{"id":4474,"date":"2025-03-09T17:05:15","date_gmt":"2025-03-09T16:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/?p=4474"},"modified":"2025-03-09T17:06:03","modified_gmt":"2025-03-09T16:06:03","slug":"n-3-la-gioia-del-perdono-messaggio-biblico-della-riconciliazione-carlo-ghinelli-j-emilio-gonzales-magana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/n-3-la-gioia-del-perdono-messaggio-biblico-della-riconciliazione-carlo-ghinelli-j-emilio-gonzales-magana\/","title":{"rendered":"n. 3 &#8211; La gioia del perdono: messaggio biblico della riconciliazione (Carlo Ghinelli &#8211; J. Emilio Gonz\u00e0les Maga\u00f1a)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Introduzione\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 necessario proporre alcune brevi annotazioni per introdurci al tema di questa&nbsp; conversazione:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) Per poter parlare della gioia del perdono occorre avere un titolo speciale e tale titolo&nbsp; lo pu\u00f2 avere solo chi ha fatto esperienza di questo perdono e chi ha assaporato questa gioia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo il dono pi\u00f9 grande, \u00e8 questo il titolo che qualificherebbe a prendere la parola.&nbsp; Ciascuno potrebbe venire a raccontare, con l\u2019afflato della sua esperienza personale, quanto \u00e8&nbsp; bello e quanto \u00e8 gioioso essere perdonati dal Signore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 con questa certezza nel cuore che mi accingo a dare voce anche alle vostre voci; la&nbsp; certezza, cio\u00e8, che il peccato non \u00e8 come un leone che dilania e sbrana, ma \u00e8 solo un\u2019infelice&nbsp; occasione dalla quale l\u2019Amore misericordioso del padre vuole e pu\u00f2 liberare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) Il tema della \u00abriconciliazione\u00bb ci inserisce fortunatamente in un momento della vita&nbsp; della Chiesa contemporanea e consente di metterci in profonda sintonia con ci\u00f2 che la&nbsp; Chiesa crede e sente oggi. Basti pensare, a livello universale al Sinodo dei Vescovi del 1983,&nbsp; che aveva lo scopo di esaminare i problemi connessi con la \u00abpenitenza e la riconciliazione&nbsp; nella missione della Chiesa\u00bb. A livello italiano, pensiamo al recente convegno ecclesiale di&nbsp; Loreto, dal titolo \u00abRiconciliazione cristiana e comunit\u00e0 degli uomini\u00bb. Questa <em>sintonia&nbsp; ecclesiale, <\/em>a mio avviso, \u00e8 quanto mai necessaria per coltivare ed esprimere pensieri e vie di&nbsp; riconciliazione che non siano espressioni individualistiche odi parte, ma costituiscano&nbsp; apporti sinceri e fattivi alla edificazione della Chiesa per il bene del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) <em>L\u2019approccio biblico <\/em>al nostro tema merita solo di essere accennato: significa&nbsp; semplicemente che noi prenderemo in mano la Parola di Dio e cercheremo di assaporarne la&nbsp; profonda dolcezza. \u00c8 gi\u00e0 occasione di gioia prendere in mano la Bibbia. Leggiamo infatti in&nbsp; 2 <em>Maccabei <\/em>12,9: \u00abNoi non abbiamo bisogno di queste cose, avendo a conforto le Scritture&nbsp; sacre che sono nelle nostre mani\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quando ci si sofferma a contemplare <em>l\u2019evangelo della riconciliazione<\/em>, quando si cerca&nbsp; di inseguire Dio per vedere fin dove \u00e8 sospinto dalla sua \u00abvoglia pazza\u00bb (Caqbasilas parla di&nbsp; <em>\u00abm\u00e0nikos eros\u00bb<\/em>) di perdonare, allora la gioia, s\u00ec anche la nostra gioia di peccatori, non pu\u00f2&nbsp; non scoppiare. Mi pare di poter dire che al di fuori della Bibbia non sarebbe immaginabile&nbsp; pensare che un\u2019esperienza cos\u00ec triste come quella del peccato possa avere un approdo cos\u00ec&nbsp; gioioso come quello del perdono. Quindi vogliamo essere perseveranti nell\u2019ascolto della&nbsp; parola di Dio per lasciarci illuminare e confortare dal suo messaggio. E come noi sappiamo&nbsp; che la Parola di Dio \u00e8 sorgente che sprizza luce, fuoco, calore ed amore cos\u00ec con la stessa&nbsp; certezza noi ci mettiamo in ascolto del Vangelo della riconciliazione, cio\u00e8 della gioiosa&nbsp; notizia e del lieto messaggio della riconciliazione. \u00abHo una parola di Dio per te\u00bb &#8211; si direbbe&nbsp; ancora biblicamente &#8211; fratello o sorella; per te personalmente! Questo \u00e8 il Vangelo, questa la&nbsp; gioiosa notizia! E non c\u2019\u00e8 nessuna forza al mondo dalla quale la potenza dell\u2019Amore&nbsp; Misericordioso possa essere sopraffatta. Domandiamo perci\u00f2 al Signore di donarci per&nbsp; mezzo della sua Parola quella luce che ci permette di assaporare la gioia del perdono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4) Dal tema biblico-teologico della riconciliazione, noi cercheremo di privilegiare solo&nbsp; un aspetto, quello del <em>perdono<\/em>. Pertanto nessuno cerchi completezza e sistematicit\u00e0 in&nbsp; quello che andremo dicendo; anche perch\u00e9 come ho gi\u00e0 lasciato intendere desidero proporre&nbsp; alcuni \u00absemi di contemplazione\u00bb pi\u00f9 che elementi di un sistema teologico. Sono tuttavia&nbsp; convinto che interrogare la Bibbia con questa particolare attenzione significa <em>andare al cuore&nbsp; del messaggio <\/em>relativo al grande, ineffabile mistero della riconciliazione in Cristo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il perdono &#8211; possiamo dire &#8211; \u00e8 il pi\u00f9 grande dei doni: perci\u00f2 dobbiamo sviscerare la&nbsp; ricchezza del dono, per assaporare a fondo l\u2019esperienza del perdono. Quella del dono \u00e8 una&nbsp; dinamica cos\u00ec umana e cos\u00ec cristiana che non \u00e8 affatto difficile ridirla, qui ed ora, a comune&nbsp; conforto. Il dono rivela ad un tempo l\u2019animo del donatore, la gioia del donato e la preziosit\u00e0&nbsp; del dono stesso; attraverso il dono si percepisce un intreccio di rapporti interpersonali che&nbsp; superano il dono stesso per introdurci nel mistero della comunione tra persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trattando del perdono dobbiamo metterci in questa lunghezza d\u2019onda senza la quale si&nbsp; minaccia di banalizzare tutto. Con il perdono, infatti, non ci \u00e8 donato qualcosa, ma ci si&nbsp; dona Qualcuno, cio\u00e8 Colui che per amore si \u00e8 fatto \u00abdono\u00bb e per amore \u00e8 sempre disposto a&nbsp; farsi \u00abperdono\u00bb. Non \u00e8 solo una qualunque gratificazione che ci viene assicurata con&nbsp; l\u2019esperienza del perdono; al contrario ci sentiamo veramente e pienamente realizzati,&nbsp; condotti alla massima espressione della nostra vita, cio\u00e8 al ricupero dell\u2019originaria immagine&nbsp; di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5) Anche dentro l\u2019ambito ristretto del \u00abperdono\u00bb intendiamo operare un\u2019ulteriore&nbsp; scelta: desideriamo infatti approfondire <em>la dimensione della gioia <\/em>che si sprigiona dal fatto&nbsp; che Dio desidera perdonare il peccatore pentito. \u00abLa gioia del perdono\u00bb dice riferimento ad un tratto caratteristico di quella divina psicologia (il \u00absentire\u00bb Dio) che di fatto noi&nbsp; cogliamo, sia pure per intuizioni e per tentativi, attraverso quella pedagogia del perdono che&nbsp; la