Carissimi giovani,

il Padre della Chiesa Cromazio di Aquileia (IV-V sec. d.C.) a proposito del concepimento di Ges da parte della Madonna ha un’idea molto originale. Egli dice che “Maria ha concepito con l’orecchio”. Vuole dire che Maria ha ascoltato completamente la Parola che Dio le rivolgeva, non lasciando cadere invano il seme della volontˆÊ di Dio. Allo stesso tempo significa che quanti ascolteranno con il cuore aperto la Parola di Dio genereranno frutti di vita eterna ogni giorno.

Vicinanza di Cristo

L’immagine del vescovo Cromazio  fortemente simbolica e  pu˜ aiutarci a verificare in che misura nel nostro cammino di fede ascoltiamo la Parola di Dio. Quale impegno dobbiamo mettere perch tra la Parola di Dio e il nostro orecchio il terreno sia sempre pi libero da rumori, voci strane e distraesti, interferenze varie.

Nel rapporto tra noi e la Parola di Dio ci sono due tipi di ostacoli.

Ostacoli esterni: le voci degli altri, i modelli culturali, le mode, i pregiudizi, le immagini violente, i luoghi comuni, le circostanze, le cattive compagnie, un ritmo di vita disordinata, l’educazione familiare fragile, l’illusione dei nostri modelli razionali, ecc. Tutti quei fattori nei quali ci troviamo immersi, che sono nati prima di noi e che noi contribuiamo a far crescere ogni volta che non ne sappiamo prendere le distanze.

Ostacoli interni: cattiva volontˆÊ, coscienza oscurata, vizi, perversioni, affermazione del proprio ‰Û÷io’, ricerca del solo piacere fine a se stesso, disimpegno verso un progetto di vita, scoraggiamento, poca vita spirituale, ecc. Tutti quegli elementi che dipendono propriamente da noi e per i quali la nostra decisione  fondamentale.

In questo senso un vero cammino in Cristo deve essere inteso come lenta erosione di questi ostacoli.

E’ vero e tutti ne abbiamo fatto esperienza:  a principio di un cammino di fede si pu˜ restare scoraggiati. Uno che non frequenta da molto tempo Ges e i sacramenti, si trova con una massa enorme di regole, precetti, comandamenti… e si sente incapace ad osservarli tutti. Tanto pi che il peso dei propri peccati diventa un masso che ‰Û÷blocca la digestione’  della nostra coscienza.  Inoltre, mettendo sui due piatti di una bilancia interiore, le richieste che ci vengono da Ges ed il peso del nostro peccato, risulta evidente che la colpa del peccato fa pendere la bilancia sul versante dello sconforto, dell’impossibilitˆÊ a rialzarsi, della sconfitta perpetua. Insomma ti senti una ‰Û÷chiavica’.

Ma, leggendo il Vangelo, sappiamo che Ges Cristo non ha mai imposto a quelli che lo seguono di fare tutto e subito, quasi che una Santa Messa, o un incontro di preghiera avessero un potere ‰Û÷magico’. Assolutamente no.

Alla donna peccatrice che tutti volevano uccidere a sassate Ges dice semplicemente: “Neanche io ti condanno. VˆÊ e da ora in poi non peccare pi‰Û (Giovanni 8,11).

Seguono due osservazioni.

1) Dapprima, Cristo ci dona il suo perdono: gratuitamente senza che noi avessimo diritto a chiederglielo, Lui si mette dalla nostra parte, si sostituisce a noi e ci giustifica. Non si mette sul nostro stesso piano:… tu hai fatto questo peccato… ti meriti questo e questo!

Egli invece ci investe col suo amore: tu hai fatto questo peccato… sappi che non ti condanno ma che ti voglio cos“ bene che da ora in poi star˜ vicino a te per aiutarti a non cadere un’altra volta.

Pensate a come ognuno di noi  chiamato ad imitare questo atteggiamento del Signore.

Quando uno sbaglia, la cosa pi facile  riconoscere che ha sbagliato, diventare maestri, sgridarlo, condannarlo, prendere anche noi la pietra e prepararci a scagliarla.

Ahim, cos“ non conquisteremo a Ges nessuna anima!

Se Ges avesse fatto cos“ con me… chissˆÊ in quale galera sarei a quest’ora!

Il peccato, passato e presente, non ha mai allontanato Ges da noi, ma siamo noi che, per il nostro egoismo, vogliamo allontanarci concretamente da Lui!

