Carissimi giovani,

ho ricevuto in questi giorni il nuovo CD di Gigi D’Alessio, Quanti Amori. Anche questa volta il cantautore non ha deluso le attese con 55 minuti di musica orecchiabile, semplice e fresca.  Mentre ringrazio di cuore chi me lo ha inviato, allo stesso tempo colgo l’occasione e prendo spunto da una sua canzone per questa mia lettera da Gerusalemme.

Non c’ vita da Buttare

Le pagine dei giornali e i servizi dei telegiornali da tempo ci raccontano di episodi di violenza che riguardano il mondo giovanile.

C’era la moda di gettare i sassi dal cavalcavia, poi si  accentuato il rapporto conflittuale con i propri genitori giungendo in molti casi ad ammazzarli, poi  scoppiata la moda delle baby-gang perch in gruppo si  pi forti per affrontare le paure di questa societˆÊ,  riemerso di nuovo il fenomeno dei gruppi satanici, senza parlare dei tantissimi giovani che vivono con psicofarmaci, calmanti, o che sono in perenne stato di depressione… molti vedono

Dall’altro lato ci sono i giovani belli, forti, dotati e capaci, che si prendono tutta dalla vita e cercano di godersela fedeli al motto… ogni buco  pertugio! Sono quelli che non mancano mai a una serata ‰Û÷in disco’, o nei bar alla moda, che ‰Û÷fanno’ tutto quello che gli pare perch ‰Û÷hanno’, che si nutrono di se stessi e delle proprie conquiste, che trascorrono ore a curare l’immagine, ecc…

Sono i due estremi dell’universo giovanile. Ognuno di questi sembra aver preso sul serio la frase di F. Dostojevski: “Se Dio non c’, tutto  permesso” e avergli dato una propria interpretazione. Ovviamente l’interpretazione l’hanno trovata giˆÊ preparata dai modelli di consumo.

I primi (giovani depressi, vuoti…) “s-ragionano‰Û cos“: se Dio non c’ questa vita non ha senso, inutile combattere, impegnarsi, sacrificarsi. Poich Dio non c’ per nessuno dunque la mia vita e quella degli altri non vale niente: si pu˜ scherzare pesantemente, si pu˜ offendere, si pu˜ picchiare, posso anche starmene depresso… non ho motivi per dare un senso!

I secondi (giovani alla moda, con l’abbigliamento per ogni circostanza…) dicono: ok, Dio non c’, ma di sicuro ci sono ‰Û÷io’, le mie possibilitˆÊ, le mie voglie, i miei sfoghi, il mio apparire, “Io‰Û almeno ci sono in questo mondo schifoso! Credo in me stesso.

Siamo arrivati a questo. Sigh! Al riguardo lasciatemi fare una dotta citazione (ogni tanto, per non perdere l’abitudine! Direbbe Rosanna: “Hai aperto il cascione‰Û).

Il filosofo e teologo protestante I.U. Dalferth ha sintetizzato questo stato di cose con parole chiare: “Si crede in ci˜ che piace, e se a qualcuno qualcosa non piace, crede qualcos’altro. E se qualcuno si richiama alla veritˆÊ gli viene detto che si tratta solo di una minaccia verbale”. Il tragico  che ha ragione!

“Se ti senti troppo solo e non credi pi all’amore … in quel mondo niente  vero, abbi pi fiducia in te‰Û

Ahim! Quanti giovani hanno fatto questa brutta esperienza. Dopo una storia d’amore finita, o una delusione cocente, o un fallimento inaspettato, il dolore  rimasto attaccato alle nostre giornate. Due o tre volte mi  capitato di condividere in modo forte il dolore di qualche giovane lasciato da una ragazza. Il giovane mi chiamava a qualsiasi ora, del giorno e della notte, semplicemente per parlare e per raccontarmi ogni volta daccapo tutto il periodo di fidanzamento. Ci voleva una gran pazienza: raccontava di quando si erano fidanzati, di ci˜ che l’avevo colpito e di tutte le esperienze possibili e immaginabili. Quando provavo a dire: “passera” Lui mi guardava accigliato e riprendendo fiato ricominciava la sua personale ‰Û÷divina commedia’.

