sapersi districare oggi in questo mondo cos“ complesso e problematico diventa sempre pi difficile. Se penso alle vostre pene per crearvi un avvenire sereno, per organizzare qualche progetto e per realizzare se stessi comprendo perch molti si arrendono e preferiscono giungere a compromessi. Tuttavia quelli che coltivano grandi ideali e mantengono vivo il desiderio di migliorarsi e di migliorare l’ambiente che li circonda, non resteranno mai delusi. La vita un gioco serio e ognuno di voi chiamato a parteciparvi. Il premio trovare se stessi e il senso dei propri giorni. Ringrazio il Signore per ognuno di voi dal pi piccolo al pi grande, perch, sfiorato dal passaggio di Dio nella propria vita, non si del tutto spaventato, ma ha consentito all’Amore di Dio di toccarlo. Allo stesso tempo prego e vi invito a pregare e a impegnare le vostre migliori energie per i giovani che ancora non hanno avuto questa forza, perch Dio apra strade nuove nella “giungla che ci siamo costruiti”.
So che alcuni fotocopiano questa lettera e la danno ai loro colleghi di lavoro, o amici o conoscenti vari. A quanti si ritrovano ogni settimana a leggere questi fogli occasionalmente un sentito ringraziamento per la disponibilitˆÊ a leggere. Allo stesso tempo li invito a guardare dentro di s con pi profonditˆÊ, pi calma e soprattutto con pi obbiettivitˆÊ. Chissacch tra le pieghe delle innumerevoli cose fatte di fretta non ci si accorga che si pu˜ dare una sistemata a certi sentieri interiori troppo disastrati, perch troppo dimenticati. E se in questa esplorazione interiore qualcuno sentisse il bisogno di condividere con me il risultato, gli sfoghi o quant’altro, pu˜ farlo attraverso il mio indirizzo di posta elettronica che trovate alla fine della lettera.
Un’avvertenza necessaria. Non leggete questi fogli tutti in una volta. Bisogna fermarsi e trovare un tempo e un luogo. I riferimenti alla Scrittura presenti in queste lettere ci impongono un’attenzione diversa da quella che riserviamo alle poche o molte cose che ci troviamo a leggere.
Desiderare un cuore libero!
Chi di noi non desidera un cuore felice, sereno… libero? Si, perch la liberazione del nostro cuore sembra essere la prima cosa da fare per vivere diversamente. Ti immagino, carissimo giovane, al mattino mentre sei nel traffico o negli autobus e ti rechi a scuola o al posto di lavoro… ti immagino nell’arte di cavartela agli incroci pericolosi della vita. Percepisco come possa sentirsi appesantito il tuo cuore perch lo hai lasciato andare sotto la spinta di quelli che vogliono farti credere che amare sia consumare, o vestire in un certo modo, o fare sesso e basta, o schiacciare l’altro… Quanta pesantezza hai accumulato dentro di te! Eppure molti di voi non la avvertono… semplicemente perch distratti dal circuito e dai ritmi di questa societˆÊ. Il mondo delle luci vi illude…. vi fa fessi e contenti… mettendovi dinanzi altre novitˆÊ da scoprire o comprare. E voi, per non correre il rischio di essere senza l’ultimo ritrovato, dimenticate che bisogna anzitutto assimilare e capire bene le cose fatte prima. Correte, correte… ve lo dico con tutto il mio cuore: siete proprio stupidi! (e mi sono trattenuto nel linguaggio).
Eppure il tuo cuore, il centro di te stesso, l’anima insomma, per natura sua leggera, pura, aperta alle altre. Senti dentro di te di essere buono, ma non riesci ad esserlo! Cos’ allora che ostacola la leggerezza dell’anima e che blocca annullandola la tua libertˆÊ? Di cosa sei schiavo? Vedi, se non rispondi a questa domanda correttamente non riuscirai mai a procedere, girerai a vuoto. Si tratta di dare una volta e per sempre la risposta vera, sincera, autentica, che finalmente dica quello che sei e come sei senza girarci attorno o provare continuamente a giustificarti in tutto. Che cos’ che ti fa diventare pesante il cuore? Che lo rende triste anche dopo aver fatto tante esperienze belle? Che lo ammala anche dopo una guarigione interiore?
Questo peso, contrastante e pericoloso, l’io, l’io umano.
