ho ricevuto in dono in questi giorni un CD del cabarettista napoletano Simone Schettino; egli fonda gran parte della sua comicitˆÊ sui napoletani e sui loro modi di dire e di agire. Ora che sto per rientrare dalla Terra Santa bene che inizi a riabituarmi ad alcuni modi di vivere che Schettino descrive bene in questo brano che ora vi riporto:
A Napoli se un vigile ci fa la multa perch non abbiamo il casco, nella nostra mente si instaura quasi il sospetto che ci ha fatto ‰Û÷na ‰Û÷nfamitˆÊ, e diciamo: “perch proprio a me e non agli altri?”. A volte esclamiamo addirittura: “Invece e ferma’ a chili ca’ accireno ‰Û÷a ggente”, come se in Italia l’unico reato punibile fosse l’omicidio, tutto il resto fesseria! Ancora pi belle solo nel scuse per evitare le multe: “MaresciˆÊ io il casco non lo posso mettere perch ho la sinusite”. E il vigile: “Infatti a 200 all’ora ‰Û÷ncopp ‰Û÷o mezzo stavate facendo l’aereosol‰Û… Spesso poi prendere il taxi una comoditˆÊ, ma qualche volta bisogna farsi i conti in tasca. Due mercoled“ fa, di sera, presi un taxi a Fuorigrotta per arrivare a Mergellina, e giunto a destinazione il tassista esclam˜: “Sono 20 euro calcolando il notturno e il festivo”. Dato che era mercoled“ giustamente gli feci notare: “Guardate posso capire il notturno, ma il festivo che centra?‰Û, e il tassista rispose: “Oggi il compleanno di mia moglie”.
Napoli! Questa Napoli? Io spero che sia qualcosa di meglio che solo l’arte di arrangiarsi e di giustificare tutte le nostre mancanze dietro un “pensa a campˆÊ”.
Cos“ anche per la vita di quanti in mezzo a voi, cari giovani, hanno scelto Cristo come modello. Scegliere Ges di Nazareth non pu˜ mai essere una moda, un’usanza, una tradizione… Scegliere il Figlio di Dio vuol dire piuttosto uniformarsi sempre pi ai suoi atteggiamenti, lasciare che le sue parole sprofondino nel nostro cuore, modifichino i nostri modi di vivere. Senza paura! Ges l’uomo nuovo: chi lo seguirˆÊ diventerˆÊ persona nuova.
Dietro Cristo ma lasciandosi accompagnare
Vivendo in una societˆÊ centrata sempre pi sul culto della singola persona, saremmo tentati di credere che si pu˜ seguire Ges Cristo facendo affidamento solo su noi stessi. D’altronde facciamo cos“ in molti ambiti della vita. In famiglia pensiamo presto di poter far a meno dei consigli dei genitori; rinunciamo presto a quanti ci possono aiutare vedendo in loro degli avversari piuttosto che dei sostegni; abbiamo dimenticato come si chiede aiuto e soprattutto che non possiamo vivere senza l’aiuto degli altri, tanto pi nella strada sulle orme di Cristo.
A principio del nuovo anno vorrei ricordare e ribadire ad ognuno di voi che legge queste pagine settimanali l’urgenza di riprendere con serietˆÊ il percorso cristiano e di riprenderlo lasciandosi accompagnare, di non cedere alla tentazione di poter fare tutto da soli. Con ancora pi forza vorrei dire a quanti giovani ancora non hanno intrapreso un percorso di crescita in Cristo: non abbiate paura a cercare l’uomo-Dio di Nazareth; tanti altri prima di voi, vincendo le loro paure le hanno viste ricompensate di cento volte. Quanti hanno provato davvero a cercare il Signore e lo hanno trovato non sono mai stati delusi. Al riguardo vi riporto la bellissima testimonianza del santo vescovo Policarpo, ucciso per la fede ad 86 anni. Policarpo fu ucciso il 23 febbraio dell’anno 155 d.C. alle 2 del pomeriggio. Al prefetto che gli chiedeva di rinnegare Cristo egli risponde: “L’ho servito per 86 anni e non mi ha fatto niente di male, anzi…, lo dovrei rinnegare ora che sono vecchio… Se vuoi anzi te lo dico apertamente: io sono cristiano e lo insegno agli altri”. E mentre viene eseguita la sentenza, Policarpo pronuncia questa meravigliosa preghiera: “Signore sono felice di venire incontro a te, io non merito la grazia di essere annoverato nella famiglia dei martiri”.