L’uomo  deluso quando non  amato e non riesce ad amare. Proprio in questi due versanti voi giovani siete particolarmente fragili.

Quando non sei amato ‰ÛÒ Siete chiamati a vivere in una delle societˆÊ pi povere di valori. Tutto  patinato,  come un’acconciatura di capelli che resiste una giornata, e il giorno seguente devi giˆÊ provvedere con una nuova! E’ possibile stare nella giungla solo se assumi le sue stesse leggi. Nonostante i travestimenti che fai, continui a cercare amore, o almeno i falsi nomi in cui lo hai trasformato: attenzioni, importanza, ultima parola, uguale pensare… Vivi le tue giornate elemosinando tutto questo. Ma questo non  amore. Ed  tanto pi vero che in profonditˆÊ ti accorgi di non migliorare se tutti ti mettono al centro, ti lodano, ti fanno gesti d’attenzione… tutto questo ha l’effetto di stordirti, non facendoti guardare in faccia la realtˆÊ che sei. L’amore  autentico quando  veritˆÊ, mi aiuta, mi migliora. Se mi lascia identico a me stesso  una caricatura,  un ‰Û÷farsi fessi da soli’. E quanti giovani fessi ci sono oggi!

Nel tempo hai bisogno di nuove conferme, di altre persone che ti coccolino, ti prediligano… Cos“ tu cresci non seguendo la legge interiore, ma quella della giungla: se sei forte e ti fai vedere riesci a sottrarre il cibo al pi debole. Ci sono giovani che hanno tutto e sono tristi, gelosi, invidiosi… ‰Û÷crepano dentro’. Ce ne sono altri che vivono con maggiore semplicitˆÊ e sono ricchi, contenti, hai la gioia di incontrarli e fermarti con loro quanto pi puoi.

Alla faccia degli animali da giungla!

Quando non riesci ad amare ‰ÛÒ Se hai impostato la tua vita sociale sulle leggi della giungla,  inevitabile che le tue capacitˆÊ di amore saranno fortemente ridotte a sole due possibilitˆÊ: a) o limitando il tuo modo di amare alla persona che ti  accanto (fidanzato/fidanzata) costringendoti in un recinto; b) o riducendo il tuo amare a un fatto fisico che cerchi di esprimere con quante pi persone. Nel primo caso sei un ‰Û÷animale domestico’, nel secondo sei un ‰Û÷animale da zoo’, il che  ancora peggio!

Poi ti vengono le crisi, i pianti, i momenti di sconforto, i ricatti a te stesso, o la superficialitˆÊ come modo abituale di pensare: cos“ dev’essere, tutto sommato sono come gli altri…  vorrˆÊ dire che mi accontenter˜… Di compromesso in compromesso dimentichi chi sei e cosa puoi fare!

L’amore vero  un misto di delicatezza, bellezza, giovinezza, mitezza, giustizia, temperanza, coraggio, abilitˆÊ… La sorgente di questa porzione di vita non possono essere gli altri, anch’essi come te avidi cercatori d’amore, n puoi essere tu. L’acqua pura non  mai a valle… occorre risalire tutto il letto del fiume, avere il coraggio di inerpicarsi, riprendere la salita anche quando sembra lontana la meta. Cos“ giungerai in alto alla sorgente.

La sorgente dell’Amore  Dio: dell’amore che ricevi, dell’amore che doni. E’ Dio per il semplice fatto che l’unico modo conci capisci di essere amato  quando l’altro ti accetta cos“ come sei, anche nei tuoi limiti.