Santa Madre Chiesa, mette in atto per mezzo del sacramento della riconciliazione, la&nbsp; confessione. Questo tratto caratteristico, a mio avviso, non \u00e9 sempre sufficientemente&nbsp; evidenziato; d\u2019altro canto \u00e8 forse quello che pi\u00f9 di ogni altro ha una capacit\u00e0 epifanica ed&nbsp; apocalittica, in quanto esso \u00e8 indubbiamente un segno manifestativo di una triplice realt\u00e0&nbsp; che, nel suo insieme, costituisce il nocciolo del sacramento: la gioia di Dio nel perdonare, la&nbsp; gioia del peccatore nell\u2019accogliere il dono del perdono, e la gioia di questo incontro tra Dio e&nbsp; l\u2019uomo tanto pi\u00f9 gratificante quanto pi\u00f9 esso si rivela imprevedibile e immeritato. A questo&nbsp; proposito nella lettera enciclica \u00ab<em>Dives in misericordia<\/em>\u00bb leggiamo: \u00abLa misericordia ha la&nbsp; forma interiore dell\u2019amore, che nel Nuovo Testamento \u00e8 chiamato ag\u00e0pe: <em>Tale amore \u00e8&nbsp; capace di chinarsi su ogni figlio prodigo, su ogni miseria umana e soprattutto su ogni miseria&nbsp; morale, sul peccato. Quando avviene, colui che \u00e8 oggetto della misericordia non si sente&nbsp; umiliato, ma come ritrovato e \u00abrivalutato<\/em>\u00bb. Il padre gli manifesta, innanzitutto la gioia che&nbsp; sia stato \u00abritrovato\u00bb e che sia \u00abtornato in vita\u00bb. Tale gioia indica <em>un bene inviolato<\/em>: un figlio,&nbsp; anche se prodigo, non cessa di essere figlio reale di suo padre; essa indica, inoltre, un bene&nbsp; ritrovato, che nel caso del figliol prodigo fu il ritorno alla verit\u00e0 su s\u00e9 stesso\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6) Un ultimo cenno, a mo\u2019 di introduzione, mi consente di confessare il debito&nbsp; personale che sento di avere verso l\u2019enciclica di Giovanni Paolo II \u00ab<em>Dives in misericordia<\/em>\u00bb.&nbsp; Ho avuto l\u2019occasione di commentarla in altra circostanza e qui mi permetto di&nbsp; raccomandarla alla comune riflessione. Mi \u00e8 caro solo ricordare che all\u2019origine di questa&nbsp; enciclica &#8211; a quanto \u00e8 dato sapere &#8211; vi \u00e8 un\u2019ispirazione che risale ad un umile creatura: una di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">quelle anime che per divina bont\u00e0 hanno potuto intuire qualcosa dell\u2019amore misericordioso.&nbsp; Sappiamo che spesse volte anche i grandi dipendono dai piccoli ed \u00e9 commovente, questo,&nbsp; perch\u00e9 \u00e8 molto evangelico. Pi\u00f9 a monte devo riconoscere che il pi\u00f9 grande cantore della&nbsp; divina misericordia, colui che con rara arte ha saputo sondare il cuore di Cristo e del Padre&nbsp; per captarne le pi\u00f9 profonde vibrazioni in tema di perdono e di gioia, \u00e8 certamente <em>Luca <\/em>il&nbsp; terzo evangelista, lo \u00ab<em>scriba mansuetudinis Christi<\/em>\u00bb come lo definisce Dante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come non potremo non riferirci all\u2019enciclica di Giovanni Paolo II, a fortiori non&nbsp; potremo non ispirarci al Vangelo di Luca. Facciamoci dunque discepoli docili e fiduciosi: la&nbsp; nostra attesa non andr\u00e0 delusa. Insieme a Luca ci verranno incontro, in questo nostro&nbsp; desiderio di captare almeno alcune vibrazioni del cuore di Dio, quando perdona,&nbsp; anche <em>Matteo, Giovanni, Paolo<\/em>: in quello che impareremo dalla loro esperienza con Ges\u00f9 e&nbsp; dalla loro testimonianza scritta, non potremo non riconoscere aspetti complementari ed&nbsp; originali dell\u2019unico mistero di misericordia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7) Intendo articolare questa meditazione teologica in <em>due momenti<\/em>: nel primo&nbsp; cercheremo di entrare in sintonia con il cuore di Dio che trabocca di gioia quando perdona.&nbsp; Nel secondo momento cercheremo di analizzare i vari aspetti della gioia della creatura&nbsp; quando si sente e si lascia travolgere dall\u2019amore misericordioso del Padre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I. La tua gioia, Signore, \u00e8 la nostra forza&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia del perdono \u00e8 come l\u2019acqua: se la si attinge direttamente alla sorgente allora se&nbsp; ne apprezza la limpidezza, se ne esperimenta la freschezza e se ne gode profondamente;&nbsp; altrimenti se ne perde quasi subito il ricordo e si continua a vivere come se, anche dopo una&nbsp; confessione o un\u2019esperienza di riconciliazione, nulla fosse cambiato nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, la sorgente della \u00abgioia del perdono\u00bb \u00e8 il cuore di Dio. E\u2019 l\u00ec che occorre&nbsp; puntare; da l\u00ec bisogna partire, anche se, sulle prime, potremo subire le vertigini e qualcuno&nbsp; potrebbe ipotizzare che forse \u00e8 meglio partire dal basso, cio\u00e8 dal cuore dell\u2019uomo perdonato.&nbsp; A me personalmente pare di dover insistere: \u00e9 dall\u2019alto che dobbiamo attendere ed&nbsp; accogliere la gioia del perdono; \u00e8 alla fonte che dobbiamo ricorrere per poter beneficiare del&nbsp; suo dono senza alcuna paura che si esaurisca o anche solo so estenui il suo flusso. Si perch\u00e9,&nbsp; anche in questo caso, al dire di Efrem il Siro <em>fons vincit sitientem<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno potrebbe forse suggerire di iniziare questa ricerca dalla gioia. della creatura&nbsp; perdonata. A me personalmente sembra pi\u00f9 opportuno partire dall\u2019alto, dal cuore di Dio,&nbsp; dato che siamo dinanzi a quanto di pi\u00f9 singolare, di pi\u00f9 inedito e di pi\u00f9 peculiare vi \u00e8 nel&nbsp; cristianesimo. Questa pista di ricerca di articola attraverso un nome (Ges\u00f9), un termine&nbsp; (<em>eudokia<\/em>=benevolenza) ed una prova veritativa (per perdonare Dio-uomo muore e risorge): \u00e8&nbsp; questo il cammino che percorreremo ora, nella prima parte di questo nostro \u00abcammino\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. <em>L\u2019epifania di un nome&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un nome, iscritto nella storia, che contiene ed esprime in modo assolutamente&nbsp; efficace la gloria di Dio che perdona, e questo nome \u00e8 Ges\u00f9. In esso possiamo e dobbiamo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">riconoscere una vera e propria rivelazione del piano salvifico del Padre perch\u00e9 egli, \u00e8 l\u2019epifania dell\u2019amore del Padre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo nome lo sentiamo fin dalle prime battute del Nuovo testamento: \u00abGiuseppe,&nbsp; figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa: ci\u00f2 che in lei \u00e8 stato&nbsp; concepito \u00e8 opera dello Spirito Santo. Dar\u00e0 alla luce un figlio e tu lo chiamerai Ges\u00f9; egli&nbsp; infatti salver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati\u00bb (<em>Mt <\/em>1,20a).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo dinanzi ad un annuncio, carico di novit\u00e0 e di drammacit\u00e0 nello stesso tempo. E\u2019 del tutto inedito il fatto che Dio si faccia uomo per liberare la creatura dal suo peccato.&nbsp; Questo evento fa esclamare a Paolo: \u00abE\u2019 apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per&nbsp; tutti gli uomini\u00bb (<em>Tit <\/em>2,11).