In questo senso vorrei rivolgermi a quanti in mezzo a voi, e ai vostri amici lontani, a cui pure siete chiamati a portare questo esempio di Ges: nonostante il peso del tuo peccato, la sporcizia che pensi ineliminabile dalla tua coscienza, la mancanza di forze necessarie per cominciare a combattere… nonostante tutto ci˜ Cristo non lontano da te, ti sta cercando, sta elaborando modi ed ‰Û÷escamotage’ perch tu lo possa riconoscere e acquistare fiducia in Lui.

Attendilo. Forse Cristo perderˆÊ un po’ di tempo in pi, ma non temere, egli verrˆÊ e non tarderˆÊ. Medita sulle parole della lettera agli Ebrei: “Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, non tarderˆÊ‰Û (10,37).

Finora non lo hai ancora incontrato perch la serratura del tuo cuore  incrostata di sporcizia, la chiave si  corrosa perch da molto quella porta non si apre, e una volta aperta la porta, tu hai accumulato dietro di essa tante di quelle masserizie inutili che Ges deve fare un po’ di forza per farsi lo spazio necessario.

San Paolo ci ricorda: “Certa  questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherˆÊ; se noi manchiamo di fede, egli per˜ rimane fedele,

perch non pu˜ rinnegare se stesso‰Û (seconda lettera a Timoteo 2,11-13)

All’inizio Cristo ci chiede di stare semplicemente con Lui, con tutto ci˜ che portiamo dentro e come siamo.

2) In seguito il Signore ci spiega il senso delle parole: “va’ e d’ora in poi non peccare pi”. Se davvero restiamo con Lui nonostante il nostro marcio, Cristo entra pian piano nella nostra vita, proponendo strade, tracciando nuovi percorsi prima ritenuti impensabili, spianando le colline che i nostri peccati ci facevano vedere insormontabili. E’ un’opera graduale di Cristo che tu scopri se ti lasci aiutare, se acconsenti di farti accompagnare in questo viaggio straordinario da persone forti spiritualmente, mature affettivamente, concrete…

“D’ora in poi‰Û indica un inizio non la fine del percorso! E’ la spinta ad andare sulla strada della santitˆÊ anche se tu pensi di non farcela! E’ Dio che crede e spera insieme a te!

Come sono importanti in questo senso gli amici spirituali. Si tratta di quelle persone la cui vicinanza desideriamo non per affinitˆÊ di gusti, ma perch sono belle dentro, profumano di vangelo, ‰Û÷sono come sono’. Con loro noi ci sentiamo migliori, pi capaci, pi forti. La loro presenza  un balsamo alla nostra vita monotona. Anche nelle nostre giornate pi brutte, ci basta avere accanto gli amici spirituali e tutto assume un nuovo tono… Gli amici spirituali rendono possibile le nostre impossibilitˆÊ.

Ges dice: “Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perch, quando essa verrˆÊ a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne‰Û (Luca, 16,9)… facciamoci amici spirituali nonostante il nostro peccato e sappiamoli tenerceli cari. Con loro impariamo a mostrarci nella veritˆÊ di noi stessi, senza veli e vergogne. Sentiamoli nostri fratelli in Cristo.

Qualche settimana fa’ ho letto su di un quotidiano della nascita di una nuova figura professionale: il life-coach.

In pratica  una persona che a qualsiasi ora del giorno e della notte  sempre disponibile ad ascoltarti, con cui puoi confrontarti, a cui puoi chiedere consigli e organizzare i momenti e le scelte principali della tua vita. Specialmente i grandi manager e le persone con grosse responsabilitˆÊ, o artisti e cantanti, se ne servono. Attenzione  un servizio a pagamento, che pu˜ arrivare sui 3.000-4.000 euro al mese!

Ebbene: la nostra vita spirituale, presa sul serio,  un grosso impegno e richiede tutta la nostra attenzione, sacrificio e desiderio. Abbiamo bisogno di un accompagnamento gratuito, frutto dell’amore degli uni verso gli altri, per camminare. Gli amici spirituali sono dono di Dio alla nostra vita. Cerchiamo questo tipo di amicizie.

Mi fanno un po’ pena ‰Û÷le comari’, uomini e donne, che si cercano solo per condividere chiacchiere, esperienze inutili, inciuci, pranzi, ecc… Il prossimo mi deve aiutare a crescere in Cristo. Se accade  bene. Se non accade  male e bisogna cambiare rotta.