Ma chi pu˜ accettarti cos“ come sei sempre? Dio solo. Il salmista appena si trova in un momento di scoraggiamento chiede a Dio: “ˆö forse cessato per sempre il suo amore,  finita la sua promessa per sempre?‰Û (Salmo 76,9). Riconosce che se Dio non continua ad amarlo egli si smarrisce e cerca falsi amori.

Pi precisamente: Dio non cessa di amare, bens“ “si dimentica‰Û e poi “se ne ricorda‰Û: “Egli si  ricordato del suo amore, della sua fedeltˆÊ alla casa di Israele‰Û (Salmo 97,3). Ma ovviamente, stando alla Scrittura, c’ un motivo per cui Dio si dimentica di amarci. Non perch non ci ama pi. Bens“ perch Egli vedendo il nostro peccato, fa finta di dimenticarsi di noi cosicch noi possiamo renderci conto che senza di Lui siamo persi.

Al credente non gli passa mai per la mente che Dio non lo ami: “Perch forte  il suo amore per noi e la fedeltˆÊ del Signore dura in eterno‰Û (Salmo 116,2). O come dice il profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, cos“ da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticher˜ mai‰Û (49,15)

Ancora pi forti sono le parole del profeta Geremia; egli paragona il voltare le spalle a Dio al prostituirsi di una donna che dˆÊ il suo amore ad altri e non a chi lo deve: “Su, riconosci la tua colpa,perch sei stata infedele al Signore tuo Dio;hai profuso l’amore agli stranieri sotto ogni albero verde e non hai ascoltato la mia voce‰Û (3,13).

Quante volte ci siamo prostituiti? Possesso, lussuria, abitudini sbagliate e disordinate, pregiudizi… pur di avere in cambio briciole d’amore fasullo.

Ma come si comincia a cambiare il nostro modo di amare e di voler essere amati? La Bibbia risponde: conoscendo Dio. “Poich voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio pi degli olocausti”. Cari giovani per troppo tempo siete vissuti disinteressandovi di Dio, infischiandovene, avete lasciato ubriacarvi da tante false felicitˆÊ. Avete voluto conoscere e sapere tutto di altre cose: della moda, della televisione, delle veline, di quel cantante, di quella squadra di calcio, delle ragazze ‰Û÷bone’, dei ragazzi ‰Û÷fichi’… Ma questi sono i luoghi e le persone che dobbiamo amare; chi ci dˆÊ il vero amore  il Signore.

Non vergognatevi a riandare sulla strada di Dio, cominciando a conoscerlo, o riprendendo un cammino abbandonato. Abbiate fiducia! Su questa strada ritroverete anche il vostro cuore e le vostre forze ritorneranno tutte quante.

“…dai pi forza alla tua vita con la forza che c’ in te‰Û

In ognuno di noi c’ una miniera di possibilitˆÊ non ancora espresse. Abbiamo questo tesoro ma non lo sappiamo. Qualcuno ce lo ha messo. Non possiamo essere stati noi. Certo noi vorremmo il massimo ma allo stesso tempo non riusciamo a volerlo anche per l’altro. Ora poich questo tesoro d’amore  nel cuore di ogni uomo dobbiamo pensare che sia stato qualcuno che ama me e l’altro in modo folle. Cercate tra le vostre conoscenze e ditemi chi  che vi ama in modo folle, cio fino a dare la sua vita per voi. Solo Ges.

Non stancatevi di cercare la sorgente dell’amore. Te lo dico con chiarezza: non  il tuo ragazzo la sorgente, n la tua ragazza, n i tuoi genitori, n i tuoi amici… al massimo possono essere degli aiuti, ti potranno passare la borraccia d’acqua pura e fartela assaggiare. Ma poi devi prendere il coraggio a due mani e iniziare a camminare verso Cristo.
Arafat…

E se ne andato anche Yasser Arafat, uomo simbolo del popolo palestinese, che ancora non ha un territorio stabile dove poter dimorare. Era un uomo forte e potente. Ha speso la vita per ci˜ in cui credeva, a volte anche perdendo occasioni importanti, altre volte commettendo errori gravi. Ma ha vissuto, e molti lo hanno amato e la storia giudicherˆÊ il suo operato.