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 pi\u00f9 che evidente il fatto che questo nome, dato a questo bambino, dice riferimento&nbsp; ad un destino di morte e di vita; prelude ad un dramma che far\u00e0 tremare la terra&nbsp; (cf <em>Mt <\/em>27,51s). Cos\u00ec si realizza il disegno divino della salvezza e cos\u00ec si invera il nome \u00abGes\u00f9\u00bb,&nbsp; che deriva dalla radice ebraica \u00absalvare\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo duplice carattere della novit\u00e0 e della drammaticit\u00e0 che si sprigiona dal nome&nbsp; \u00abGes\u00f9\u00bb ci permette di cogliere con sicurezza la natura e il timbro della gioia di Dio, quando&nbsp; perdona. Riconosciamo, innanzitutto, un tratto della divina pedagogia che intende educarci&nbsp; a percepire esattamente in che cosa consiste la <em>gioia di Dio <\/em>e come essa si esprime. E\u2019 un&nbsp; tirocinio questo, al quale abbiamo bisogno di rimanere fedeli sempre, nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una caratteristica di questa gioia divina, la prima e fondamentale, consiste nel fatto che&nbsp; essa <em>\u00e8 salvifica<\/em>: lo dice appunto il nome di Ges\u00f9. Questo \u00e8 il fondamento di ogni altro&nbsp; aspetto o nota dell\u2019amore di Dio. E\u2019 un moto del cuore di Dio, preveniente ogni umana&nbsp; possibilit\u00e0 di corrispondenza; \u00e8 un bisogno incontenibile del suo essere Dio, che si intreccia&nbsp; con la storia dell\u2019umanit\u00e0 per risollevarla dal male e orientarla verso il bene; \u00e8 il modo stesso&nbsp; di essere di Dio &#8211; cos\u00ec come la Bibbia ce lo rivela e ci insegna a trattarlo &#8211; che facendosi&nbsp; conoscere per quello che \u00e8, un Dio infinitamente misericordioso (cf <em>Es <\/em>34,6s), si&nbsp; compromette un salvatore (cf <em>Gen <\/em>3,15) e rimane fedele alla sua promessa fino in fondo. In&nbsp; questa linea \u00e8 illuminante e consolante un confronto ideale e reale tra <em>Mt <\/em>1,21 (\u00abgli porrai&nbsp; nome Ges\u00f9\u00bb) e <em>Gen <\/em>3,15 (\u00abEgli ti schiaccer\u00e0 il capo\u00bb).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo l\u2019infedelt\u00e0 della prima coppia umana Dio interviene per promettere,&nbsp; unilateralmente, incondizionatamente, il Salvatore. Nella pienezza dei tempi, l\u2019economia&nbsp; della salvezza si realizza con il compimento di quella originale promessa. Ambedue questi&nbsp; \u00abmomenti forti\u00bb dell\u2019unica storia salvifica sono frutto della benevolenza divina, della volont\u00e0&nbsp; di quel Dio che pone le sue delizie dello stare con i figli degli uomini (cf <em>Prov <\/em>8,31) nel venire,&nbsp; abitare e conversare con noi (cf <em>Gv <\/em>1,14-18) nel passare per amico dei peccatori (cfr. <em>Mt <\/em>11, 19)&nbsp; ma soprattutto nel perdonare le colpe degli uomini (cf <em>Mt <\/em>9,6) nel togliere il peccato del&nbsp; mondo (cf <em>Gv <\/em>1,29).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia di Dio-Padre, quindi, si concentra e si esprime compiutamente nell\u2019evento,&nbsp; nella missione, nel nome di Ges\u00f9. In questo nome troviamo anche la sintesi della storia della&nbsp; salvezza, che \u00e8 sostanzialmente un ininterrotto racconto della gioia di Dio che perdona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. <em>Alle sorgenti della gioia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un termine del Nuovo Testamento, soprattutto nell\u2019opera lucana, che esprime nel&nbsp; modo pi\u00f9 completo e perfetto possibile la natura della gioia di Dio che perdona: \u00ab<em>eudokia<\/em>\u00bb =&nbsp; benevolenza. Per penetrare nel significato autentico di questo termine potremmo pensare&nbsp; fin dall\u2019inizio alle \u00abviscere di misericordia del nostro Dio\u00bb di cui parla il \u00abBenedictus\u00bb&nbsp; (cf <em>Lc <\/em>1,78), oppure a quello sguardo divino, di cui parla il \u00abMagnificat\u00bb (cf <em>Lc <\/em>1,48), che si&nbsp; posa sulla povert\u00e0 di Maria di Nazaret e di generazione in generazione si estende su quelli&nbsp; che temono il Signore. Abbiamo qui due sondaggi, iniziali ma promettenti, di quell\u2019unico&nbsp; ineffabile mistero che \u00e8 la divina benevolenza. Ma abbiamo anche altri rilievi da fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 Ges\u00f9 il termine primo e privilegiato della divina compiacenza: \u00abTu, sei il figlio mio&nbsp; amatissimo, in te mi compiaccio\u00bb (<em>Lc <\/em>3,21). \u00c8 l\u2019umanit\u00e0 intera oggetto della divina&nbsp; benevolenza: \u00abGloria a Dio nell\u2019alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama\u00bb&nbsp; (<em>Lc <\/em>2,14). Sono i piccoli (gli \u00ab<em>anawim<\/em>\u00bb dell\u2019Antico e de Nuovo Testamento) che attirano in&nbsp; modo peculiare le divine compiacenze: \u00abTi ringrazio, o Padre, Signore del cielo e della terra,&nbsp; perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec,&nbsp; Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a te\u00bb (<em>Lc <\/em>10,21). Infine il piccolo gregge \u00e8 destinatario della&nbsp; promessa del regno: \u00abNon temere, piccolo gregge, perch\u00e9 al Padre vostro \u00e8 piaciuto di darvi&nbsp; il suo regno\u00bb (<em>Lc <\/em>12,32).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La benevolenza del Padre dunque ci d\u00e0 la Pace (2,14), la conoscenza dei misteri di Dio&nbsp; (10,21), la partecipazione al regno (12,32), mediatore unico ed insostituibile di questi doni \u00e8&nbsp; Ges\u00f9 (3,21). \u00c8 solo a partire dal cuore di Cristo che si pu\u00f2 intuire la profondit\u00e0 del cuore di&nbsp; Dio; \u00e8 solo per mezzo di Cristo che si pu\u00f2 arrivare ai piedi di quel trono di grazia dal quale&nbsp; deriva \u00abtutto ci\u00f2 che abbiamo di buono e di perfetto\u00bb (<em>Gc <\/em>1,16).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo qui la possibilit\u00e0 di cogliere <em>un\u2019altra nota <\/em>della gioia di Dio che perdona: non&nbsp; solo essa \u00e8 una gioia salvifica, ma anche <em>gratificante<\/em>. Nel senso che il dono della salvezza di&nbsp; Dio ce lo comunica mediante una storia interminabile di doni, di grazie, che da un lato&nbsp; liberano il campo umano da tutto ci\u00f2 che \u00e8 male, peccato e idolatria, dall\u2019altro lo rendono&nbsp; aperto e desideroso della comunione con il donatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Percepire questo stile divino, rendersi consapevoli che Dio agisce cos\u00ec \u00e8 gi\u00e0 occasione e&nbsp; fonte di gioia anche per noi, \u00abpeccatori, ma fiduciosi nella tua infinita misericordia\u00bb (dalla&nbsp; \u00abPreghiera eucaristica I\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abForte \u00e8 il suo amore per noi\u00bb (<em>Sal <\/em>117,2): anche questa felicissima espressione della&nbsp; preghiera ebraica ci conduce verso la gioiosa scoperta dell\u2019incontenibile amore&nbsp; misericordioso del Padre. La forza di Dio \u00e8 creatrice e la stessa redenzione, ben lo sappiamo,&nbsp; \u00e8 una nuova creazione. Ecco come si manifesta e si comunica a noi la gioia divina del&nbsp; perdono: mediante un <em>gesto creativo<\/em>. Esso ci consente di attingere alle sorgenti dell\u2019atto&nbsp; divino l\u2019onnipotenza misericordiosa di Dio: \u00abO Dio &#8211; si leggeva in una orazione della liturgia latina &#8211; che manifesti la tua onnipotenza