Qui tra gli studenti c’ un simpaticissimo vietnamita di nome Francis. Conoscendo poco l’italiano, quando deve esprimere un parere si limita a dire in inglese: “good‰Û o “no good”. Linguisticamente non conosce le vie di mezzo.

Anche noi: non scegliamo le mezze vie, un po’ a Ges e un po’ al mondo!

Restando da Cristo e lasciandoci accompagnare il nostro cammino proseguirˆÊ. Stanne pur certo!
AAA – Giornalisti Cercasi

Domenica 31 c’ stata la seconda serata comunitaria, che vede insieme docenti e studenti. Come sempre chi voleva si  cimentato in qualcosa per animare la serata e dare un motivo in pi di gioia. Stavolta mi ha colpito lo sketch di due giovani studenti (uno polacco, l’altro congolese) che vestiti in abito elegante, hanno messo su un piccolo telegiornale (…alla Striscia la notizia per intenderci) durante il quale ricordavano i momenti salienti del mese appena trascorso, le cose belle e divertenti, aggiungendo ad ogni notizia un commento spiritoso.

Non sto qui a ripetervi le notizie e le battute: non essendo presenti risulterebbero a voi incomprensibili. Ma l’idea mi  sembrata originale in questo senso.

Qualcuno di voi potrebbe impegnarsi a fare un resoconto mensile delle cose simpatiche e belle che accadono in mezzo a voi, cercando di cogliere un motivo spiritoso e di crescita in ogni episodio, escludendo ogni spirito di critica o di offesa, ma sottolineando persone, momenti, esperienze, impressioni che stimolino la crescita col sorriso, dando la possibilitˆÊ di non dimenticare le cose belle che ci accadono. E produrre un singolo foglio mensile per tutti in modo molto semplice.

Chi si fa’ avanti? Attendo via mail le candidature per spiegare ulteriormente la cosa.
Che bella la Vita

Marted“ 2 novembre. Jonny un cristiano arabo di 31 anni  venuto a prendermi per portarmi a Nazaret. Anzich percorrere la vecchia strada che passa all’esterno di Gerico e fa tutta la valle del Giordano, facciamo la nuova ‰Û÷strada veloce’, la nå¡ 6 aperta da meno di un anno e che partendo dalla periferia di Tel Aviv arriva fin quasi sotto Nazaret. E’ una strada a pagamento ma senza casello in entrata e in uscita: con un sistema di rilevamento delle targhe la societˆÊ fa arrivare direttamente a casa, a fine mese, il costo del pedaggio.

Lungo il tragitto Jonny mi parla di tutto e su tutti. E’ un tipo logorroico, di quelli che non stanno zitti un istante e quando non hanno pi nulla da dire ti chiedono: “Bella giornata oggi, non  vero?‰Û Io volevo un po’ riposare ma non c’ stato verso.

Jonny  un fiume di notizie: mi parla del mondo arabo, delle tradizioni familiari, del paese dove ha conosciuto sua moglie (non c’ cosa che mi freghi di meno!), dei suoi fratelli, cognate e nipoti, del governo israeliano, del petrolio, dei turisti giapponesi (a tempo perso Jonny fa anche la guida turistica), delle sue idee per risolvere i problemi economici… Credo che in due ore non c’ stato un argomento che non abbia trattato. Appena provavo a interromperlo con qualcosa che notavo all’esterno lui si infervorava di nuovo… Era come se buttassi benzina sul fuoco… e Jonny ripartiva.

Una notizia per˜ ha fermato il mio pi totale disinteresse, e bench mi sia guardato bene dal farlo partecipe del mio interesse, mi sono soffermato un tantino.

Jonny mi ha riferito che il giorno precedente in Egitto un uomo sposato con sette figlie femmine (e giˆÊ questo  un serio motivo per stare male!), in preda a un raptus ha ucciso la moglie, poi ha fatto fuori quattro figlie, mentre le altre tre stanno in fin di vita! Il motivo?  Non si dava pace di non aver avuto un figlio maschio, che per il mondo arabo a quanto pare  come un’onta!