L’io umano pu˜ volere in modo diverso da come vuole Dio: pu˜ desiderare contro la volontˆÊ di Dio, agire contrariamente ai suoi ordini, non rispondere ai suoi richiami e ammonizioni, rifiutare i suoi consigli, disprezzare il suo amore, disdegnare la sua dolcezza e la sua grande pazienza e causare, in definitiva, la perdita totale dell’uomo. Il bello insomma che ti rovini con le tue mani!
Ma cosa vogliamo dire quando parliamo dell’io umano? Semplicemente con l’io umano ci riferiamo all’anima che non sottomessa a Dio; quando liberamente ci sganciamo dalla volontˆÊ di Dio e dal suo volere e agiamo secondo le nostre inclinazioni e passioni. Allora l’io umano vivo a se stesso ed morto a Dio! Esso crede di poter esistere senza Dio perch si lascia illudere dal mondo materiale.
Quanti giovani vivono solo per il materiale? Fermati un attimo ad osservarti: le cose che indossi, gli oggetti che porti (collanine, orologi…), i profumi che metti. E ancora: fai un elenco semplice delle cose essenziali che ti mancano? Beh credo che se ti lasci guidare dalla sinceritˆÊ l’elenco resterˆÊ vuoto. Spaventosamente vuoto. Tremendamente! Sei pieno di tutto, e il tutto diventato la tua persona. Dunque: sei pieno di te stesso!
Obietterai: “Non come dici tu, se fossi pieno di me stesso, non mi preoccuperei di rincorrere le altre novitˆÊ che mi si presentano: nuovi piaceri, nuovi cibi, nuovi vestiti, nuovi peccati, nuovi tradimenti! Hai torto don Vittorio”.
Ed io ti risponderei: mio caro giovane tu continui ad ingozzarti ancora di tutte queste cose semplicemente perch quelle non potranno mai saziarti; il circolo vizioso che crea dipendenza. Per questo sei pieno di te stesso: perch non ti accorgi di quanto sei stupido. Anzi, con tutto l’amore che nutro verso di te… in questo senso mi fai schifo! Non tu, ma chi sta dietro questo abile gioco.
Infatti il tuo “io‰Û si separa da Dio perch viene sedotto dal demonio; egli immensamente furbo. Nel paradiso il serpente (immagine del demonio) sedusse Eva. San Paolo lo dice chiaramente: “Temo per˜ che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, cos“ i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicitˆÊ e purezza nei riguardi di Cristo‰Û (2 lettera ai Corinti 11,3).
‰Û÷Abbassa la cresta’
Solo quando l’io umano si sottomette a Dio allora il demonio non ha pi potere alcuno. Sottomissione a Dio vuol dire abbandono totale alla volontˆÊ di Dio rispetto a tutto ci˜ che accaduto, tutto ci˜ che accade e tutto ci˜ che accadrˆÊ, senza inquietudine, n mormorazione, n scoraggiamento, ma senza peraltro trascurare lo sforzo umano per cercare di risolvere i problemi, respingere i mali, curare le malattie, risolvere le situazioni difficili con una lucida volontˆÊ spirituale ricevuta da Dio. L’abbandono alla volontˆÊ di Dio avviene mediante l’accettazione finale dei risultati, dopo aver compiuto tutti gli sforzi e aver costantemente verificato se la propria volontˆÊ davvero conforme a quella di Dio, senza aver fatto alcunch con orgoglio, insolenza, precipitazione o su istigazione della volontˆÊ propria.
Gli uomini in generale, ma i giovani in particolari tendono ad assolutizzare i momenti. Cos“ dopo un bel momento di preghiera si sentono al ‰Û÷settimo cielo’ e credono di riuscire in qualunque cosa. Il giorno seguente, in seguito a un dispiacere ricevuto diventano ‰Û÷cani bastonati’. Di fronte ad un’emozione ritrovata fanno propositi di ‰Û÷vita eterna’; se per˜ si trovano di fronte alla malattia propria o di persone care ‰Û÷maledicono Dio e gli sbattono la porta in faccia’, o quantomeno lo ‰Û÷rinchiudono nel recinto del proprio egoismo’.
No cari giovani. Ve lo ripeto. La strada della serenitˆÊ e della liberazione del cuore solo questa: abbandono totale alla volontˆÊ di Dio rispetto a tutto ci˜ che accaduto, tutto ci˜ che accade e tutto ci˜ che accadrˆÊ mediante l’accettazione finale dei risultati.