soprattutto nell\u2019indulgere e nel perdonare&nbsp; (<em>parcendo maxime et miserando<\/em>)\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Dio perdona, ricrea, secondo la natura di ogni suo atto divino e secondo lo&nbsp; stile che manifesta nel corso della storia della salvezza: infatti anche quando libera Israele&nbsp; dall\u2019Egitto, Dio si crea un popolo nuovo (cfr. <em>Is <\/em>43,1); anche quando consumer\u00e0 il suo&nbsp; progetto di salvezza Dio creer\u00e0 cieli nuovi e terra nuova (cf <em>Is <\/em>65, 17; <em>Ap <\/em>21,1-5). Ora noi&nbsp; sappiamo che l\u2019atto creativo suscita in Dio stesso una reazione di gioia: c\u2019\u00e8 una specie di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ritornello nel primo racconto della creazione (cf <em>Gn <\/em>1,4.10.12.18.21.25.31) \u00abE Dio vide che la&nbsp; luce era bella&#8230;e Dio vide che tutto quello che aveva fatto era davvero molto bello\u00bb. Il&nbsp; commento migliore a questo refrain lo troviamo forse nel libro dei <em>Proverbi <\/em>\u00abIO ero accanto&nbsp; a lui &#8211; dice la Sapienza &#8211; quando Dio fissava i cieli&#8230;IO ero accanto a lui come un bambino&nbsp; (oppure \u00abcome un architetto\u00bb, o anche \u00abcome prediletta\u00bb) ed ero la sua gioia quotidiana,&nbsp; alla sua presenza mi divertivo di continuo. Giocavo sul globo terrestre, la mia gioia era vivere&nbsp; con gli uomini\u00bb (8,27-31).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questa sua precisa <em>nota creatrice <\/em>l\u2019atto con cui Dio perdona alla creatura peccatrice&nbsp; suscita in Dio stesso una incontenibile gioia. Ne abbiamo limpida testimonianza nel capitolo&nbsp; 15 di <em>Luca <\/em>\u00abVi assicuro &#8211; dice Ges\u00f9 a pi\u00f9 riprese &#8211; che in cielo si fa pi\u00f9 festa per un peccatore&nbsp; che si converte che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione&#8230;Gli&nbsp; angeli di Dio fanno grande festa per un solo peccatore che cambia vita&#8230;Io non potevo &#8211; \u00e8 il&nbsp; padre misericordioso stavolta che parla &#8211; non essere contento e non far festa perch\u00e9 questo&nbsp; tuo fratello era per me come morto e ora \u00e8 tornato in vita, era perduto e ora l\u2019ho ritrovato\u00bb&nbsp; (15,7.10.32).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>3. L\u2019unit\u00e0 di misura&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 certamente improprio questo linguaggio, ma forse paradossalmente ci aiuta a&nbsp; penetrare ulteriormente nell\u2019abisso, cos\u00ec insondabile, dell\u2019amore misericordioso e gioioso di&nbsp; Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una parola di Dio che ci stimola a dare questo discorso sulla misura dell\u2019amore&nbsp; divino: \u00abNessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i suoi amici\u00bb (<em>Gv <\/em>15,13)&nbsp; ed \u00e8 parola cos\u00ec alta che pu\u00f2 essere illustrata e compresa solo con altre riflessioni offerteci&nbsp; dalla stessa fonte, la Bibbia. Ecco, allora come si esprime San Paolo, a proposito: \u00abE\u2019 difficile&nbsp; che qualcuno sia disposto a morire per un uomo onesto; al massimo si potrebbe forse&nbsp; trovare qualcuno disposto a dare la vita per un uomo buono. Cristo invece \u00e8 morto per noi,&nbsp; quando eravamo ancora peccatori: questa \u00e8 la prova che Dio ci ama\u00bb. (<em>Rm <\/em>5,7s).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cercavamo una \u00abMisura\u00bb dell\u2019amore di Dio per noi, allo scopo di conoscerne la&nbsp; singolarit\u00e0 e la peculiarit\u00e0 (intuiamo, infatti, che Egli ci ama \u00abda Dio\u00bb) ed abbiamo trovato&nbsp; un \u00abprova\u00bb (e questa pure ci introduce nella vera intelligenza dell\u2019amore di Dio). \u00c8 una&nbsp; prova <em>per assurdum<\/em>, dal punto di vista del ragionamento e della previsione umana, e proprio&nbsp; perch\u00e9 tale ci sembra l\u2019unica capace di rivelare il mistero, l\u2019unica degna di fede (nel senso&nbsp; pi\u00f9 forte e proprio del termine), l\u2019unica che ci abilita a portare avanti &#8211; con trepidazione e&nbsp; con fiducia nello stesso tempo &#8211; il nostro discorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unit\u00e0 di misura con la quale Dio ci ama \u00e8 dunque quella di amarci senza misura: in&nbsp; modo tale, cio\u00e8 da non essere riconducibile a nessun parametro umano. E\u2019 proprio questa&nbsp; acquisizione che, a mio avviso, ci consente di penetrare in un altro aspetto tanto consolante,&nbsp; della gioia con la quale Dio coltiva ed esprime il suo amore misericordioso: la testimonianza&nbsp; di Giovanni, cos\u00ec felicemente conservataci nella sua prima lettera, viene incontro a questo&nbsp; nostro desiderio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dir\u00f2 subito, per rendere nel modo pi\u00f9 chiaro possibile il mio pensiero, che \u00e8&nbsp; la <em>dimensione oggettiva della gioia divina <\/em>quella che ci \u00e8 dato cogliere ora: \u00aboggettiva\u00bb nel&nbsp; senso che essa sta fondata su quella verit\u00e0 che ci \u00e8 stata rivelata e che, senza tale rivelazione&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">in Cristo, all\u2019uomo non sarebbe mai stato possibile sospettare neppure lontanamente. Ecco&nbsp; come, invece, ci \u00e9 possibile attingerla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la verit\u00e0 di Dio, che, una volta percepita e accolta, ci introduce nella piena&nbsp; intelligenza della verit\u00e0 dell\u2019uomo. Ed \u00e8 solo la verit\u00e0 che pu\u00f2 generare l\u2019autentica gioia.&nbsp; Innanzitutto \u00e8 necessario confessare il peccato e aprirsi al perdono di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe diciamo: &#8220;Siamo senza peccato&#8221; inganniamo noi stessi e la verit\u00e0 di Dio non \u00e8 in&nbsp; noi\u00bb (1 <em>Gv <\/em>1,8): perci\u00f2 confessando il nostro essere peccatori, sconfessando il nostro peccato&nbsp; noi confessiamo <em>la verit\u00e0 di Dio<\/em>, cio\u00e8 ci innestiamo nel flusso della grazia perdonante,&nbsp; offriamo, per cos\u00ec dire, a Dio la possibilit\u00e0 di manifestarsi come Dio misericordioso. E questa&nbsp; \u00abverit\u00e0 di Dio\u00bb rivela e fa esplodere in pienezza <em>la verit\u00e0 dell\u2019uomo<\/em>: Giovanni infatti&nbsp; continua: \u00abSe invece riconosciamo pubblicamente i nostri peccati, Dio li perdoner\u00e0, perch\u00e9&nbsp; egli mantiene la sua parola: Egli ci liberer\u00e0 da tutte le nostre colpe, perch\u00e9 \u00e9 buono\u00bb (1,9).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa la via pi\u00f9 sicura per entrare nel profondo del mistero di Dio; non \u00e8 il caso di&nbsp; seguire ragionamenti umani, che possono procedere solo per generiche intuizioni o per&nbsp; vaghe analogie. Abbiamo qui una via aperta dinanzi a noi: percorriamola, con fiducia da&nbsp; peccatori quali siamo, ed avremo modo di procedere, pur nella lotta contro le tenebre per&nbsp; amore della luce, di rivelazione in rivelazione &#8211; cos\u00ec si passa all\u2019intuizione &#8211; esperienza che&nbsp; perdonando, Dio ci \u00e9 Padre e ci fa di nuovo suoi figli, in un ricuperato e pi\u00f9 intimo rapporto&nbsp; interpersonale. E\u2019 vero, \u00e9 proprio vero, anzi \u00e8 l\u2019unica verit\u00e0 che ci \u00e9 stato dato professare e&nbsp; cantare: Dio manifesta la sua paternit\u00e0 quando, perdonandoci il peccato, ci fa suoi figli suoi.