Dio, n le altre cose!

Insisteremo quest’anno sul tema: “Cammino di fede ‰ÛÒ cammino di santitˆÊ”.

In tal senso ti invito a dedicarti in questo periodo precedente il Santo Natale alla lettura della vita di un santo. Qualsiasi libreria cattolica ha un’ampia sezione dedicata alle vite dei santi (agiografia): scegline una e fanne in questi mesi il tuo pane quotidiano. Troverai grande nutrimento per il tuo cammino di fede e di comunione con altri giovani.

Don Giustino dice tra l’altro che leggendo le vite dei santi:

–                           si cresce nella conoscenza di Ges in quanto ogni santo  come una pagina della vita di Cristo;

–                           si glorifica pi e meglio il Signore perch la vita dei Santi  un capolavoro della natura e della grazia;

–                           ci si tiene lontani dalle distrazioni e si forma un ambiente interno molto elevato;

–                           si ricevono stimoli a seguire i loro esempi;

–                           ci si forma all’eroismo cristiano piuttosto che abituarsi alla mediocritˆÊ.

Insomma: nella vita dei santi c’ abbondante materiale per rimettere in moto il tuo percorso di fede.

Puoi leggere da solo. Puoi radunarti con altri San Mattia in piccoli gruppetti e leggere un po’ per volta e un po’ ciascuno. La stessa cosa si pu˜ fare tra gli sposati magari anche davanti ai loro figli… educandoli piano piano all’ascolto.

Fatevi amici i santi!

Io ricordo perfettamente le vite dei Santi che ho letto in questi anni e alcuni di loro sono diventati miei compagni di viaggio, li ho sempre sentiti accanto a me come dei protettori.

SuccederˆÊ anche a voi: conoscendo la storia di un santo egli entrerˆÊ nella vostra vita e nella vostra casa e starˆÊ sempre con voi.

Kamikaze che non esplodono

E’ chiaro a tutti che di fronte a cos“ tanti giovani che vengono in contatto col San Mattia nei nostri diversi momenti di preghiera e di incontro c’ bisogno di organizzare, dividere, diversificare. Quando i San Mattia erano poco pi di trenta non si poneva alcun problema… era un po’ come avere una famiglia allargata e i nuovi inserimenti non cambiavano bens“ arricchivano la famiglia. Col tempo per˜ gli inserimenti di giovani nel San Mattia si sono rivelati pi numerosi oltre che provenire da zone anche molto distanti tra loro.

Se poi aggiungete la considerazione che ogni persona necessita di una cura particolare, ha bisogno di essere ascoltata, aiutata ad aprirsi, attendere i suoi tempi di maturazione e di guarigione, che va stimolata nel modo dovuto perch entri mentalmente e spiritualmente in un percorso di fede e riesca a interagire con gli altri… vi rendete conto che il San Mattia non pu˜ mai essere considerato un unico blocco.

Tutto ci˜  al tempo stesso un’occasione di gratitudine al Signore e di responsabilitˆÊ.

Siamo grati a Dio Padre perch  benevolo nei nostri confronti e fa crescere questa piccola famiglia di giovani: ogni ragazzo  una grazia… anche se viene a noi con tutte le sue disgrazie umane.

Siamo chiamati al tempo stesso ad una maggiore responsabilitˆÊ gli uni verso gli altri perch ognuno riceva il cibo spirituale necessario per poter crescere e mantenersi fedeli al Signore in ogni stagione della propria vita.

Non  la stessa cosa mettere al mondo uno, due figli, piuttosto che avere dieci figli! Applicate questo paragone ad una realtˆÊ giovanile in cui ogni giovane figlio proviene a sua volta da contesti diversi, con esperienze positive e negative diverse, con gradi di maturitˆÊ psichica, affettiva e relazionale diversa. Mettete tutti questi elementi assieme ed avrete un mixed esplosivo! Per questo io dico che  un miracolo il fatto che, nonostante tutto, un bel po’ di giovani cerchino il Signore della vita. Se la miscela non esplode come forse umanamente dovrebbe fare  soltanto perch il buon Dio ripone fiducia in ognuno di noi e in quello che possiamo fare per Lui… molto pi della fiducia che abbiamo in noi stessi.