E’ interessante cogliere questo: spesso ci affanniamo sulle formalitˆÊ: si deve fare cos“ o in quest’altro modo;  giusto o non  giusto… Perdiamo tempo, quanto tempo. Dio ci chiede dapprima obbedienza e poi le prove. ‰Û÷Obbedienza’ significa percepire la tua vita all’interno di un piano pi grande di te stesso: il piano di Dio che ha bisogno di te per camminare nella storia. Senza la tua obbedienza il piano rallenta. Ogni cristiano  tenuto all’obbedienza:  la porta del cammino. Spendiamo senza risparmio la nostra vita… doniamola. E vedrete che anche la vostra bara sarˆÊ presa in ostaggio da quelli che vi hanno amato. Vedrete che nel giorno in cui schiatterete molti si dispereranno, non sapranno come fare… Ma oggi questo accadrebbe se tu morissi? ChissˆÊ quanta gente oggi, se ci fosse il vostro funerale, dopo la funzione bella e commovente, mentre torna a casa, commenterebbe vicino all’amico o all’amica: per˜ non era proprio un buon giovane, una buona giovane!

Desidera che la tua morte sia una festa per te e una dolore per gli altri. Se ci˜ avverrˆÊ significa che la tua vita  stata un sacrificio per gli altri.

Mi sono domandato: quali persone, oltre i famigliari, se oggi morissero, io mi sentirei smarrito, incapace di continuare? Ne ho trovate alcune e sono: …… curiosi… Ve lo dir˜ quando starete sul letto di morte.
Avvento… non solo incontro al ‰Û÷capitone’ e all’insalata di rinforzo!

Domenica 28 novembre inizia il tempo di preparazione al Santo Natale. E’ un tempo forte durante il quale siamo stimolati ad andare incontro al Signore ‰Û÷come si deve’. E come si deve? Innanzitutto con un cuore puro, cio rivolto a ci˜ che conta, alle cose importanti, al vero amore. La purezza del cuore  opera dello Spirito Santo in noi e per questo occorre intensificare la vigilanza. Questa  innanzitutto un atteggiamento interiori prima che esteriore. Ve lo spiego con un esempio.

In questi giorni a Napoli c’ stata un’escalation di violenza, una ripresa delle guerre di camorre in alcune zone della cittˆÊ. Le istituzioni hanno cercato di correre ai ripari: riunioni, posti di blocco, video-sorveglianza, ecc… Eppure il giorno seguente ancora attentati, omicidi! Prima di essere un problema di mezzi e un problema di atteggiamenti. Cos“ la cittˆÊ cambierˆÊ se cambiamo noi, diversamente sarˆÊ sempre la cittˆÊ pi bella del mondo, ma anche la cittˆÊ dove non c’ uno spicciolo di motivo per viverci!

Allo stesso modo dobbiamo fare con la vigilanza nel cammino spirituale. La vigilanza  l’atteggiamento di chi  ben sveglio, presente a se stesso e a Dio, attento a non lasciarsi sorprendere dal demonio che cerca di entrare nella mente o nel cuore per mezzo di pensieri, cattivi o semplicemente importuni, che quello si ingegna a suggerire;  la forza di chi  pronto a respingere il nemico fin dal suo primo tentativo di avvicinarsi. Quindi: prima il desiderio di combattere, poi le armi. San Paolo lo dice con chiarezza: “Voi siete figli della luce e figli del giorno… Non dormiamo come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobri‰Û (1 Tess 5,5-8)

Pensate a questa parole di Basilio di Cesarea che raccomanda ai suoi amici la vigilanza e dice loro: “Carissimi,un giorno non mi basterebbe, se iniziassi a esporre tutta l’importanza di questo comando : Bada a te stesso, sii attento e sobrio‰Û

Ricordo quando qualche giovane si lamentava con me dicendo: sempre attenzione, sempre accorgimenti… ma la vita cristiana  amore! Ed io: certo che la vita cristiana  amore, ma per amare devi ripulirti sul serio, senza finte. O sei giˆÊ pulito?

