Miei carissimi giovani,
eccomi a voi per la terza volta. Forse un po’ troppo?! Per me no, in quanto vorrei poter condividere con voi ogni istante di questa esperienza bella nella Terra di Ges.
Certamente ci sono posti pi belli di questo al mondo, ma nessuno come questo cos“ bello dentro… I nostri occhi vedono alcune delle cose come le ha viste Ges; i nostri piedi calpestano alcuni tratti di terra che ha calpestato Ges… Ma soprattutto il nostro cuore in questi posti si ferma e senza troppe parole si riempie di gioia e di amore. Qui non si deve tanto pregare ma sono i luoghi che pregano al posto tuo. Ogni luogo un testimone di Ges. E’ come se ognuno di loro mi dicesse quando passo: “ehi don Vittorio, Ges venuto da me, ha fatto questo…, si seduto
l“, poi ha chiamato in disparte gli apostoli ed andato da questa parte… un altro giorno si fermato a quest’angolo della strada…”. E poi altre pietre a dirmi: “Vittorio noi lo abbiamo visto passare con la croce, volevamo sprofondare dalla vergogna… un uomo giusto come Lui‰Û; e il Calvario mi dice: “s“ Vittorio, qui lo hanno inchiodato e per tutta l’eternitˆÊ sar˜ testimone dell’orrore di cui gli uomini si sono macchiati uccidendo il Santo dei Santi!”.
Giovani, Gerusalemme la vita di Ges in diretta.
Ormai sono iniziate le lezioni. La mia classe composta da gente di tutto il mondo (Timor est: sapete dov’ gnurant? Filippine, Santo Domingo, Thailandia, India, Colombia, Vietnam, Haiti, Polonia, Biellorussia, Eritrea, Congo, Indonesia, Spagna, Irlanda…).
Oggi soprattutto iniziata per gli ebrei la festa pi sentita: lo Yom Kippur, o festa dell’Espiazione, dove si fermano in silenzio per espiare i loro peccati. Gli ebrei pi osservanti per 26 ore non fanno nulla: digiunano, non bevono, non usano cosmetici (compresi sapone e dentifricio: sapete che fieto a prima mattina a casa loro!) e non hanno rapporti sessuali… ma io non gli ho detto niente! Vanno soltanto alla sinagoga a pregare…a piedi. Difatti da questo pomeriggio Gerusalemme praticamente deserta, non circola neppure una macchina, vietato. Se qualcuno si azzarda a farlo, specie nelle zone degli osservanti gli buttano le pietre e i pomodori… E’ autorizzata solo un’ambulanza che per˜ deve essere messa in moto prima che inizi la festa. Non dimenticate che gli ebrei sono il popolo della legge!
Questo pomeriggio, guidato da un sacerdote di Barcellona che sta qui da 18 anni ed esperto di geografia e storia biblica ho fatto un giro pi ampio per Gerusalemme.
Dopo aver visitato la cattedrale russa, sono andato al quartiere ultraortodosso ebraico di Mea ‰Û÷Sherim (= le cento porte). E’ una lunga strada dove abitano gli ebrei che pi osservanti di loro non si pu˜… diremmo nella napoletana lingua madre: ‰Û÷e mast’ dde bizzuocc! Vestono tutto di nero perch sono eternamente in lutto fino a quando non verrˆÊ il Messia. Si lasciano crescere i capelli e la barba perch a loro non importa la bellezza esteriore, la preparazione… Anche le strade sono sporche per questo motivo.
Immagino se alcuni di voi fossero nati da queste parti… che ne so Nicola: ve lo immaginate a fare l’ultraortodosso costretto a non stare ore per gelatinarsi i capelli, la lampada e cose del genere; o anche Mauro Pistis, che nelle sue cose organizzatissimo: immagino che il padre gli dica che non bisogna pensare a mettere sempre tutto in ordine … e lui a rispondergli “IO EBREO. MA PRECCCISSO! TUTTO SEGNATO! TUTTO ORGANIZZATO! SHALOM”.
Senza parlare delle ragazze. Le donne di Mea ‰Û÷Sherim non possono truccarsi, n debbono avere i capelli da fuori ma raccolti in una specie di fazzoletto; le bambine o signorine invece li debbono avere legati o in trecce… e difatti penso che se le possono sposare solo quelli l“. Pure a me…credetemi… non veniva alcuno stimolo. Per di pi queste donne la prima notte di nozze debbono raparsi i capelli a zero. E’ come se Mario Angelini, dopo essersi sposato Barbara (ti ricordi quel giorno Mario?), la sera a letto trova una persona con la testa rapata… che per la stanchezza del matrimonio almeno… ti viene il dubbio che ti sei sposato un uomo! Mi raccomando alle ragazze che si sposano l’anno prossimo… potete iniziare questa tradizione… Figurt’!
Oggi per˜ era festa e tutti gli uomini avevano un vestito bianco. Insomma a Mea ‰Û÷Sharim vale la pena farsi un giro.
Entrati nella cittˆÊ vecchia siamo arrivati al Muro del pianto, il luogo pi sacro per gli ebrei dove pregano vicino ai resti delle mura del tempio costruito da Erode e che in seguito fu conquistato dagli arabi che ci hanno costruito due moschee.
Qui si vedono ebrei che pregano non solo a voce alta ma con tutto il corpo: avanti e indietro, a destra e a sinistra, a volte aumentano il movimento e si lamentano, poi si fermano bell’ e buon, e all’intrasatt ricominciano… Al Muro del pianto ci siamo fermati quindici minuti a riposare. E qui ragazzi ho fatto una grandissima scoperta: ho finalmente trovato il modo di bloccare la mia testa quando gli afferra il tic. Mi debbo mettere la kippah, il berretto ebraico… ma di carta… Solo cos“ la mia testa di incanto si ferma…Sapete perch? …per non fare la figura di…far cadere quel pezzo di carta dalla testa!!!
Ma mentre i miei compagni di viaggio stavano in silenzio, io come un napoletano sfrantumato fuori al vascio, ho fermato un gruppo di turisti pensando che fossero italiani… erano invece croati di Spalato. E nel recinto del Muro del pianto ci siamo messi a parlare di Medugorje ecc…
Poco prima di ritornare a casa con la mia brava guida siamo entrati in una delle sinagoghe vicino casa… che si chiama “IL PREDILETTO‰Û e ho potuto sentire i canti ebraici della preghiera. E’ come una specie di lamento grande… come quando provate i canti senza star a sentire Sabatino per farvi capire…
Cari giovani, so che leggendo queste righe alcuni di voi avranno sorriso e di questo gioisco anch’io. Ma il libro di Qolet (11,9) ci ricorda qual la vera gioia:
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi per˜ che su tutto questo
Dio ti convocherˆÊ in giudizio
La vera gioia allora stare con Ges, appartenergli sempre pi in veritˆÊ, non tradirlo, essere fedeli ai suoi comandi, testimoniare che lo abbiamo incontrato, vedere il positivo in ogni circostanza.
Sono contento che molti abbiano trovato gioia ai nuovi incontri del luned“ (= fedeltˆÊ al gruppo San Mattia), continuate e siate perseveranti nella preghiera e nell’ascolto della Parola. Qui ho anche tempo per riflettere e progettare il tempo che verrˆÊ…
Ringrazio di cuore tutti quelli che mi scrivono via mail e sono tanti
Per non avere le invettive di chi deve fare le fotocopie… ora mi fermo. Alla prossima lettera. Vi abbraccio e vi stringo tutti fortemente.