&nbsp; \u00c8 sempre Giovanni che esclama: \u00abVedete come ci ha voluto bene il Padre! Egli ci ha chiamati&nbsp; ad essere suoi figli. E lo siamo davvero\u00bb (3,1). Il vivere la gioia di figli redenti, la gioia di&nbsp; creature perdonate e graziate ci consente di intuire la gioia del Padre che ama, del Padre che&nbsp; perdonando si commuove intimamente (Lc 1,78).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa certezza della gioia che perdona, che rende possibile e incontenibile la nostra&nbsp; gioia di uomini e donne perdonati, ci \u00e8 continuamente testimoniata e proclamata dalla&nbsp; Parola di Dio che risuona incessantemente nella Chiesa a letizia di quanti si riconoscono&nbsp; peccatori e riconoscono che il Dio di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 un Dio che pu\u00f2 e che vuole perdonare.&nbsp; Giovanni infatti prosegue: \u00abSe diciamo: Non abbiamo mai commesso peccato, facciamo di&nbsp; Dio un bugiardo, e la sua parola non \u00e8 in noi\u00bb (1,10). Come prima ci aveva detto che Dio&nbsp; perdonando i nostri peccati \u00abmantiene la sua parola\u00bb, cos\u00ec ora afferma che se non&nbsp; confessiamo i nostri peccati \u00abla sua parola non \u00e8 in noi\u00bb. Qui ovviamente si tratta della&nbsp; \u00abParola di Dio\u00bb, sussistente, cio\u00e8 di Dio stesso, di Cristo vero Dio e vero uomo, della Parola mistero di salvezza e fonte di beatitudine per tutti quelli che la ascoltano, la accolgono, la&nbsp; assimilano, la vivono e la professano con la loro vita. Di questa Parola-mistero la parola di&nbsp; Dio scritta e la Parola proclamata nella Chiesa \u00e9 segno verace ed efficace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non \u00e8 solo la \u00abverit\u00e0 di Dio\u00bb che ci consente di attingere un aspetto della gioia del&nbsp; perdonare; \u00e8 anche <em>la verit\u00e0 di Cristo <\/em>che ci conduce sullo stesso sentiero e ci fa fortunati&nbsp; scopritori di questo immenso ed inesauribile tesoro di luce e di grazia, dal quale emerge pi\u00f9&nbsp; limpida che mai la verit\u00e0 dell\u2019uomo. Innanzitutto occorre confessare Ges\u00f9 come l\u2019innocente&nbsp; che ci libera dal peccato. Giovanni, infatti, nella stessa lettera scrive: \u00abVoi sapete che Ges\u00f9 \u00e8&nbsp; venuto tra noi per togliere di mezzo il peccato. Chiunque rimane unito a Ges\u00f9 non pecca&nbsp; pi\u00f9\u00bb (3,5s). Tutta la testimonianza evangelica conferma questo asserto: uno degli aspetti&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dell\u2019opera redentrice di Cristo consiste appunto nel rimettere i peccati&nbsp; (cf <em>Mc <\/em>2,3ss; <em>Mt <\/em>9,6ss; <em>Lc <\/em>5,17ss): \u00e8 l\u2019aspetto negativo, liberatorio del mistero pasquale di&nbsp; morte e di resurrezione di Ges\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 affatto riduttivo dire che la verit\u00e0 di Ges\u00f9, di ci\u00f2 che Ges\u00f9 \u00e8 venuto a fare, di ci\u00f2&nbsp; che Ges\u00f9 continua a fare per noi, di ci\u00f2 che Ges\u00f9 \u00e8 per ogni creatura che si apre al dono&nbsp; della salvezza, consiste proprio in questa opera di liberazione dal peccato; come non \u00e8 affatto esagerato che la <em>Verit\u00e0 dell\u2019uomo<\/em>, dell\u2019uomo storico consiste in questa fondamentale&nbsp; e radicale apertura al dono di Dio in Cristo. Ed \u00e9 sostanzialmente una apertura alla&nbsp; esperienza della divina figliolanza, sorgente di gioia per noi, ma ancor prima sacramento&nbsp; della gioia paterna di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec si passa all\u2019intuizione-esperienza che, perdonando, Ges\u00f9 ci rif\u00e0 figli di Dio, in un&nbsp; ricuperato e pi\u00f9 intimo rapporto fraterno con s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sempre Giovanni che scrive: \u00abSe uno rimane unito a Ges\u00f9 non pecca pi\u00f9. Se pecca&nbsp; ancora, dimostra di non aver veramente veduto Ges\u00f9, e di non averlo capito&#8230;Ges\u00f9, il Figlio&nbsp; di Dio, \u00e8 venuto proprio per distruggere le opere del diavolo. Chi \u00e8 veramente figlio di Dio&nbsp; non vive pi\u00f9 nel peccato, perch\u00e9 ha ricevuto la vita di Dio. Non pu\u00f2 continuare a peccare,&nbsp; perch\u00e9 \u00e8 diventato figlio di Dio. Cos\u00ec si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo&#8230;\u00bb (3,6 &#8211; 10).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I passaggi sono netti e vincolanti: come sopra abbiamo visto che dalla confessione del&nbsp; peccato si passa all\u2019accoglienza del perdono e in questa abbiamo l\u2019esperienza del nostro&nbsp; essere figli di Dio e, conseguentemente, l\u2019esperienza di avere come Dio un Padre che si&nbsp; commuove di gioia nel perdonare; cos\u00ec ora avvertiamo che dal riconoscere che Ges\u00f9,&nbsp; l\u2019innocente, \u00e9 venuto per liberarci dal peccato si passa alla vera conoscenza di Lui (\u00e9 il&nbsp; significato forte, tipicamente giovanneo, dei verbi \u00abvedere\u00bb e \u00abcapire\u00bb del v.&amp;), alla vita di&nbsp; unione con lui (si direbbe anche vita di conversione, di discepolato), alla vita da \u00abfigli nel&nbsp; Figlio\u00bb, che \u00e8 partecipazione alla vita stessa di Dio (cf v.9).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita dell\u2019uomo redento, per mezzo della vita del Figlio di Dio, \u00e9 partecipazione alla&nbsp; vita stessa di Dio. Ora, cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 bello, di pi\u00f9 felice, di pi\u00f9 gioioso della vita di grazia,&nbsp; che &#8211; sempre secondo Giovanni &#8211; \u00e9, ad un tempo, vita senza peccato e vita da impeccabili (cf&nbsp; v.9)? Ebbene questa vita da redenti, che \u00e8 letteralmente inondata di gioia, \u00e8 solo un segno,&nbsp; un sacramento veritiero della gioia che caratterizza la vita di Dio!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se qualcuno avesse qualche dubbio residuo sulla legittimit\u00e0 di questo confronto, ascolti&nbsp; queste ultime espressioni di Giovanni: \u00abEcco come sapremo che la verit\u00e0 ci ha generati.&nbsp; Allora non avremo pi\u00f9 paura davanti a Dio. Anche se il nostro cuore condanna, Dio \u00e9 pi\u00f9&nbsp; grande del nostro cuore\u00bb (3,19).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00abVangelo\u00bb vive e rivive nel mondo per mezzo della predicazione della Chiesa, la&nbsp; quale non vuol essere altro che messaggera e serva della misericordia salvifica di Dio. Ecco, a&nbsp; proposito, un\u2019altra pagina della \u00abDives in misericordia\u00bb: \u00abSe, infatti, la realt\u00e0 della&nbsp; redenzione, nella sua <em>dimensione umana<\/em>, svela la grandezza inaudita dell\u2019uomo, \u00ab<em>qui talem&nbsp; ac tantum meruit habere Redemptorem<\/em>\u00bb, al tempo stesso la <em>dimensione divina <\/em>della&nbsp; redenzione ci consente, direi, nel modo pi\u00f9 empirico e \u00abstorico\u00bb, di svelare la profondit\u00e0 di&nbsp; quell\u2019amore che non indietreggia davanti allo straordinario sacrificio del Figlio, per&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">appagare <em>la fedelt\u00e0 <\/em>del Creatore e Padre nei riguardi degli uomini creati a Sua immagine e fin&nbsp; dal \u00abprincipio\u00bb scelti, in questo Figlio, per la grazia e per la gioia&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I peccati dell\u2019uomo vengono \u00abcompensati\u00bb dal sacrificio dell\u2019Uomo-Dio. Tuttavia, tale&nbsp; giustizia, che \u00e9 propriamente <em>giustizia \u00absu misura\u00bb di Dio, nasce tutta dall\u2019amore<\/em>: dall\u2019amore&nbsp; del Padre e del Figlio, e fruttifica tutta nell\u2019amore. Proprio per questo la giustizia divina,&nbsp; rivelata nella Croce di Cristo, \u00e8 \u00absu misura\u00bb di Dio, perch\u00e9 nasce dall\u2019amore e nell\u2019amore si&nbsp; compie, generando frutti di salvezza. La dimensione divina della redenzione <em>non si attua&nbsp; soltanto <\/em>nel far giustizia del peccato, ma <em>nel restituire all\u2019amore <\/em>quella forza creativa&nbsp; dell\u2019uomo, grazie alla quale egli ha nuovamente acceso alla pienezza di vita e di santit\u00e0, che&nbsp; proviene da Dio. In tal modo, la redenzione porta santit\u00e0, che proviene da Dio. In tal modo,&nbsp; la redenzione porta in s\u00e9 <em>la rivelazione della misericordia <\/em>nella sua pienezza\u00bb (n.7).