ci pensate? Tra non molto tempo ci rivedremo e riabbracceremo!
Sperimento sin da ora la gioia di ritrovare i vostri volti, di verificare le cose che non vanno e poter capire insieme cosa si possa fare, di fermarmi un po’ a parlare con ognuno di voi. E poi la gioia di farci quattro risate come solo noi sappiamo fare… Lo dice anche il libro sapienziale di Qoelet: “C’ un tempo per piangere e un tempo per ridere‰Û (Qo 3,4). Credo che ce lo meritiamo tutti un tempo di gioia e condivisione sul finire di questi mesi.
Sapete una delle prime cose che cercher˜ di fare appena di ritorno in Italia? Andare a Medjugorie dalla Regina della Pace, da Lei che tanto ha insegnato in questi anni al San Mattia e tanto ha dato ad ognuno e al movimento. Penso all’adorazione eucaristica come luogo di pace e di crescita; penso al digiuno come impegno difficile e inizio di un percorso di conversione; penso ai giovani lontani che lei ci ha indicato insistentemente come carisma del San Mattia. Alla Madonna noi vogliamo rispondere, con tutti i nostri limiti, continuando a coltivare e desiderare l’ideale e far fermentare sempre pi in noi il bisogno di essere missionari.
Cristianesimo: falsa religione?
Venerd“ 24 la chiesa ricordava i 117 santi martiri vietnamiti Andrea Dung-Lac e compagni uccisi a pi riprese nella seconda metˆÊ dell’800 e canonizzati dal Santo Padre nel 1988. Fin dai primi anni, il seme della Fede si mescolato nella terra vietnamita con il sangue abbondante dei Martiri. Tutti insieme hanno sopportato le fatiche del lavoro apostolico, e di comune accordo essi hanno affrontato anche la morte per rendere testimonianza alla veritˆÊ evangelica. Pensate che in 261 anni (dal 1625 al 1886) ci sono stati ben 53 editti firmati dai potenti o dai re del Vietnam contro i cristiani. Si trattato di persecuzioni, una pi violenta dell’altra. Si contano circa 130.000 cristiani caduti un po’ dovunque nel territorio nazionale. Pi precisamente poi di questi 117 martiri 11 erano spagnoli, 10 francesi, 96 vietnamiti di cui 37 Sacerdoti, 1 Seminarista, 16 Catechisti, 10 Terziari Domenicani e 1 donna. Possiamo dire davvero che essi “sono coloro che vengono dalla grande prova: essi hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello” (Apocalisse 7, 13-14). Sappiamo anche come sono stati giustiziati perch sul posto un editto reale precisa la sentenza eseguita: 75 condannati alla decapitazione, 22 condannati allo strangolamento, 6 condannati a essere bruciati vivi, 5 condannati alla lacerazione delle membra del corpo, 9 morti in prigione a causa delle torture.
Nel Credo recitiamo ogni domenica: “Credo la Chiesa santa…”. La Chiesa santa perch Cristo l’ha unita a s come sua sposa e ha dato la sua vita per essa. La Chiesa santa perch l’ha santificata Ges Cristo: tutte le attivitˆÊ della Chiesa sono protese verso la santitˆÊ piena, anche se i suoi membri non l’hanno ancora raggiunta e per questo ognuno di noi continuamente bisognoso di purificazione.
Cari giovani, imparate a difendere la Chiesa sempre. Non per partito preso, ma perch essa il corpo di Cristo e Lui il capo: un corpo non pu˜ vivere separato dal capo, anche se qualche sua parte non perfetta. Ce lo ricorda bene san Paolo scrivendo ai Colossesi: “Cristo anche il capo del corpo, cio della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti per ottenere il primato su tutte le cose‰Û (1,18). Difendere la Chiesa difendere ci˜ che Cristo ha voluto.
A volte purtroppo siamo facili nel distinguere: s“ a Cristo, no alla Chiesa! Come se noi potessimo tagliare una parte del corpo; anche se lo facciamo il corpo ne sarebbe terribilmente mutilato. San Paolo lo ha spiegato chiaramente: “Come il corpo, pur essendo uno ha molte membra, e tutte le membra pur essendo molte sono un corpo solo, cos“ anche Cristo (…) Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse åÇPoich io non sono mano, non appartengo al corpoåÈ, non per questo non farebbe pi parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: åÇPoich io non sono occhio, non appartengo al corpoåÈ, non per questo non farebbe pi parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo il corpo. Non pu˜ l’occhio dire alla mano: åÇNon ho bisogno di teåÈ; n la testa ai piedi: åÇNon ho bisogno di voiåÈ. Anzi quelle membra del corpo che sembrano pi deboli sono pi necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ci˜ che ne mancava, perch non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte‰Û (1 lettera ai Corinzi 12, 12-27).