Ges non delude nessuno che lo abbia cercato veramente! Ricordalo.
Eppure dietro Cristo abbiamo bisogno di essere accompagnati da quanti hanno giˆÊ percorso tratti di strada e dunque sono ben preparati sulle insidie che potremmo trovare sul nostro cammino. Difatti, uno dei consigli pi importanti che possiamo dare a chiunque cammini risolutamente sulla via della vita eterna quello di non lasciarsi trarre in inganno non appena si sente liberato dai peccati e dai primi ostacoli. Molti infatti sono quelli che hanno creduto in se stessi non appena Dio gratuitamente li ha liberati dal peccato e dai loro errori. Si sono creduti immediatamente capaci, a loro volta e con i loro mezzi, di liberare gli altri; si sono tuffati nell’azione prima di far maturare le loro anime in modo che la loro libertˆÊ umana fosse trasformata in libertˆÊ divina per la gloria di Dio e non per la sua fama. Allora, come risultato, i loro peccati precedenti sono ripiombati loro addosso, oppure altri mali infami si sono impadroniti delle loro anime, provocando in essi la divisione interiore e la preoccupazione di rivestire le apparenze della pietˆÊ, e la loro situazione finale diventata peggiore della prima.
Purtroppo siamo cos“ stupidi da preoccuparci molto di salvare le apparenze. Invece: meglio vivere morto agli occhi del mondo, ma salvato, piuttosto che occupare importanti ruoli e cariche perdendo la libertˆÊ e la vita eterna. O anche: meglio passare per un ignorante o un debole ed essere disprezzato, mentre si in cammino sulla via della veritˆÊ e della vita, piuttosto che preoccuparsi di essere pubblicamente lodato e di passare per virtuoso ed eminente, mentre la sua vita interiore altro non che rovine e caos.
Quanti specialmente in mezzo a voi hanno giˆÊ iniziato un cammino di fede, stiano attenti a non commettere nuovi sbagli a causa della propria negligenza, del proprio lassismo e della mancanza di controllo di s e dei propri sensi. Perch possiamo riuscire a sbarazzarci delle conseguenze dei nostri antichi peccati e del loro ascendente, sono necessarie molte lacrime e attenzione. Ma se ogni giorno vi aggiungiamo nuovi peccati, sarˆÊ difficile guarire.
Ed il primo passo concreto che ci introduce con forza alla libertˆÊ vera, la totale sottomissione alla volontˆÊ di Dio e ai suoi disegni, senza alcuna opposizione. Questa fa nascere nel cuore il senso della libertˆÊ, della liberazione dal nostro io e dalle nostre passioni, per il fatto che ci troviamo nel campo d’azione della grazia e sotto la sua influenza diretta. Colui che vive nell’orbita della volontˆÊ di Dio e che vi aderisce con forza e tenacia, sottomissione, gratitudine e totale abbandono, acquista una grande immunitˆÊ contro ogni tentativo di venire sottomesso al peccato, al male o a una qualsiasi deviazione. Quando la sottomissione dell’anima alla volontˆÊ di Dio raggiunge il suo grado ideale, l’uomo non pi disposto ad accettare nessun piacere o godimento, distensione o seduzione corruttrice che l’allontanerebbe dalla sua sottomissione a Dio e dalla gioia di obbedirgli. Ecco il vertice della libertˆÊ.
Riconquistare lo scopo con validi motivi: noi preghiamo perch…
La preghiera un’attivitˆÊ spirituale e, come ogni attivitˆÊ, deve essere sostenuta da motivi e giustificata da scopi. Proprio per questo dobbiamo esaminare l’autenticitˆÊ dei motivi che ci spingono a pregare ed essere sicuri dello scopo che perseguiamo attraverso la preghiera. Il valido motivo assicura la perennitˆÊ della preghiera. L’autenticitˆÊ dello scopo condiziona il calore della preghiera, la rinvigorisce e la rende attraente al cuore dell’uomo.