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Desiderosi di comprendere qualcosa della gioia di Dio nel perdonare abbiamo riflettuto&nbsp; sulla pi\u00f9 pregnante manifestazione di questa gioia: il nome \u00abGes\u00f9\u00bb; abbiamo scoperto la pi\u00f9&nbsp; limpida sorgente di questa gioia la divina benevolenza del Padre: ci siamo incontrati con la pi\u00f9 assurda delle prove: morire da Dio per amore dell\u2019uomo peccatore. Ora possiamo&nbsp; iniziare la ricerca sulla gioia del peccato perdonato. Una gioia che non qualificherei&nbsp; semplicemente come \u00abumana\u00bb, perch\u00e9 in essa si incontrano profondit\u00e0 umana e sublimit\u00e0 divina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>II. La nostra gioia, Signore \u00e8 il tuo Vangelo <\/strong><strong>AQU\u00cd ME QUED\u00c9&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia del perdono \u00e8 come la luce: se la si coglie direttamente dal sole, allora se ne&nbsp; comprende l\u2019inarrestabile potenza, se ne intuisce la rara preziosit\u00e0 e se ne gode&nbsp; profondamente; altrimenti ci si deve accontentare di sorgenti luminose provvisorie e&nbsp; artificiali, che, comunque, possono illuminare solo dall\u2019esterno ma non riescono mai a fare&nbsp; luce dentro, nell\u2019intimo, nel profondo dell\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, questo sole, capace di sprigionare tanta luce quanta ne basta per illuminare a&nbsp; giorno il cuore dell\u2019uomo, \u00e8 Cristo e il campo nel quale egli riesce a diffondere tale luce, fino&nbsp; a dissipare ogni tenebra, \u00e8 il cuore dell\u2019uomo. \u00c8 l\u00ec che occorre puntare; da l\u00ec bisogna sempre&nbsp; ripartire, anche e soprattutto quando il peso del peccato e la noia dell\u2019abitudine sembrano&nbsp; spegnere ogni umana possibilit\u00e0 di risurrezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo che si \u00e8 imparato a conoscere il cuore di Dio &#8211; impresa umanamente certo&nbsp; impossibile ma Cristo stesso \u00e8 venuto tra noi per aprire una via nuova percorrendo la quale,&nbsp; come abbiamo visto, abbiamo la fondata speranza non solo di sapere come la pensa Dio in&nbsp; fatto di peccato e di perdono, ma anche di rimanere nel suo amore riconciliante e ricreatore&nbsp; &#8211; possiamo acquisire anche una pi\u00f9 precisa conoscenza del cuore dell\u2019uomo, perch\u00e9&nbsp; anch\u2019esso \u00e9 un mistero, ma non tale da restare per sempre indecifrabile dinanzi alla luce del&nbsp; Vangelo di Cristo e di fronte alla grazia della Pasqua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questa seconda pista di ricerca si articola in tre tempi: \u2018un\u2019esperienza interiore,&nbsp; per capire la rivelazione del perdono; un\u2019esperienza interiore, per capire la rivelazione del&nbsp; perdono; un bisogno vitale, quello di evangelizzare il perdono; ma incarnazione doverosa,&nbsp; per \u00abdire\u00bb colla vita quanta gioia c\u2019\u00e8 nel perdono accolto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. <em>Un\u2019esperienza interiore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui, nel profondo dell\u2019io personale, che deve risuonare innanzitutto quel \u00abvangelo&nbsp; della riconciliazione\u00bb che unico pu\u00f2 donarci ed assicurarci l\u2019esperienza della gioia vera.&nbsp; Questo rientrare in s\u00e9 stessi, questo raccogliersi \u00absoli con il Solo\u00bb \u00e8 condizione preliminare e&nbsp; indispensabile per assaporare fino in fondo la gioia del perdono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo scopo di illustrare questo punto del nostro itinerario potremmo riferirci&nbsp; all\u2019esperienza di tanti santi. IO, per rimanere fedele alla scelta fatta, vorrei ricordare solo due&nbsp; personaggi: Davide e Paolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena la parola di Dio, attraverso la mediazione ministeriale del profeta Natan, arriva&nbsp; al suo orecchio, <em>Davide <\/em>si sente colpito nel cuore e confessa incontenibilmente la sua&nbsp; situazione: \u00abHo peccato contro il Signore\u00bb (cf 2 <em>Sam <\/em>12,13).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 una luce improvvisa che lo colpisce, una vera e propria rivelazione. Tant\u2019\u00e8 vero che,&nbsp; colpito e vinto dalla divina misericordia, non solo confessa questo suo peccato: \u00abSono&nbsp; colpevole e lo riconosco, il mio peccato \u00e9 sempre davanti a me\u00bb (<em>Sal <\/em>51,5), ma riconosce di&nbsp; essere peccatore da sempre: \u00abFin dalla nascita sono nella colpa, peccatore mi ha concepito&nbsp; mia madre\u00bb (<em>Sal <\/em>51,7) e, soprattutto intuisce il desiderio di Dio (questo Dio che rivelandosi&nbsp; nel tempo manifesta il suo desiderio incontenibile di far comunione con noi, di fare festa&nbsp; con i peccatori convertiti, di condividere la sua gioia con noi!): \u00abMa tu vuoi trovare dentro di&nbsp; me la verit\u00e0 nel profondo del cuore mi insegni sapienza\u00bb. (<em>Sal <\/em>51,8). Non basta quindi gettare&nbsp; uno sguardo attorno a s\u00e9 stessi per riconoscere i peccati, e neppure basta uno sguardo&nbsp; dentro di s\u00e9, per riconoscersi peccatori. Occorre gettare uno sguardo fuori e sopra di s\u00e9, per&nbsp; comprendere che Dio ci vuole perdonare, cio\u00e8 vuole trovare dentro di noi la verit\u00e0: per&nbsp; questo nel profondo del cuore ci insegna sapienza, semina pace, genera gioia, la gioia del&nbsp; perdono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo Davide, per entrare in sintonia con il desiderio di Dio, continua a pregare&nbsp; cos\u00ec: \u00abPurificami dal peccato e sar\u00f2 puro, lavami e sar\u00f2 pi\u00f9 bianco della neve. Fa che io&nbsp; ritrovi gioia della festa, si rallegri quest\u2019uomo che hai schiacciato&#8230;Crea in me, o Dio, un&nbsp; cuore puro&#8230;Ridonami la gioia di chi \u00e9 salvato&#8230;\u00bb (<em>Sal <\/em>51,9-14). A ben considerare, due&nbsp; desideri si incrociano in questo salmo: il desiderio di Dio (\u00abtu vuoi\u00bb) e il desiderio della&nbsp; creatura (\u00abpurificami, lavami, crea in me&#8230;\u00bb). Frutto di questo duplice desiderio \u00e9 la gioia di&nbsp; ambedue, Dio e l\u2019uomo, nella quale il desiderio si appaga.