Come bella l’espressione di Cipriano di Cartagine che nel 251 scrive: “Non pu˜ avere Dio come Padre chi non ha la chiesa come madre”.
E Rufino di Aquileia (345-410) spiega che si deve credere “la santa Chiesa, non come se fosse Dio, ma come Chiesa riunita insieme per Dio‰Û (Commento al Simbolo). Questa Chiesa santa perch “conserva integra la fede di Cristo, ascolta che cosa dice lo Spirito Santo nel Cantico dei Cantici “Una sola la mia colomba, una sola la perfetta per sua madre” (Ct 6, 8). Perci˜ chi riceve questa fede nella Chiesa, non si volga ai concili di vanitˆÊ e non si metta con quelli che fanno il male”.
Vorrei che lo ricordaste bene cari giovani: la Chiesa in ogni tempo, e con tutti i limiti propri degli uomini che la compongono, si sforza di difendere la fede di Ges Cristo. Non possiamo farci una fede a nostro uso e consumo. Sarebbe comodo, ma non sarebbe il deposito delle cose da credere che ci ha lasciato Ges Cristo.
A volte mi chiedete: perch la Chiesa pensa in questo modo? Perch la Chiesa non accetta questa posizione? O non permette certe cose? O ne permette altre? Direi che prima di tutto bisogna fermarsi, non essere precipitosi e cercare di riflettere e comprendere da che posizioni parte la Chiesa nelle sue affermazioni. Inoltre vi direi anche: prova a capire che cosa non accetti? Molto spesso critichiamo la Chiesa solo perch in tutta veritˆÊ ci mette di fronte a degli impegni precisi per la nostra conversione e purificazione.
Milioni di uomini e donne sono morti per la Chiesa. E tu che sacrificio sei capace di offrire? Non sei degno di parlare della Chiesa se non soffri, combatti, piangi per lei.
Sempre in Vietnam, durante le tremende persecuzioni del finire dell’800, a quelli che erano cristiani, veniva impressa sulla fronte una scritta a fuoco: “religione falsa‰Û cosicch andando in giro tutti sapessero che quelle persone erano cristiani e credevano in Ges Cristo figlio di Dio. Eppure quei cristiani, anche se portavano quella scritta, hanno dato lustro alla Chiesa e hanno testimoniato che per quella religione erano capaci di grandi cose.
Oggi purtroppo, molti con la loro cattiva testimonianza allontanano tanti dalla Chiesa.
Attenti giovani: probabile che quella scritta di falsa religione sia impressa sulle vostre fronti per gli atteggiamenti di arroganza, attaccamento al peccato, parole inutili, invidie e gelosie.
Ritiro di Avvento
Sabato 27 si svolto il ritiro di preparazione all’Avvento per studenti e professori. Chiamato a tenere la conferenza ho scelto come versetto guida della mia riflessione il profeta Isaia quando dice: “Il popolo immerso nelle tenebre vide una grande luce‰Û (9,1).
Conoscere le tenebre significa sapere bene il quale mondo viviamo e quali sono le difficoltˆÊ principali. Ma conoscere le tenebre non pu˜ mai significare che prima bisogna farne esperienza. Questa una stupidaggine. Molti si difendono dicendo: se non faccio esperienza non imparo. Ma l’uomo di Dio raggiunge il succo dell’esperienza senza passarci dentro. Inoltre non mai detto che fare un’esperienza di tenebra ti allontani dal male, spesso anzi ti rigetta ancora pi violentemente nella notte. Ricordiamocelo sempre: col Signore non si possono usare ‰Û÷le mezze vie’, per il semplice fatto che sanno troppo di peccato, di compromesso, di non voler autenticamente lasciare il peccato. Se uno ha iniziato un cammino col Signore non pu˜ stare con un piede in Chiesa e l’altro fermamente ancorato al vecchio mondo, alle vecchie amicizie. Bisogna che te ne distacchi. Ges lo dice apertamente nel vangelo di Luca: “I figli di questo mondo infatti, verso i loro pari, sono pi scaltri dei figli della luce‰Û (16,8). Per questo la prima cosa che bisogna fare distaccarsi dai ‰Û÷figli di questo mondo’ fino al momento in cui lo Spirito Santo non avrˆÊ operato in noi al punto tale che sarˆÊ Egli stesso a inviarci a quelli che sono ancora perduti.