Lavorare su questo punto imprescindibile per iniziare una nuova strada. Molti partono sparati senza sapere dove stanno andando; si buttano alla ricerca di qualcosa di migliore, la cui esigenza certo sentono invincibilmente dentro di s, ma senza consapevolezza sul da farsi. Insomma: si parte tanto per partire, per non stare fermi, perch insieme bello, fa tendenza… perch i giovani non sanno attendere… Ho letto da qualche parte che le giovani generazioni di oggi sono tutte malate di “eiaculazione precoce‰Û non tanto in riferimento alla sfera sessuale, ma per la fretta con cui consumano le loro giornate, con cui accumulano esperienze che non lasciano segni sulla loro coscienza.
I passi per diventare pulcini
Come si realizza la sottomissione dell’io umano a Dio affinch l’anima si liberi e viva un abbandono totale alla volontˆÊ di Dio?
Possiamo indicare dei passi, con la precisazione che si tratta di atteggiamenti da educare in noi e perseguire con perseveranza. Sono dei segnali il cui stato dovremmo verificare molto spesso con l’aiuto di una guida spirituale o di un sacerdote ricco di Spirito.
1) Sii attento a non fare affidamento sulla tua sapienza personale e sulle tue capacitˆÊ, a non nutrire bramosie umane per una qualche opera, nel timore che il tuo spirito si fermi, si oscuri la tua visione, la grazia ti abbandoni e tu rischi di non vedere pi il cammino divino, di perdere la veritˆÊ, di cadere nella rete del nemico e di diventare lo schiavo del tuo io e dei desideri degli uomini. Il profeta Isaia avverte: “Guai a coloro che si credono sapienti, e si reputano intelligenti‰Û(5,21). Molti fanno della propria sapienza e dei propri mezzi delle vere e proprie divinitˆÊ: con la bocca dicono di essere credenti ma dai loro modo di comportarsi non traspare mai affidamento, coraggio, gesti di rottura… solo una triste omologazione culturale. Mio amato giovane la vera sapienza umiltˆÊ, bisogno di altri, condivisione di qualitˆÊ.
2) Guardati dal credere di essere qualcosa d’importante, che senza di te le cose si fermino e i lavori si interrompano, e cos“ il tuo io appaia importante ai tuoi occhi. Sappi che Dio pu˜ fare con un altro molto meglio di quanto non faccia con te; che pu˜ rendere deboli i forti e forti i deboli, rendere ignoranti i sapienti e sapienti gli ignoranti. Tutto quel che buono e utile in te di Dio e non tuo, e se tu non ne hai cura e nel tuo intimo non l’attribuisci a Dio, ti verrˆÊ tolto. E se ti vanti della tua intelligenza o della tua virt, Dio le abbandona ed esse si trasformano in corruzione, rovine e mali. Questo tanto pi importante se consideriamo come la societˆÊ innalza e abbatte ogni giorno le persone: il fine delle relazioni che abbiamo costruito basato solo su ci˜ che conta, su chi possiede e pu˜ comprare… E’ importante solo ci˜ che sta in vetrina… San Paolo ci esorta: “Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi‰Û (Romani 12,16).
3) Se il tuo io teme la sottomissione a Dio, si sottrae all’abbandono a lui e si gloria del proprio potere; se tu attribuisci la tua intelligenza, la tua virt e la tua riuscita a te stesso, Dio ti sottopone a correzioni che si ripetono, una dopo l’altra, a tribolazioni che si susseguono, fino a quando non ti sottometti e ti abbandoni a lui con umiltˆÊ. Ma se rifiuti la correzione e detesti subire la tribolazione, allora Dio ti abbandonerˆÊ a te stesso per sempre. Ricordiamocelo! Molti vivono nella falsa idea di un cristianesimo buonista (se non ammazzo nessuno non sono poi cos“ cattivo!) per il quale tutto concesso perch poi Dio non pu˜ non perdonarmi. Attento: con simili discorsi cammini sul filo di rasoio. E’ vera la bontˆÊ infinita di Dio, ma per un cuore che la comprende, la desidera, la cerca… Il Dio che giustifica l’uomo un Dio troppo umano! L’invito a decidersi per Dio e la giustificazione di suo Figlio Ges per mezzo della Croce non facoltativa, ma la porta stretta attraverso cui passare!