La vita. Che dono straordinario abbiamo ricevuto. Ci pu˜ essere portata via in un soffio.  Il salmista giustamente riconosce: “ˆö in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce‰Û (35,10). Se davvero riteniamo la vita una possibilitˆÊ meravigliosa, sappiamo anche che  una raritˆÊ e dunque non la possiamo sprecare. Ci sono due modi per sprecare la vita. Un modo straordinario: quando si fanno scelte tragiche (droga, vizi particolari, dedizione completa al peccato): in un primo momento sembra che fare quelle cose sia il senso della vita, ma poi diventiamo pi morti di quanto non lo fossimo prima. Ma si spreca la vita anche in un modo ordinario: quando ogni giorno ci perdiamo dietro stupidaggini, parole inutili, discorsi vuoti, curiositˆÊ… chiacchiericcio. E so che alcuni davvero stanno sprecando la loro unica vita… anzich attendere concretamente alla propria santificazione. Guardiamoci bene: cosa debbo fare io per la mia santificazione?

Immaginate che ognuno di noi sapesse quanti giorni gli restano da vivere… Beh non perderebbe tanto prezioso tempo in cose banali. In un certo senso  questo l’atteggiamento di fondo di una vita dinamicamente cristiana. Maurizio, cosa faresti se sapessi di avere un altro anno di vita? E tu Silvio come imposteresti il tuo parlare o agire se ti restassero solo 7 mesi? Ancora in modo farfallonesco? O anche tu Giulia: se il Signore ti chiedesse la vita tra 5 mesi?

Il discorso non va banalizzato; chi davvero vive in comunione col Signore anche se non sa precisamente quanti giorni gli restano, conosce e vive le sue giornate con questa convinzione: “Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni e sapr˜ quanto  breve la mia vita‰Û (Salmo 38,5).

Ancora pi incisive le parole pronunciate da Ges: “Stolto, questa notte stessa ti sarˆÊ richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarˆÊ?‰Û (Luca 12,20).

Non riduciamo l’eternitˆÊ alla quotidianitˆÊ.

Impariamo a vivere la quotidianitˆÊ in un clima di eternitˆÊ.
“E il Verbo si fece Carne‰Û

Nel primo pomeriggio sono a Nazaret. Debbo predicare una giornata di ritiro ai sacerdoti di lingua italiana. Il tema delle riflessioni : “Testimoniare la morte attraverso la nostra vita”. Nazaret  al nord, in Galilea, a poco pi di 70 km dal confine con il Libano. All’apparenza la cittadina dove Ges ha vissuto la sua infanzia e giovinezza,  un grosso paesone, cresciuto disordinatamente, appoggiato sulle colline che guardano la fertile pianura di Esrelon. Rispetto a qualche anno fa’ ho trovato Nazaret migliorata nelle strade e nell’arredo urbano. Mi viene riferito che in vista del Giubileo ci furono grandi lavori. Tagliando per il centro, si presenta dinanzi a me la cupola della Basilica dell’Annunciazione. Sto passando accanto alla Nazaret di Maria, di Ges… Per queste contrade Maria andava a prendere l’acqua, tra questi rilievi il piccolo Ges correva spensierato “crescendo in etˆÊ, sapienza e grazia”.

Sono venuto a predicare un ritiro nella cittˆÊ di Maria e di Ges. Ma  questa terra che farˆÊ il ritiro a me.

E’ sera. La cosa in cui alloggio  molto bella, posta in alto e offre un panorama meraviglioso di tutta la cittˆÊ. Appare chiaramente come lo sviluppo di Nazaret sia ruotato a partire dalla grotta di Maria.

La casa della fanciulla semplice di Israele  diventata il perno attorno cui la cittˆÊ si  sviluppata: “Ha guardato l’umiltˆÊ della sua serva, d’ora in poi tutele generazioni mi chiameranno beata‰Û (Luca 1,48).

Certo oggi Nazaret ha una maggioranza musulmana, ma i cristiani sono ancora molti.

Mi trattengo sul terrazzo. Capisco che non  la bellezza del paesaggio, ma quella spirituale che mi fermano ancora l“.

Guardo con occhi attoniti questa cittˆÊ… “Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittˆÊ della Galilea, chiamata Nazaret… a una vergine… chiamata Maria‰Û (Luca, 1,26-27). Parla anche a me Signore! D“ la parola decisiva per la mia conversione!