Ma ci possono essere anche in mezzo a voi ‰Û÷figli di questo mondo’. Sono quelli che non vivono in veritˆÊ, che non mettono fuori le loro intenzioni pi profonde, che stanno a guardare cosa fate e come lo fate, che non si mettono mai in gioco, che hanno sempre la parola pronta per ogni circostanza, che usano la Parola di Dio per esprimere le loro personali opinioni, che non lasciano allo Spirito operare come vuole e dove vuole.
Ges spiega nel vangelo di Giovanni che l’uomo incontrato dallo Spirito Santo vive nella libertˆÊ: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: cos“ di chiunque nato dallo Spirito‰Û (3,8). Lo Spirito Santo ci rispetta e quanti vivono nello Spirito vengono mossi a seguire le orme di Cristo. E’ chiaro che vivere nello Spirito non vuol dire altro che vivere nella libertˆÊ di chi ha compreso di impegnare la propria vita al servizio di Ges Cristo, nella testimonianza della caritˆÊ. Ma poi ognuno ha un suo modo personale di manifestare la multiforme ricchezza dei doni che il Signore ci ha dato. Pi semplicemente: si pu˜ servire il Signore in molti modi, l’importante che il nostro amore a Cristo sia sempre informato dalla veritˆÊ e dalla caritˆÊ.
Una forte impressione
Vi racconto di una forte impressione che si stampata nel cuore.
Dopo la conferenza vado in chiesa a pregare. La chiesa delle suore tedesche dove stavamo una grossa aula a navata unica, banchi scuri. Sull’altare maggiore c’era uno stuolo di angeli affrescati alla parete che circondavano una nicchia dove era posizionata al centro una bella statua della Madonna col bambino. Mi trattengo a pregare e a recitare il Santo Rosario. Nel mio tentativo di trovare un punto di appoggio mentale alla preghiera mi soffermo con lo sguardo sull’immagine della Madonna. Pregavo per tante circostanze e situazioni. Ovviamente mi sono fermato a lungo a pregare per il San Mattia.
Ad un certo punto, ad occhi aperti, ‰Û÷ho visto’ nel senso che l’immagine della mia mente si riprodotta in modo vivissimo dinanzi a me, che la Madonna mi prendeva in braccio; io sentivo la gioia di questa impressione e al tempo stesso volevo dire qualcosa ma non riuscivo tanto era l’emozione… Mi sono stropicciato gli occhi e ho cercato di non distrarre la preghiera.
Quella ‰Û÷visione’ rimaneva davanti a me. Quindi la Madonna quasi a capire quello che avrei voluto dirgli, mi lascia andare ed io per prima cosa prendo uno alla volta i giovani del San Mattia in braccio, li stringo forte a me, come per difenderli da ogni pericolo, e poi li metto davanti alla Madonna.
Non vi preoccupate, don Vittorio sta bene, sempre frisc e tuost. Certo starete pensando anche a quanti di voi sono belli grossi… come avrei fatto a prenderli in braccio e stringerli al mio petto… una forza che non ho assolutamente. Eppure, carissimi giovani, stata questa la forte impressione che ho avuto.
Ho intensificato la preghiera e ho chiesto al Signore la grazia di saper cogliere e leggere sempre tra le pieghe nascoste del cuore dei giovani, di voi e di quelli lontani. In quel momento mi tornata alla mente una frase di don Bosco che avevo letto giorni prima: “sei chiamato a far passare Dio nel cuore dei giovani”. Che bella espressione e come ricca di significato e di concretezza. I giovani che vogliono vivere la spiritualitˆÊ del San Mattia devono impegnarsi e prepararsi per capire in che modo e come si pu˜ aiutare i giovani a incontrare nel cuore Dio. E’ il dono pi grande che possiamo fare a una persona, presentargli Dio. Lo auguro di cuore a molti e vi invito a pregare per questo.
Alla fine della preghiera ho chiesto a uno studente di scattare una foto a quell’immagine della Madonna. L’ha fatta ma non riuscita granch, tuttavia ve la dono lo stesso.
Grazie ai tanti in mezzo a voi che hanno inviato la mail con i propositi per l’Avvento, testimonianza della comunione che c’ tra noi. Siamo fedeli agli impegni, che sono come il vincolo che ci unisce a distanza di tanti chilometri.
Tranquilli che siete tutti nel mio cuore,
Don Vittorio Zeccone
(vittorio.zeccone@tin.it)