Stiamo vivendo tempi in cui il pericolo viene dai kamikaze. Si tratta di uomini e donne, soprattutto giovani, che in nome di un’ideale o di fanatismi ideologici, si lasciano esplodere nelle strade, nei centri commerciali, provocando enormi stragi.

A volte mi viene di pensare che ogni giovane  come un kamikaze sempre sul punto di esplodere a contatto con altri?

Forze che Kitty non  una bomba inserita? O che Rocco, che frequenta da poco il San Mattia, dietro i suoi occhi multicolori e la cura dei particolari,  non nasconda una bomba ad orologeria per tutte le cose della vita che non vanno come desidera? E Tiziana, in quel concentrato fisico che si ritrova, non porta forse  dentro di s tanto di quel materiale esplosivo da danneggiare se stessa, quegli che gli stanno accanto e distruggere a centinaia di metri? Che sia facile per Valerio, al di lˆÊ degli addominali e dei progetti di spettacolo, tenere insieme, nel suo intimo, delusioni e speranze per le quali non riesce a trovare un giusto equilibrio? Cos“ come  ancor pi difficile per Sonia, Amato, Sara e altri di Cellole, che solo da poco stanno provando a lanciare segnali  di trasmissione dai loro cuori stanchi, provare a costruire una storia con Ges di Nazareth, pur di non morire nelle stupidaggini di questa vita.

Allargate lo sguardo cari San Mattia! Quando al mattino aprite gli occhi, oltre a ringraziar il buon Dio per il nuovo giorno, guardate attorno a voi e sentite la presenza di centinaia di compagni di viaggio che con voi lottano e provano a portare la propria vita su strade di serenitˆÊ e gioia vera.

La morte di un San Mattia  quella di guardare solo a se stesso o ai pochi con cui si trova bene!

Tenete per certa questa parola: ha il cuore in festa chi dˆÊ spazio a tutti senza per˜ cercare quanto gli fa comodo, o chi ha gli stessi interessi, o peggio ancora chi la pensa identicamente a me. Chi fa questo non avrˆÊ un attimo di pace ma sarˆÊ felice. La gioia crescerˆÊ in proporzione del disinteresse con cui cercherai di aiutare altri giovani ad incontrare Cristo.

Dal “nome‰Û alla “formazione‰Û

In questo nuovo anno del San Mattia vogliamo impegnarci a dare profonditˆÊ alla nostra crescita cristiana, sottolineando in ogni iniziativa il tema della formazione. E’ un’esigenza di vita quella di maturare e riuscire a organizzare i tempi e le scelte all’interno di un progetto. Quando poi il progetto che vogliamo realizzare  quello cristiano allora la crescita non pu˜ prescindere da un percorso di formazione. Riguardo la formazione vorrei che comprendeste due cose:

1) non si va da nessuna parte se non si desidera crescere e aumentare le proprie conoscenze su Ges Cristo, sulla Chiesa, sui principi fondamentali e le scelte autenticamente cristiane;

2) la formazione poi si concretizza nel confrontarsi, condividere, nello stare insieme, nell’esercitarsi con i propri amici del San Mattia a vedere se  possibile… applicare Cristo e farselo compagno di viaggio.

Entrambi i contenuti del concetto di formazione sono essenziali: aumentare le nostre conoscenze e intensificare le nostre relazioni. I contenuti appresi vengono vagliati con l’esperienza di tutti i giorni e ne conosciamo in questo modo la grandezza unitamente ad una conoscenza sempre pi approfondita di noi stessi.

Il tema della formazione deve imporsi quest’anno soprattutto per far crescere tanti giovani che dopo i primi approcci con il San Mattia restano come ai margini. In genere ci si avvicina a noi non solo per l’insieme dei giovani ma anche per una domanda a volte nascosta di senso e di profonditˆÊ che nel mondo non trova risposta. Per questo non possiamo correre il rischio di fermarci alla bellezza degli incontri, al numero dei giovani… ma bisogna andare oltre e fare in modo che ognuno singolarmente possa trovare gli strumenti e le armi per mantenersi fedeli a Cristo.