Alla domanda: “Quale il vero motivo che ti spinge a pregare?‰Û Bisogna sempre dare una risposta. Io ti dico la mia: “perch Ges ha detto… pregate… necessario pregare senza stancarsi… Vegliate e pregate‰Û (cfr. Matteo 6,6.9). Il comandamento di Dio mi spinge alla preghiera con tutta la sua forza. Finch rester˜ attaccato al comandamento con tutto il mio cuore, nella fedeltˆÊ e nel rispetto del Signore, pregher˜ senza sosta, perch ogni comando implica una forza misteriosa della grazia che spinge a realizzarlo.
Invece alla domanda: “Qual il tuo scopo quando preghi?”. Io risponderei: “voglio vivere sempre pi alla presenza di Dio, imparare a gettarmi in Lui”.
Bisogna affidarsi ai motivi ma anche conoscere nel proprio cuore il fine.
Per rendere chiara la via e dotarla di segnaletica vediamo di indicare i motivi autentici della preghiera cos“ come ce li indica la Scrittura, che sono quindi conformi alla volontˆÊ di Dio.
1. Preghiamo perch la preghiera un comandamento divino che implica l’obbedienza senza discutere, contestare, n tergiversare.
2. Preghiamo perch la preghiera l’unico rapporto che permette all’uomo di incontrare Dio; senza la preghiera gli impossibile entrare in relazione con Dio e, senza contatto con lui, la nostra anima muore spiritualmente (cf. Giovanni 15,6);
3. Preghiamo perch la preghiera stata istituita da Dio quale opportunitˆÊ per metterci sotto la sua protezione, per evitare di essere sottomessi alle tentazioni del demonio, o per sopportarle e superarle se ne siamo sottomessi; esse si volgeranno allora a nostra giustificazione e non a nostra condanna: “Vegliate e pregate per non entrare in tentazione‰Û (Matteo 26,41).
4. Preghiamo perch Dio ha fatto della preghiera un’occasione unica per ascoltare le nostre domande ed esaudirci nella sua misericordia: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessitˆÊ esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti‰Û (Filippesi 4,6).
5. Preghiamo perch la preghiera un mezzo segreto ed efficace di venire in aiuto a ogni persona che si trova in situazioni di bisogno, di pericolo, malattia o smarrimento spirituale: “Pregate gli uni per gli altri per essere guariti‰Û (Giacomo 5,16).
6. Preghiamo perch la preghiera un culto divino di azione di grazie e di lode che s’impone tanto al figlio quanto al servo: “Se io sono padre, dov’ l’onore che mi spetta? Se sono padrone, dov’ il timore di me?‰Û (Michea 1,6).
7. Preghiamo perch la preghiera ci prescritta a favore dei nemici che ci sono ostili e ci vogliono male: “Amate i vostri nemici, pregate per i vostri persecutori‰Û (Matteo 5,44).
Per voi giovani la preghiera la via per vincere in Cristo il maligno che in ogni forma vi attacca. A voi giovani sono dirette le belle e incoraggianti parola della prima lettera di San Giovanni apostolo: “Scrivo a voi giovani, perch avete vinto il maligno… Ho scritto a voi giovani, perch siete forti e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno‰Û (2,12.14). Per la Scrittura non sei un debole, ma appoggiandoti a Cristo, non c’ cosa che non possa vincere. In questo diventerai segno e annuncio per altri giovani che possibile incontrare Ges.
Ma non basta avere dei validi motivi per pregare. Bisogna sviluppare e coltivare alcune esigenze e disposizioni segrete interiori.
In primo luogo, essendo la preghiera un ordine divino, deve essere accompagnata da un’obbedienza al comandamento, spirituale, tenace, capace di non tergiversare.
Essendo la preghiera l’unico rapporto che ci unisce a Dio, deve essere accompagnata da una preoccupazione e da un interesse che siano al di sopra di ogni altro interesse, perch questo rapporto non venga interrotto.
In quanto prevenzione contro le tentazioni e forza per superarle, la preghiera deve essere accompagnata da vigilanza e da attenzione incessanti.
Essendo la preghiera un mezzo per portare le nostre richieste a Dio, la si deve accompagnare con una grande umiltˆÊ e con una supplica insistente, perch egli ci rialzi al momento opportuno.
Poich la preghiera un mezzo per aiutare gli altri, deve essere accompagnata da tenerezza e devozione.