4) Sii attento e presta bene ascolto, perch, o ti consideri realmente al pari di niente, in atti e in parole, fermamente deciso nel tuo intimo ad abbandonarti a Dio con tutte le tue forze e, in questo caso, ti liberi di buon grado del tuo io per la grazia di Dio; oppure verrai consegnato alla correzione fino a quando, costretto, ti libererai dal tuo io. Farai bene quindi a scegliere il cammino della sottomissione volontaria, a considerarti in da ora un nulla e a seguire la grazia sulle vie dello Spirito. La vita cammina sui sentieri di Dio perch da Dio proviene; la nostra stessa via non sopporta troppo a lungo le deviazioni cui la costringiamo portandola sulle strade della perdizione e prima o poi si ribellerˆÊ contro di noi, riservandoci sorprese, a volte anche momenti di grande dolore. Ma queste non sono le vendette di Dio, bens“ il ritorno della vita sui sentieri di Dio. Noi facciamo difficoltˆÊ a comprenderle perch siamo del tutto disorientati. Ma l’apostolo Paolo non ha paura di ricordarcelo: “In realtˆÊ l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietˆÊ e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la veritˆÊ nell’ingiustizia (…) Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinitˆÊ; essi sono dunque inescusabili, perch, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.Perci˜ Dio li ha abbandonati all’impuritˆÊ secondo i desideri del loro cuore, s“ da disonorare tra di loro i propri corpi, poich essi hanno cambiato la veritˆÊ di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che benedetto nei secoli. Amen‰Û (Romani 1,18-25). Pi chiaro di cos“?!
5) Sappi che la sottomissione a Dio e il totale abbandono alla sua volontˆÊ e al suo discernimento sono in realtˆÊ un dono e una grazia. Per ottenerlo, insieme alla preghiera e alla supplica, abbiamo bisogno della forza fiduciosa della fede e dell’insistenza del cuore, affinch Dio non ci affidi alla correzione a causa del nostro oscuramento e non ci lasci alla nostra sapienza. Inoltre, dobbiamo optare con grande determinazione per la rinuncia a noi stessi in ogni momento e in ogni occasione, non davanti al mondo, ma nell’intimo della nostra coscienza. L’uomo di oggi cos“ arrogante che pretende l’intervento di Dio nella sua vita senza modificare in nulla o cambiando solo dopo che Dio intervenuto. Questa durezza dei cuori! Beato colui che scopre la debolezza e la mediocritˆÊ della propria anima, che l’ammette e la confessa davanti a Dio fino all’ultimo giorno della sua vita. Ovviamente non si tratta qui di un’ammissione solo formale, ma una vita che logica conseguenza di questa convinzione. Domandati: tu che desideri un cuore nuovo, libero… in che modo cerchi la fede per continuare ad alimentare questo desiderio di vita nuova in te? Se te ne stai fermo alla tua scrivania, o al tuo posto di lavoro, o nel tuo comodo banco in chiesa, o nelle tue convinzioni… tu non incontrerai mai Dio, anche se Lui ogni giorno ti passa affianco.
6) Se subisci la correzione sappi che si tratta di un bene immenso, perch Dio affida alla correzione l’anima che ha dimenticato la propria debolezza e si glorifica delle proprie capacitˆÊ e successi. Dio corregge fino a quando non ci siamo resi conto delle nostre debolezze. Noi ci correggiamo quando Dio non concede pi alcuna alternativa ai nostri sbagli, bloccando l’io da ogni parte e lasciandolo in preda alle umiliazioni interiori o esteriori, sia che dipendano dai peccati che dagli affronti. Dio consente questo fino a quando l’uomo non inizi a detestarsi, a maledire la propria intelligenza, a negare la propria capacitˆÊ e si affidi, infine, a Lui, umile e contrito. In quel momento infatti l’uomo non ha difficoltˆÊ a detestare il proprio io; si augura addirittura che tutti si uniscano a lui per detestare quell’io esecrabile. Questo l’autentico cammino di umiltˆÊ che conduce al totale abbandono alla volontˆÊ divina e che sfocia nella liberazione dell’anima dalla dominazione dell’io, dai suoi inganni, dalla sua ostinazione e dal suo orgoglio. Il libro dei Proverbi in questo senso molto forte e in diverse parti ricorda: “Chi osserva la disciplina sulla vita della vita; chi invece trascura la correzione si smarrisce (…) chi odia la correzione stolto (…) Punizione severa per chi abbandona il retto sentiero, chi odia la correzione morirˆÊ. Chi rifiuta la correzione disprezza se stesso, chi ascolta il rimprovero acquista senno”.