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa esperienza interiore in termini neotestamentari, si chiama anche \u00abapocalisse\u00bb,&nbsp; cio\u00e8 rivelazione. E\u2019 qui, <em>in interiore homine<\/em>, che accade la prima e indimenticabile&nbsp; rivelazione, suscitata dall\u2019evangelo della riconciliazione. Ce ne \u00e8 testimone San Paolo il&nbsp; quale, ritornando spesso e volentieri sulla sua conversione, la presenta appunto in termini di&nbsp; rivelazione: \u00abAvete certamente udito come mi comportavo un tempo&#8230;Ma Dio decise di&nbsp; rivelarmi suo Figlio, perch\u00e9 lo facessi conoscere fra i pagani: Nella sua bont\u00e0, gi\u00e0 prima della&nbsp; mia nascita, mi aveva destinato a questo incarico e poi mi chiam\u00f2\u00bb (Gal 1,13-16). In questa&nbsp; primissima rivelazione Paolo intuisce che in lui si realizza il progetto di quel Dio che \u00e8&nbsp; buono e come tale desidera solo perdonare (cfr anche <em>Os <\/em>11,9).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivendo al suo discepolo, Timoteo, Paolo cos\u00ec esprime: \u00abRingrazio Ges\u00f9 Cristo nostro&nbsp; Signore: egli mi ha stimato degno di fiducia e mi ha dato un incarico e mi d\u00e0 la forza di&nbsp; compierlo. Eppure prima io avevo parlato male di lui, l\u2019avevo offeso e l\u2019avevo perseguitato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Dio ha avuto misericordia di me, perch\u00e9 allora ero andato dalla fede e non sapevo quel&nbsp; che facevo. Cos\u00ec la bont\u00e0 del Signore \u00e8 stata abbondante con Ges\u00f9 Cristo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 una parola sicura, degna di essere accolta da tutti: \u00abGes\u00f9 Cristo \u00e9 venuto nel&nbsp; mondo per salvare i peccatori\u00bb. IO sono il primo dei peccatori, ma proprio per questo Dio ha&nbsp; avuto misericordia di me. Perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo mostrasse in me, per primo, tutta la sua&nbsp; sapienza per dare un esempio a tutti quelli che in futuro crederanno in lui e riceveranno la&nbsp; vita che viene da Dio\u00bb (<em>1 Timoteo <\/em>1,12-16).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio il caso di indugiare un po&#8217; e di assaporare quella \u00abgioia piena, dolcezza senza&nbsp; fine\u00bb (<em>Sal <\/em>16,11) di cui parla il Salmo. Oppure esclamare, con la Liturgia: \u00abIl tuo amore, o Dio,&nbsp; \u00e8 il nostro pane nel deserto\u00bb (versetto, Mercoled\u00ec XVI Settima \u00ab<em>per annum<\/em>\u00bb). Quanto poi&nbsp; alla esperienza interiore, faccio mia e desidero comunicarvi questa riflessione di&nbsp; Sant\u2019Ambrogio: \u00abNon credere solamente agli occhi del corpo. Si vede meglio quello che \u00e9&nbsp; invisibile, perch\u00e9 quello che si vede con gli occhi del corpo e temporale, invece quello che&nbsp; non si vede e eterno. E l\u2019eterno si percepisce meglio con lo spirito e con l\u2019intelligenza che&nbsp; con gli occhi\u00bb (Trattato \u00ab<em>Sui misteri<\/em>\u00bb, n.15; SC 25 bis, 163s).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sempre e solo questo divino intreccio di misericordia e di bont\u00e0 che rende possibile&nbsp; l\u2019umana conversione: Paolo ne \u00e8 consapevole e lo riconosce di fronte a Dio e ai fratelli. La&nbsp; sua fede lo libera e lo impegna nello stesso tempo e cos\u00ec Paolo, il perdonato, il graziato, il&nbsp; liberato diventa un Vangelo della divina misericordia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>2. Un bisogno vitale&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un \u00abvangelo di sua natura vuole essere evangelizzato; tende a diffondere e ad&nbsp; espandere il suo messaggio di salvezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 cos\u00ec anche per il \u00abVangelo della misericordia\u00bb: non pu\u00f2, non deve essere privatizzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 <em>Davide <\/em>aveva intuito che il dono ricevuto esige di essere condiviso: \u00abRidonami la&nbsp; gioia di essere salvato, mi sostenga il tuo spirito generoso. Ai peccatori mostrer\u00f2 le tue vie, e&nbsp; i malvagi ritorneranno a te\u00bb (<em>Sal <\/em>51,14ss). I passaggi sono chiari e sintomatici: dalla gioia del&nbsp; perdono all\u2019abbandono fiducioso nell\u2019aiuto divino per arrivare alla propaganda del dono&nbsp; ricevuto, alla comunicazione dell\u2019esperienza fatta, cos\u00ec che questa possa esercitare, per cos\u00ec&nbsp; dire, la sia forza epidemica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche <em>San Paolo<\/em>, nella lettera ai <em>Filippesi<\/em>, dopo aver descritto in termini commoventi la&nbsp; sua conversione e dopo aver indicato le profonde trasformazioni avvenute nella sua vita, ci&nbsp; confida: \u00abTutte queste cose che prima avevano per me un grande valore, ora che ho&nbsp; conosciuto Cristo, le ritengo da buttare via. Tutto \u00e9 una perdita di fronte al vantaggio di&nbsp; conoscere Ges\u00f9 Cristo, il mio Signore&#8230;Voglio solo conoscere Cristo e la potenza della sua&nbsp; risurrezione&#8230;IO non sono ancora arrivato al traguardo, non sono ancora perfetto! Continuo&nbsp; per\u00f2 la mia corsa per tentare di afferrare il premio, perch\u00e9 anch\u2019io sono stato afferrato da&nbsp; Cristo Ges\u00f9\u00bb (3,7-12).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche su questa testimonianza di Paolo mette conto riflettere attentamente e lo&nbsp; faremo formulando una sola domanda, anche se la articoleremo a grappolo: in che cosa&nbsp; consiste questa superiore conoscenza se non in una esperienza personale del Signore&nbsp; risorto? A che cosa allude quella perdita in assoluto, roba da buttare, se non allo stato di&nbsp; peccato in cui egli viveva prima di Damasco? E come \u00e8 stato possibile questo cambiamento&nbsp; radicale di giudizi di valore su modelli di vita e scelte di fondo se non per&nbsp; quell\u2019imprevedibile evento della conversione di Paolo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo non esplicitare, a questo punto, la gioia che fu tutta e sola di Paolo, nel&nbsp; vivere questo \u00abmomento\u00bb singolare della sua vita terrena, la gioia profonda di chi non pu\u00f2&nbsp; non comunicare la ricchezza e la preziosit\u00e0 dell\u2019esperienza fatta (cfr anche <em>At <\/em>4,19-20). \u00c8&nbsp; esattamente questo il passaggio che ci interessa qui e lo illustreremo ancora con le parole&nbsp; dell\u2019apostolo: \u00abFratelli miei &#8211; prosegue nella sua testimonianza &#8211; io non penso davvero di&nbsp; avere gi\u00e0 conquistato il premio. Faccio una cosa sola: dimentico quel che sta alle mie spalle e&nbsp; mi slancio verso quel che mi sta davanti. Continuo la mia corsa verso il traguardo per&nbsp; ricevere il premio della vita&#8230;Tutti noi, che siamo maturi nella fede, comportiamoci in&nbsp; questo modo&#8230;Fratelli miei, fate come me, guardate a quelli che seguono il nostro esempio.&nbsp; \u00c8 vero- osserva ora con estrema amarezza &#8211; non pochi si comportano come nemici della&nbsp; croce di Cristo&#8230;Noi invece, cittadini del cielo, e di l\u00e0 che aspettiamo il nostro salvatore,&nbsp; Ges\u00f9 Cristo, il Signore\u00bb (<em>Fil <\/em>3,13-20).