In quanto culto divino offerto a Dio, Padre e Signore, deve essere accompagnata da rispetto, adorazione, timore e venerazione.
Infine, essendo la preghiera vittoria sull’odio, deve essere accompagnata da perdono, indulgenza, serenitˆÊ del cuore e purezza della coscienza.
Questi atteggiamenti poi altro non sono che effetti della grazia che abita il cuore e lo orienta al compimento dei comandamenti di Dio. Dal momento in cui l’uomo apre il proprio cuore con determinazione e grande desiderio, la grazia l’invade senza misura. Tutte insieme le disposizioni interiori costituiscono la fonte permanente alla quale la nostra preghiera attingerˆÊ sempre la forza per mantenersi perseverante e superare tutti gli ostacoli che impediscono la vita spirituale e minacciano di far cessare la preghiera.
Vi porto un esempio. Se uno deve far fronte a bisogni materiali ineliminabili o a situazioni di una gravitˆÊ e pericolositˆÊ tali da coinvolgere la sua vita e preoccupare il suo spirito e il suo pensiero fino a svuotarlo di tutte le sue energie, ci˜ pu˜ bloccare la preghiera. E’ qui che, con grande sapienza spirituale, la Scrittura interviene e dice: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessit˜ esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere e suppliche‰Û (Filippesi 4,6). La Scrittura trasforma il principale ostacolo alla preghiera in motivazione potente.
Attenti per˜. Se, per l’obbedienza alla Scrittura, preghiamo per i nostri importanti bisogni, ci˜ non avviene perch Dio ci dia quel che gli chiediamo, ma per “farglielo sapere”. A lui, poi, di darci, delle cose che gli domandiamo, ci˜ che vorrˆÊ.
E resteremo fedeli a Dio se coltiveremo quotidianamente il desiderio di rimanere uniti a Lui; la perseveranza ci farˆÊ “vedere Dio‰Û non solo immaginarlo. Proprio la fedeltˆÊ e la perseveranza sono un segno che abbiamo incontrato il Signore e desideriamo conservarlo per noi e farlo conoscere ad altri giovani lontani. Emblematico di quello che vi ho detto questa breve parabola di un padre del deserto:
Fu chiesto a un anziano come un monaco zelante pu˜ non scandalizzarsi quando vede qualcuno tornare nel mondo. Rispose: Bisogna guardare i cani quando cacciano le lepri, come uno di essi, vista la lepre, la insegue finch non l’ha raggiunta, senza lasciarsi trattenere da nulla, mentre gli altri guardano semplicemente il cane che insegue e corrono con lui per un tratto, quindi ci ripensano e tornano indietro; soltanto quello che aveva visto la lepre la insegue finch non la raggiunge, senza lasciarsi sviare dalla meta della corsa a motivo di quelli che sono tornati indietro e senza guardare n ai precipizi n ai rovi n alle spine. Allo stesso modo, chi cerca Cristo Signore, fissando incessantemente la croce supera tutti gli ostacoli che gli si oppongono, finch non abbia raggiunto il crocifisso”.
Il primo cane spinto a inseguire la lepre dalla fame, dall’istinto della caccia e dall’amore dell’inseguimento. Il suo scopo la lepre che corre davanti a lui, che la sua immaginazione trasforma in cibo gustoso. Vediamo in questo caso lo scopo dare vita al motivo, cio l’istinto della fame. Niente allora lo ferma, a dispetto della lunghezza della corsa; al contrario, pregustando il sapore della preda, sostiene e accelera la sua corsa, nonostante la fatica, ferite e ostacoli.
Per gli altri cani invece, la corsa dovuta semplicemente a motivi originati dall’istinto: l’amore della caccia e dell’inseguimento. Constatiamo in questo caso l’assenza totale dello scopo. Non hanno visto la lepre e la loro corsa, anche se continua per un certo tempo, a poco a poco rallenta via via che lo sforzo aumenta, fino al momento in cui la fatica prevale sulla motivazione, l’annulla ed essi finiscono col fermarsi.