Quella della formazione  opera difficile e per la quale occorre la pazienza di ognuno.

In questa direzione va il Seminario sull’universo dei giovani iniziato il 24 settembre e che terminerˆÊ il 19 novembre. A me sembra che i contenuti esposti, unitamente al taglio non propriamente scientifico ma comunicativo, possano aiutare quelli che vi stanno prendendo parte.

Anche le nostre prime Giornate di condivisione vissute a Montecalvo Irpino dal 6 al 9 di ottobre sono state un’ottima occasione per dare voce al secondo polmone del cammino formativo, e cio lo stare insieme e il confrontarsi in modo pi stretto possibile. Facciamo il possibile per non mancare a questi fine settimana.

Una parola ad ognuno e ad ogni gruppo

In veritˆÊ desidero tanto potermi fermare e fare il punto con ognuno di voi sulle vostre cose, sulle difficoltˆÊ principali, ma anche sulle possibilitˆÊ che avete e che potete esprimere sempre pi. Anch’io sono rimasto affascinato dai talenti messi in mostra in uno dei pomeriggi del nostro ultimo ritiro. Sono ancor pi convinto che tantissimi talenti sono ancora nascosti e hanno bisogno di un po’ di coraggio ma anche di qualche benevola forzatura per essere espressi. Preparatevi con generositˆÊ.

Constato con gioia che molti sono quelli in mezzo a voi che si mettono in discussione con me o con un altro sacerdote per verificare e discernere le varie scelte. Sono nella nuova comunitˆÊ di Napoli-Posillipo da un mese e giˆÊ molti mi hanno visitato e si sono seduti sul divano rosso mentre il mare del Golfo di Napoli si vede dal balcone. La casa  sempre aperta e organizzandosi c’ tempo e posto per tutti.

Ai San Mattia di Gricignano vorrei stimolarli ad un percorso maggiormente convinto. E’ un dono e un privilegio l’aver costituito un momento di preghiera e di riflessione nel vostro paese. Non bisogna scoraggiarsi se tante energie sembrano non produrre i frutti sperati, piuttosto camminate convinti che siete chiamati a diventare ‰Û÷sale’ e ‰Û÷luce’ piuttosto che lasciarsi trascinare dalle nostalgie delle cose vecchie. Siete meravigliosi ma dovete comprenderlo da voi.

Ai San Mattia di Marano: desidero ringraziarvi per la perseveranze che mettete e la passione con cui li fate. Si vede che non volete camminare a vanvera ma che piuttosto volete fare delle vostre famiglie una realtˆÊ aperta, che si confronta con gli altri. Ammiro gli sforzi per essere presenti alle giornate di condivisione e alla maggioranza dei nostri incontri. Se crescerete anche nella condivisione sempre pi aperta attrarrete altre anime al Signore.

Ai San Mattia di Cellole: voi siete quelli che stanno in gestazione e dunque in un momento particolarmente delicato. Avete la pazienza e la voglia di nascere, ma non si pu˜ affrettare. Desidero per˜ dirvi che il San Mattia prega per voi e vi attende con la gioia di genitori che aspettano nuovi figli.

Le cose non stanno proprio bene

Giorni fa’ in Sicilia un bambino sveglio e impertinente mi ha chiesto: “Ma tu per quale squadra fai il tifo?‰Û Io gli ho risposto con sicurezza: “Per una grande squadra, il Napoli”. Al che il piccolo si prende il viso con le mani e con una smorfia di sorriso ma anche di pena mi dice: “Prete, ma all’osta stai proprio inguaiato!‰Û

In effetti  il ‰Û÷tifo’ che mi fa chiamare grande una squadra che  in serie B, non brilla propriamente in gioco e altre cose. Che effetti fa’ la passione!

Vi auguro, carissimi San Mattia, di avere passione per il cammino che state facendo, di metterci voi stessi, di non giocare al risparmio con voi e con gli altri. E capiterˆÊ anche a voi di considerare grande il prossimo, di stare con gli altri senza paure e vergogne.

Camminiamo insieme. Vi voglio bene,

Don Vittorio Zeccone

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