nell’iniziare questa lettera vorrei prendere a prestito le parole di una canzone di Eros Ramazzotti, almeno per esprimere i sentimenti che nutro verso ognuno di voi, per il percorso fatto finora in Cristo:
“Io non vorrei sai/ dovermi mai separare da te/ sempre triste/ per me lasciarti qui/ Io non vorrei mai/ allontanare il mio sguardo da te/ vorrei poterti tenere un po’ ancora con me/ Tenerti cos“…” (Canzone per lei).
Tuttavia posso anche dirvi che sento la vostra presenza autentica, sincera, amorevole e tutte le vostre originalissime espressioni d’affetto sono ricambiate in preghiera per voi la dinanzi all’Eucarestia. Mi accorgo di avere un amore di amicizia nei vostri confronti e lo scopro profondo perch va all’essenziale per la crescita di ognuno di noi.
A volte cado nella tentazione di chiedermi: Signore sono stato in grado di trasmettere Te a questi giovani? Poi mi riprendo andando avanti: non c’ cosa peggiore che fermarsi a cercare conferme alla propria vocazione, peggio ancora se le chiedo a me stesso! Giammai.
Frontiere difficili
Domenica 17 alcuni sacerdoti della casa sono andati a Betlemme. Per raggiungere la cittadina bisogna passare il ceck-point, un posto di controllo di polizia israeliana ad ogni passaggio verso la Palestina, sia in ingresso che in uscita. Mentre i soldati di Israele controllavano i passaporti, uno di loro ha chiamato un sacerdote chiedendogli a bruciapelo: “Senti tu sei prete, mi sai spiegare allora questo Joshua (Ges) se Dio o se e uomo? … e poi ha avuto anche dei fratelli…”. Il tentativo del soldato era chiaramente quello di prendere in giro il sacerdote e la fede cristiana. Tuttavia il confratello non si scomposto, ha arrabattato una risposta per non lasciarlo senza parole ed ha ripreso il cammino.
Questo episodio per˜ chiede ad ognuno di noi il dovere di farci domande serie. Sono in grado di parlare di Ges? Che tipo di conoscenza ho di Lui?
In primo luogo va ricordato che non si tratta principalmente di una conoscenza intellettuale: cose da imparare, concetti da digerire, ecc…Questa forma di conoscenza propedeutica, preparatoria …alla vera conoscenza del Cristo che pu˜ venire solo da una intimitˆÊ di preghiera.
A volte cerchiamo risposte magiche ai nostri dubbi, come se tutto dipendesse da questo. Sforziamoci piuttosto di stabilire un clima di vita autenticamente spirituale: teniamo a bada la lingua; allontaniamo dal nostro modo di parlare la volgaritˆÊ, le parolacce, l’impuritˆÊ; non concediamo nulla a chi desidera parlare con doppi sensi, mezze parole, insinuazioni, con malizia… tutte cose che non ci aiutano a creare il giusto clima spirituale, vero oggetto del nostro cammino in Cristo.
Come son belle le parole del Salmista: egli desidera che il Signore lo visiti di notte, mentre dorme, cio mentre non padrone dei suoi pensieri, e lo invita a verificare se nel suo cuore c’ malizia: “Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, provami al fuoco, non troverai malizia. La mia bocca non si resa colpevole‰Û (16,3).
Durante il giorno i nostri meccanismi di difesa sono tutti funzionanti, pronti a nascondere le nostre vere intenzioni, cosicch andiamo avanti in una continua bugia che diciamo agli altri e ancor prima a noi stessi. Di notte invece, quando l’uomo non pu˜ controllare il suo pensare,… sveliamo davvero cosa c’ nel nostro cuore…
Se guardandoci dentro ci scopriamo ancora troppo mancanti… non perdiamo tempo, mettiamoci all’opera anche con scelte forti: “il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono‰Û (Mt 11,12).
Alcuni mi scrivono che sono riemerse vecchie difficoltˆÊ. Bugiardo. Emerge ci˜ per cui non hai vigilato, n speso le tue energie migliori.
A Dio non possiamo dare quello che avanza… E tu puoi dargli qualcosa di meglio!
RIserva naturale di Engaddi e Mar Morto
Gioved“ 21 c’ stata una giornata di escursione: la mta era una riserva naturale e il mar Morto, a circa un’ora e mezza da Gerusalemme. Abbiamo aderito all’invito in 24. La sera precedente la nostra guida ha tenuto un incontro preparatorio, dicendoci tutto e il contrario di tutto dei posti che avremmo visto, raccomandandoci soprattutto di portare un costume da bagno, un asciugamano per il pomeriggio. Ma…
… non ha speso una parola per dirci che avremmo salito su alte montagne senza neppure una “frasca‰Û dove ripararsi, con un “sole lione‰Û che sembrava aver trovato dei pollastrelli da sciogliere e in una giornata in cui tutto si poteva fare fuorch scalare le montagne!
Innanzitutto devo dirvi di Engaddi. Il posto citato nella Bibbia in primo luogo per la sua bellezza. Cos“ la Sapienza quando descrive se stessa dice: “Sono cresciuta come una palma in Engaddi‰Û (Sir 24,14); e nel Cantico dei Cantici la sposa tra i complimenti che fa allo sposo dice: “Il mio diletto per me un grappolo di cipro nelle vigne di EngˆÊddi‰Û (Ct 1,14). Sempre nel deserto di Engaddi si rifugi˜ Davide quando scappava dal re Saul (1Sam 24,1). Inoltre stando a certa letteratura biblica la storia d’amore descritta nel Cantico dei Cantici sarebbe stata ambientata proprio ad Engaddi.