Rientrato in camera non riesco a prendere sonno. Apro la bibbia e comincio a cercare nei vangeli sinottici tutti i brani in cui si parla di Giuseppe e Maria a Nazaret, di Ges che viene o va via da Nazaret. Li leggo e rileggo pi volte, desideroso di venire a conoscenza di un particolare, di una illuminazione… Sono qui, e ci sono con calma, non posso lasciarmi sfuggire quest’occasione …Giuseppe … and˜ ad abitare in una cittˆÊ chiamata Nazaret. Ges torna con i suoi a Nazaret, dove stava loro sottomesso… lascia Nazaret e va ad abitare a Cafarnao… si rec˜ a Nazaret dove era stato allevato ed entr˜, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alz˜ a leggere.

O cittˆÊ di Ges, Maria e Giuseppe,

invisibile agli occhi degli uomini, ma grande agli occhi di Dio

parla al mio cuore.

Dopo il ritiro i sacerdoti mi trattengono un altro giorno dandomi la possibilitˆÊ di fermarmi due ore dinanzi alla grotta-casa di Maria dove ha ricevuto l’annuncio dell’arcangelo Gabriele. Ancora una volta mi tornano in mente le parole di Cromazio di Aquileia … Maria ha concepito con l’orecchio.

Nel pomeriggio, passando per l’antica Cana di Galilea, mi accompagnano al monte delle beatitudini e quindi alla riva del lavo dove Ges ha chiamato i primi discepoli. E’ questo uno dei posti pi forti della visita in Terra Santa. Qui  iniziata la Chiesa: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificher˜ la mia Chiesa”. Qui era giˆÊ scritta la mia chiamata alla vita religiosa e sacerdotale… vieni ti far˜ pescatore di uomini… pescatore di giovani.

Lo sguardo si perde all’orizzonte del mare di Galilea, particolarmente calmo in quel pomeriggio. Tutto emana un particolare stato di dolcezza. E una pace invade anche il mio intimo…

Grazie Signore per questa presenza in Terra Santa.

Desidero condividere in modo particolare una settimana in questa terra benedetta con le coppie che si sposeranno l’anno prossimo.

Sarebbe bello poter dedicare una parte del proprio viaggio di nozze all’incontro con i luoghi di Ges e cos“ dare un senso ancor pi cristiano al “S“‰Û nell’amore per tutta la vita. Che ne pensate?
Capaci della “Mossa del Sacrificio‰Û

Qui tra i docenti ce n’ uno bravo nel gioco degli scacchi. Mi ha spiegato che fino a qualche tempo fa l’uomo riusciva ancora a battere un computer nel gioco degli scacchi perch il pc non era programmabile per fare la “mossa del sacrificio”. E’ la mossa con cui il giocatore sacrifica la Regina, il pezzo pi importante, ma nella mossa seguente avrˆÊ la possibilitˆÊ di dare “scacco matto”.

Dovremo anche noi essere capaci di fare la “mossa del sacrificio‰Û, anzich tante mosse… Sacrificare qualcosa di importante  doloroso, spesso ci fa piangere e non ci lascia il sonno tranquillo… ma solo dopo averla autenticamente fatta, potremo sentire la speranza viva che  stato dato ‰Û÷scacco matto’ al demonio.
Nel mezzo del cammin di nostra vita…

Cos“ Dante Alighieri inizia la Divina Commedia e tutti i professori ci spiegano che “il mezzo del cammin‰Û indica all’incirca i 35 anni di etˆÊ. La Bibbia d’altronde diceva: “Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i pi robusti‰Û (Salmo 89,10). Domenica prossima raggiungo i 35 anni. Sono contento di questi anni? Di come li ho vissuti e impiegati? Mi guardo bene dal proferire giudizio… ma, nonostante i miei limiti, sento di ringraziare il Padre per la famiglia che mi ha donato, semplice e serena; per la vocazione alla vita religiosa e al sacerdozio quale progetto autentico per realizzare la mia esistenza; per i giovani che ho incontrato;… per i miei due nipotini Elena e Pietro, quando guardo la loro foto nella mia camera da Gerusalemme vedo i loro occhi che mi guardano ed io divento meno deciso del solito.

Vi abbraccio forte,

Don Vittorio Zeccone

(vittorio.zeccone@tin.it)

P.S. Un caro benvenuto a tutti i giovani che non conosco e che leggono queste lettere. Un particolare saluto ad un gruppo di giovani adolescenti che so le leggono a pezzi.

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