7) Se vuoi raggiungere la liberazione dell’anima attraverso il cammino migliore e pi semplice, mettiti alla scuola della grazia, siediti ogni giorno, esamina i tuoi pensieri, le tue ragioni, le tue intenzioni, i tuoi obiettivi, le tue parole, le tue azioni alla luce della parola di Dio. Scoprirai allora che la corruzione del tuo io, la sua doppiezza, la sua malizia, i suoi inganni, il suo orgoglio, le sue sozzure… Se persevererai cos“ ogni giorno con cuore contrito, potrai liberarti dall’io menzognero e morboso e vincere progressivamente su di lui fino a sbarazzarti del suo ascendente. Allora ti renderai conto della gravitˆÊ del disastro nel quale il tuo io ti aveva trascinato quando gli obbedivi, quando ti compiacevi in lui, te ne gloriavi e ricercavi il suo rispetto e la sua dignitˆÊ. E nello stesso istante in cui nell’intimo di te stesso sarai sicuro di non essere nulla e che Dio tutto, allora sarai veramente libero! Finalmente libero! Meravigliosamente libero!
Bellezza del sacerdozio
Sabato 4 alle 15.30 stato ordinato sacerdote nella chiesa del Getsemani il giovane Jesuino proveniente da Timor Est. In questa occasione ho avuto modo di riflettere e meditare ulteriormente sul dono della mia vocazione al sacerdozio e sul cammino svolto finora… Particolarmente suggestiva la celebrazione all’interno della chiesa costruita sul luogo in cui Ges si ritir˜ a pregare poco prima di essere arrestato. Davanti all’altare maggiore c’ la roccia dell’agonia di Ges. L’evangelista Luca descrive con pregnante linguaggio lo stato d’animo del Signore mentre pregava su quella roccia: “Gli apparve un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia pregava pi intensamente; e il suo sudore divent˜ come gocce di sangue che cadevano a terra‰Û (22,43-44). Il novello sacerdote si disteso a terra davanti a quella roccia mentre si cantavano le litanie dei santi. In quel momento dicevo tra me e me di come il sacerdote dovesse essere disposto a soffrire per il suo popolo, a portare nella sua vita le angosce di quanti gli sono affidati, a fuggire da ogni eccessiva agiatezza… Pregavo per la mia conversione e per tutti i giovani in cammino verso il sacerdozio. Benedicevo anche il Signore per tutti i piccoli gruppi di preghiera per le vocazioni, il loro sacrificio e la loro dedizione per i giovani chiamati al sacerdozio.
Domenica 5 con altri ho accompagnato il novello sacerdote alla prima Santa Messa celebrata a Betlemme, nella grotta di San Giuseppe accanto alla grotta della NativitˆÊ. L“ ho ricordato tutti i miei familiari ed amici, le persone che amo e i giovani. Eravate tutti l“ nella grotta di San Giuseppe.
La bellezza del sacerdozio vuol dire anche scoprire che Dio sorprende ancora questa storia. Noi pensiamo che giˆÊ sia tutto scontato: Dio invece continua a chiamare giovani in ogni parte e di ogni estrazione, nei momenti pi impensabili e nei modi pi diversi. Dio l’unica novitˆÊ della storia e chi Lo incontra non troverˆÊ mai la monotonia.
Cari giovani, specialmente voi che vi sentite lontani da Cristo e che vi trovate per caso queste righe tra le mani, non vi stancate di cercare la presenza di un’anima sacerdotale accanto a voi. Mettetevi in movimento e scovate sacerdoti buoni, di preghiera, di sacrificio; diffidate invece dei parolai e di quelli che si accontentano di livelli spirituali bassissimi.