Verso le 9.40 giˆÊ siamo arrivati sul posto. Iniziamo il nostro percorso.
A principio qualche albero si incontrava. Particolarmente suggestivo la Spina Christi cos“ chiamata perch, secondo la tradizione, dai rami di questa pianta sarebbe stata intrecciata la corona di spine messa sul capo a Ges. E difatti sui rami di questa pianta ci sono sottili e lunghe spine (vedi foto). Dopo per˜ nemmeno l’ombra di un filo d’erba… Amici si entrava nel deserto… chissˆÊ come era preparato per me.
La salita si fa pesante, a niente serve la breve pausa intorno alla cascata di Davide, anzi forze accelera il processo di debolezza che comincia a prendermi. Dopo aver visto da lontano le grotte degli innamorati ci dirigiamo verso il tempio Calcolitico… ahh… ohhhh……arf! arf!…………….uuuuuuuuuuuuuuuuuhhh….. puff… puff… eehhhhh………..
… non sono spasimi d’amore bens“ i miei lamenti per la stanchezza e l’abbattimento. Ad un Sento che le forze cominciano a mancarmi, i movimenti si fanno lentissimi e pesanti, inizio a sbandare, le piccole mosche che mi hanno accompagnato lungo il percorso mi sembrano aquile pronte a succhiarsi il sangue, la voce esce debole al punto che non riesco a chiamare quelli pi avanti di me in cordata… sono quasi alla fonte della Sulammita… Mi appoggio a una roccia e chiamo finalmente un altro sacerdote dicendogli di aiutarmi a stendere… tonf! … perdo i sensi per brevi momenti…
Sto fermo circa quindici minuti prima che mi abbeveri alla sorgente d’acqua. La guida, dopo essersi rassicurata del mio stato di salute, ci tiene a dirmi che il posto dove sono svenuto molto significativo per la Bibbia: la cosiddetta sorgente della Sulammita (vedi foto); qui si sarebbero dati appuntamento lo sposo e la sposa del Cantico dei Cantici. Leggetevi questo breve libretto della Bibbia. Io vi faccio un breve commento ‰Û÷personalissimo’.
Ad un certo punto la sposa sente venire lo sposo e dice:
“Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto‰Û (2,7-8).
– Io in veritˆÊ somigliavo di pi ad un pachiderma. Ma poi, detto fra noi, chi glielo ha fatto fare a questo sposo e s’affannˆÊ e chesta manera…non poteva darsi un appuntamento in una pianura, dietro un vicolo, in un parco pubblico…
Penso al mio svenimento e mi viene rabbia leggendo ancora dal Cantico dei Cantici:
“O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perch la tua voce soave, il tuo viso leggiadro‰Û (2,14)
– E’ lo sposo che al solo pensiero di incontrare l’amata la descrive come ‰Û÷colomba’. Ma insomma ma allora caro sposo sei proprio intontito. Quella una ‰Û÷stoppola’. Non vedi come ti rende la vita difficile…Stai schiattando dal caldo, non riesci a vedere pi la strada e le si nasconde tra le pieghe delle rocce, in mezzo ai nascondigli… Io gli direi piuttosto: quando t’acchiappo ti schiaffeggio, ti faccio diventare cionca cos“ voglio vedere la prossima volta come ci sal“ su queste montagne.
La sposa si accorge che lo sposo tarda a venire e incontrando le guardie chiede:
“Avete visto l’amato del mio cuore?‰Û (3,3).
– Tieni pure il coraggio di chiedere… sto a terra esausto, sfinito, col cuore in fibrillazione, i lavaggi, intubato, col cervello a mille, e una peristalsi che non vuole partire cosicch mi sento tutto bloccato…
Ma lo sposo troppo innamorato e nonostante tutto dice alla sposa:
“Vieni con me dal Libano, o sposa, con me dal Libano, vieni!‰Û (4,8)
– A questo punto mi riprendo e chiamando in disparte lo sposo gli dico da uomo a uomo: pezzo di deficiente, stai quasi in fin di vita, tra poco devi fare testamento, e se pure riesci a sposarti questa montanara non riuscirai neppure a fare niente… n ma sei proprio il disonore della classe maschile… un po’ di orgoglio. Pigliatene un’altra… magari una di “Pianura‰Û… saranno pi contadinelle ma almeno quando la devi incontrare sei al sicuro, un piazzo di brodo col piede di porco lo trovi, una suocera che fa le pizze sicura… Fatti furbo!
Sarei tentato di continuare la lettura commentata del Cantico dei Cantici, ma ci vorrebbero molte pagine. Tuttavia questo piccolo esercizio mi servito per mostrarvi come la Scrittura, al di lˆÊ del senso spirituale e salvifico, sia pi vicina di quanto si possa immaginare alle nostre vicende quotidiane. Basta leggerla e saperla fare propria. Provateci… anche leggendo un piccolo brano al giorno.
Pro sit ‰Û÷dupliciter’
Oggi ho presieduto la Santa Messa domenicale con tutti gli studenti e i professori.
Come al solito ho parlato con franchezza rispetto alle esigenze che venivano dalle letture. I colleghi docenti si sono congratulati. Uno di loro con affabilitˆÊ in sacrestia mi ha detto: pro sit dupliciter (cos“ sia, bravo due volte). Ed io nel mio cuore mi son detto: fa o Signore che non perda mai la capacitˆÊ di vedere nella Scrittura ci˜ che mi manca, anzich soffermarmi superbamente sui doni che la tua bontˆÊ infinita ha elargito.
Cantate con me: Io non vorrei sai/ dovermi mai separare da te/ sempre triste/ per me lasciarti… Vi abbraccio
Don Vittorio Zeccone
(vittorio.zeccone@tin.it