Doroteo di Gaza avvisa: “Se uno non vigila e non lotta, cade facilmente al di fuori delle virt, si allontana dalla vita”. Non deve mai accadere cari giovani di smarrire la via. Picchiate duro su quelli che vogliono portarvi lontano da Ges Cristo; massacrate di botte gli inviti a tradire il Signore! In questo senso abbandona la pace evangelica, diventa una belva!

La vigilanza dice perci˜ se stiamo attenti al Signore. Fermatevi in questi giorni prima del 28 novembre a pregare e meditare su un aspetto del tuo cammino sul quale devi vigilare e offrilo al Signore per il gruppo San Mattia. Ecco la proposta: durante quest’Avvento, voglio impegnarmi a vigilare in concreto su questo punto……………………. e lo voglio fare come sacrificio d’amore per il gruppo San Mattia.  Attendo via mail le vostre personali risposte; chi non ha mail pu˜ mandare un sms. Indicazioni: 1) scegliete impegni concreti, visibili ai vostri occhi; 2) che riguardano una sfera impegnativa della vostra vita; 3) che duri tutto l’avvento. La tua scelta sarˆÊ segno del tuo amore al gruppo e al voler camminare e crescere con esso e in esso. Che il Signore possa accendere sempre pi in te l’amore per il San Mattia come impegno di vita per i giovani lontani.

Non perdiamo altre occasioni per farci santi!

Sabato, 13 novembre. La comunitˆÊ salesiana festeggia i Santi Luigi Versiglia vescovo e Callisto Caravario sacerdote. Entrambi missionari in Cina. Persero la vita per Cristo nel seguente modo: un giorno mentre andavano con alcune catechiste in una zona della diocesi furono assaliti dai briganti. Luigi Versiglia e Callisto Caravario riuscirono a far scappare le catechiste restando nelle mani dei briganti che li torturano e li trucidarono a LI Thau Tseui, presso il fiume Lin Chow. Fin qui i fatti.

Mentre si  a tavola vengo a sapere che un altro sacerdote missionario in Cina in quegli anni  morto anziano a Roma pochi anni or sono e precisava che il giorno in cui i due santi martiri furono uccisi, sarebbe dovuto andare lui al posto  di don Caravario, e che per un particolare da niente non avvenne. Insomma poteva essere martire…

Al di lˆÊ di questo episodio sarebbe importante per ognuno di noi fermarsi un attimo a riflettere: quante occasioni ho sprecato finora per mostrare l’amore a Ges? In quanti modi mi sono tirato indietro? Cosa potevo che non ho fatto? Sappiamo che ogni volta mortifichiamo qualcosa di noi per Lui, accresciamo l’amore autentico nei suoi confronti.

Cari giovani, non perdiamo tempo a migliorare il nostro rapporto con Ges. Alla fine non possiamo presentare al Signore il numero delle occasioni perdute. Troppo comodo.

Cos“ i gruppi del luned“ sono autentica occasione di crescita se ognuno prega col cuore e con semplicitˆÊ offre la sua condivisione. I silenzi prolungati non fanno bene n a te, n agli altri.

Desidero ringraziare ognuno di voi per gli auguri di compleanno. Dopo questa giornata posso dire di sapere cosa si prova a lavorare in un centralino telefonico: sms, telefonate, mail, msn, video e audio conferenze. Ad un certo punto pensavo di essere in un call center. Grazie.

Un vivo ringraziamento a Roberto per la vivacitˆÊ e la freschezza con cui cura il sito web.

And the history continue…

Don Vittorio Zeccone

( vittorio.zeccone@tin.it )

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