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Uno spicchio di Napoli da queste parti
Mercoled“ 1, alle ore 17.45 con volo El Al 382 proveniente da Milano-Malpensa sono arrivati Rosario, Gianfranco e Luciano, alias tre dei quattro fratelli Savino. Da subito ho coniato per loro questa espressione: “Sono arrivati i Savino, iniziato il casino”. Mi spiego. Appena li vedo ci salutiamo affettuosissimamente al punto tale che l’hostess di terra che li accompagnava ci guardava esterrefatta tanta era la forza con cui ci abbracciavamo e l’intensitˆÊ con cui ci davamo i baci di benvenuto. AvrˆÊ forse creduto che eravamo i soci fondatori del primo club gay-napoletano in terra di Israele!
Subito dopo per˜ si avvicina un signore sui 50 anni, alto e robusto con baffi brizzolati che senza parlare inglese fa segno ai tre moschettieri di andare con loro. Io mi preoccupo: ancora devo arrivare giˆÊ se li portano?! Mi spiegano che avevano incaricato un loro amico di Milano di interessarsi… Chiarito l’equivoco con i Savino, bisognava ora convincere l’arabo. Ma come comunicare? Con gesti… Ma niente da fare, l’arabo con gesti ancora pi eloquenti dei miei mi faceva comprendere che non se ne andava di lˆÊ senza i tre fratelli (e lo faceva l’affare!). Nella fase di stallo delle trattative, si decide di chiamare il loro amico milanese (che tra l’altro conosco anch’io) e cos“ io parlo al milanese che a sua volta lo dice all’energumeno che si calma. Risultato: l’arabo se ne va come venuto, io me ne torno a Gerusalemme con tre perle tra le pi preziose del tesoro che il Signore mi ha dato.
I tre giorni trascorsi con Rosario, Gianfranco e Luciano sono stati bellissimi e intensi specie per le cose che ci siamo detti. Non sto qui a dirvi tutto quello che abbiamo fatto, anche perch voglio conservare nel cuore le cose pi forti. Tra l’altro i tre hanno partecipato pienamente alla festa e alla gioia del novello sacerdote, ricevendo per primi la sua benedizione.
Ci accompagnava nei vari spostamenti Sadi, un tassista della porta di Damasco, dal quale mi sono fatto dare il numero del portatile per chiamarlo ogni volta che ne avessimo bisogno. Una sera rimasto a cena con noi e il giorno seguente, mentre io gli dicevo di portarci a mangiare qualcosa di veloce a metˆÊ giornata, lui se ne esce dicendo: “Volete venire a casa mia a pranzare?”. Il tempo di guardaci negli occhi e accettiamo l’invito. Sadi abita nel povero villaggio arabo di Siwan: casa semplicissima all’interno. Ha sei figli, 4 femmine e 2 maschi di cui l’ultimo di tre mesi si chiama Hamud. Sadi ospitalissimo. Mentre siamo seduti nel soggiorno ci molla il suo ultimo figlio che a turno ci passiamo giocandolo. Poi arrivano i figli pi grandi da scuola. Infine il pranzo: una grande teglia di alluminio con dentro riso e pollo, con cavolfiore e cannella, in arabo mch-luba (ma si tratta del suono, non so come si scrive). Accanto ci sono due vaschette di yogurt per accompagnare il riso. Potete immaginare i nostri volti. E tuttavia mangiamo ed meglio di come pensavamo. Il tutto con risate, ipotesi, giochi, tentativi di capire il resto della casa. Mangiando il pollo con le mani, a un certo punto abbiamo avuto bisogno dei tovagliolini di carta. Glielo abbiamo detto a Sadi che subito ha provveduto… portandoci la carta igienica (mentre vi descrivo l’episodio mi sto scompisciando dalle risate da solo in camera). E allora altre ipotesi di utilizzo sulla carta, ecc…
Si pu˜ pregare per
Alla fine di questa lettera vorrei sottoporvi la richiesta di pregare per il giovane Carlo, che molti di voi hanno conosciuto. Sta attraversando un periodo molto brutto e l’unico modo in cui possiamo aiutarlo pregare. Vi invito ad offrire sacrifici per questo giovane, perch debole, dunque va amato ancora di pi. Portiamolo con noi in questo Avvento.
Vi auguro una buona settimana e allo stesso tempo vi stimolo a guardare sul serio alle energie che potete mettere nella ricerca autentica del Signore Ges. Lui si fa sempre trovare da chi lo cerca con cuore sincero.
Giovani, gioia mia, vi abbraccio tutti,
Don Vittorio Zeccone
(vittorio.zeccone@tin.it)