Dunque: lo scopo supremo della nostra vita di credenti quello di stabilire un’eterna comunione di vita con Dio che inizia fin dal primo istante in cui ognuno di noi si apre, per mezzo della fede, ai misteri di Cristo, redentore e salvatore e ricerca il sigillo dello Spirito Santo. Questo scopo per˜ non svelato tutto in una volta al cuore dell’uomo, ma pian piano per non ostacolare l’uomo nelle sue fatiche e nella sua ricerca.
All’inizio del cammino di conversione, il primo grado che la grazia ci propone come fine l’ardente desiderio di essere liberato dai lacci e dalle abitudini del peccato, dai suoi pensieri e dai suoi residui profondamente radicati nel cuore e nella testa. Allora la grazia ci porta a concentrare tutti i nostri desideri, tutte le nostre speranze, tutto il nostro pensiero e tutte le nostre fatiche nell’affrettare la propria liberazione dalla servit e dall’influenza del peccato. Il ricordo dei nostri peccati e cadute non ci abbandona, infiammandoci e agitandoci il cuore di dolore per il passato, attizzando le nostre preghiere con un fuoco ardente che mai si placa. Cos“ non smetteremo di presentare lacrime e suppliche perch si sciolgano i lacci del peccato. La grazia ci renderˆÊ idonei a scrutare e a sondare la propria coscienza per strappare le radici e le cause del peccato.
Dopo un certo periodo, avendo raggiunto la pulizia e la purificazione interiore, la grazia fa cessare l’ardore che ci spingeva a scrutare e a esaminare i nostri peccati, preparandoci ad accedere al nuovo livello di progresso. A questo punto sarˆÊ possibile che qualcuno, sconcertato, pensi che la grazia lo abbia abbandonato, perch il calore delle lacrime si spento ed egli non pi in grado di continuare a ricordare le cadute e a presentare, come in precedenza, opere degne del pentimento. Ma in realtˆÊ avvenuto solo che si spostato il fine della preghiera, indipendentemente dalla volontˆÊ: dal livello dell’esame dei peccati a un altro livello, pi avanzato e maggiormente legato al nuovo stato. Senza che noi ce ne rendiamo conto, si delinea un nuovo fine nel cuore e nello spirito. Comincia a risplendere di un calore nuovo e a infiammare la preghiera tanto da investirla di tutta la sua forza. Si ha l’inizio del secondo grado del fine autentico della preghiera: la passione della rinuncia di s, dell’umiltˆÊ, del rifiuto di apparire o di essere glorificato.
Allo stesso modo, se ognuno di noi, resta attento ai suggerimenti della grazia relativi alla condotta dell’anima, continuerˆÊ a passare da un grado all’altro, come detto nella Scrittura: “Di gloria in gloria, secondo lo Spirito del Signore‰Û (seconda lettera ai Corinzi 3,18) fino a raggiungere il fine di ogni sforzo e di ogni preghiera, la vita d’intima unione con Dio.
Tutto questo percorso voi giovani avete un motivo straordinario per compierlo: la vostra piena gioia in Cristo e il diventare gioia per altri vostri amici giovani ancora all’oscuro della ricchezza che nostro Signore Ges Cristo.
Sia pace per la Terra Santa
Alla fine di questo periodo trascorso in Terra Santa si fa pressante in me un invito e uno stimolo a tutti voi per una preghiera di pace per questa terra. Oggi il popolo palestinese vota il suo nuovo governo. Ieri sera il piazzale del belvedere sul Monte degli Ulivi era piano di furgoni e antenne paraboliche di televisioni di tutto il mondo. Questo passaggio elettorale infonde una rinnovata speranza per la ripresa concreta del processo di pace e per un passo avanti della questione israelo-palestinese. Il popolo palestinese vive oppresso e sempre pi rinchiuso nei suoi territori, sotto stretta sorveglianza dell’esercito israeliano… Innalzate con me una preghiera al Signore della storia che ha voluto disegnare la vicenda del suo Figlio Ges proprio in questa terra. La durezza dei cuori, l’orgoglio e le ragioni delle parti lascino il posto ad un vero sentimento di riconciliazione e di pace. A Gerusalemme “tutti siamo nati”. Per Gerusalemme e la cittˆÊ santa tutti dobbiamo pregare.
Vi saluto col cuore pieno di amore per il desiderio di riabbracciarvi presto,
Don Vittorio Zeccone
(vittorio.zeccone@tin.it)