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia del perdono accolto esige dunque di essere interiormente assimilata per essere&nbsp; gioiosamente condivisa. Non si pu\u00f2 trattenere gelosamente un dono cos\u00ec grande che, di sua&nbsp; natura, tende a creare intorno a s\u00e9 un vasto campo di azione nel quale il flusso della grazia&nbsp; possa dilatarsi sempre di pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sembri esagerato il mio insistere su questo punto: a mio avviso, infatti, solo nel&nbsp; comunicare la gioia del perdono ricevuto se ne pu\u00f2 penetrare in carattere divino, cio\u00e8 la sua&nbsp; potenza salvifica. Per questo desidero riferirvi quest\u2019altre parole di San Paolo che ci indicano&nbsp; il fondamento oggettivo della nostra comune gioia di peccatori redenti: \u00abPrima anche noi&nbsp; eravamo pazzi, ribelli, corrotti, schiavi di molti desideri e pensieri malvagi. Vivevamo nella&nbsp; cattiveria e nell\u2019invidia: odiosi agli altri e pieni di odio tra noi. Ma ecco che Dio nostro&nbsp; Salvatore ci ha rivelato la sua bont\u00e0 e il suo amore per gli uomini. Noi non abbiamo fatto&nbsp; nulla che potesse piacere a lui, ma egli ci ha salvati perch\u00e9 ha avuto piet\u00e0 di noi. Ci ha salvati&nbsp; con lo Spirito Santo in un battesimo che fa risorgere a nuova vita, perch\u00e9 Dio ha sparso&nbsp; abbondantemente su di noi lo Spirito Santo per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Salvatore. Cos\u00ec&nbsp; perdonati e rinnovati dalla sua grazia, riceviamo la vita eterna che speriamo. Queste parole&nbsp; meritano fiducia, e desiderio che tu insista nel ripeterle\u00bb. (<em>Tit <\/em>3,3-8).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo \u00abvasi di misericordia\u00bb &#8211; ci ricorda ancora San Paolo &#8211; e come tali andiamo&nbsp; ripetendo la nostra meraviglia cos\u00ec: \u00abDio, volendo avrebbe potuto mostrare la sua collera, ha&nbsp; invece sopportato con molta pazienza coloro che meritavano il suo castigo e la distruzione.&nbsp; Inoltre ha fatto conoscere quanto \u00e9 grande e potente la sua misericordia: ci ha preparati per&nbsp; la sua gloria\u00bb (Rom 9,22s)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>3. Una incarnazione doverosa&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le molte conversioni riferiteci da Luca, nel suo Vangelo, ce n\u2019\u00e8 una che merita&nbsp; particolare attenzione proprio per la nota della gioia che in essa si esprime: \u00e8 quella&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em>Zaccheo <\/em>il quale, visto ed interpellato da Ges\u00f9 \u00abscese subito dall\u2019albero e con grande gioia&nbsp; accolse Ges\u00f9 in casa sua (<em>Lc <\/em>19,6). Se poi consideriamo la situazione dalla quale Zaccheo&nbsp; proveniva: \u00abera un capo degli agenti di tasse ed era molto ricco\u00bb (v.2) e la situazione alla&nbsp; quale approda: \u00abSignore, la met\u00e0 dei miei beni la do ai poveri e se ho rubato a qualcuno gli&nbsp; rendo quel che ho preso quattro volte tanto\u00bb (v.8). Allora possiamo comprendere come la&nbsp; gioia di questa conversione, lungo dal rimanere una esperienza interiore, lungi dal&nbsp; coinvolgere l\u2019interessato in una mera comunicazione del suo cammino di conversione, lo&nbsp; travolge letteralmente in una serie di propositi, di gesti e di donazioni che stanno a&nbsp; testimoniare l\u2019autenticit\u00e0 e l\u2019impegnativit\u00e0 della gioia cristiana, quando essa \u00e9 vissuta fino&nbsp; all\u2019estremo delle sue esigenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre stare attenti, perci\u00f2, dal pericolo di concepire e di vivere la gioia del perdono&nbsp; solo in termini intimistici o quasi romantici: la gioia cristiana invece possiede e desidera&nbsp; esprimere la sua dimensione incarnazionistica, in forza della quale essa pu\u00f2 e deve tradursi&nbsp; in fatti concreti coraggiosi ed attuali, tali da incidere nella storia dei nostri contemporanei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi sono due particolari nella storia di Zaccheo che ci permettono di cogliere altri&nbsp; aspetti di questa gioia del perdono: innanzitutto il fatto che questa esperienza accade per&nbsp; l\u2019incrociarsi di due sguardi: quello di Ges\u00f9 che \u00ab<em>doveva <\/em>passare di l\u00e0\u00bb (ricordiamo anche le&nbsp; altre parole di Ges\u00f9 \u00aboggi <em>devo <\/em>fermarmi a casa tua\u00bb) e lo sguardo di Zaccheo che&nbsp; \u00abdesiderava vedere chi fosse Ges\u00f9\u00bb. \u00c8 una esperienza interpersonale assai forte (potremmo&nbsp; ricordare anche il fatto che ambedue si chiamano per nome: \u00abZaccheo&#8230;Signore&#8230;\u00bb) che&nbsp; fonda e regge un cambiamento radicale nella vita di Zaccheo e gli consente di vivere nella&nbsp; gioia non solo quell\u2019istante, ma ogni momento della sua esistenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo particolare consiste nel contrasto tra la reazione gioiosa di Zaccheo, segno&nbsp; della sua interiorit\u00e0 ed esteriore libert\u00e0 nei confronti delle ricchezze (cosa peraltro assai&nbsp; difficile, anzi quasi impossibile: cf <em>Lc <\/em>L9,23s) e lo scandalo-mormorazione della folla la&nbsp; quale, stabilendo una perfetta equazione tra esattore di tasse e peccatore, dimostra di non&nbsp; saper neppure ipotizzare una conversazione autentica e, quel che \u00e8 peggio, lascia intendere&nbsp; di non voler credere alla potenza salvatrice della presenza di Ges\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, l\u2019atteggiamento di Zaccheo che mira realisticamente alla esperienza pi\u00f9&nbsp; piena e pi\u00f9 totalizzante della conversione, manifesta pure l\u2019aspetto forse meno riflesso ma&nbsp; certamente pi\u00f9 oggettivo della autenticit\u00e0 del perdono ricevuto e, conseguentemente, della&nbsp; gioia, frutto del dono. Alla scuola di Zaccheo comprendiamo allora che la gioia del perdono&nbsp; \u00e8 parte essenziale della nostra vita \u00e8 caratterizzata irrinunciabile della nostra testimonianza,&nbsp; \u00e8 segno efficace di quel rinnovamento di mentalit\u00e0 che porta a cambiare la vita stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 vero &#8211; come abbiamo cercato di illustrare finora &#8211; che la gioia del perdono \u00e8 direttamente proporzionale alla volont\u00e0 salvifica di Dio e al desiderio di salvezza nell\u2019uomo,&nbsp; \u00e8 altrettanto vero che tale gioia sarebbe miseramente condannata a rimanere \u00abincompiuta\u00bb&nbsp; se non potesse sprigionare tutta la sua potenza rinnovatrice e tutta la sua energia liberatrice.&nbsp; In questo senso la gioia del perdono \u00e8 un bene verso cui tendere giorno dopo giorno, \u00e8&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">oggetto di una riconquista quotidiana e come tale, \u00e8 anche pegno di quella gioia eterna che&nbsp; l\u2019infinita misericordia di Dio assicura a tutti quelli che sinceramente lo amano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questa sua nota individuante, la gioia cristiana del perdono manifesta la potenza&nbsp; della Parola di Dio (\u00ab<em>operativum verbum<\/em>\u00bb direbbe Sant\u2019Agostino) la quale come fa fiorire il&nbsp; deserto (cf <em>Is <\/em>41,18s) cos\u00ec sa trasformare anche le pietre in veri figli d\u2019Abramo (cf <em>Mt <\/em>3,9).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una di queste autentiche figlie di Abramo \u00e8 Maria di Nazaret, ed \u00e8 proprio essa che,&nbsp; con il suo \u00abMagnificat\u00bb ci insegna a vivere giorno dopo giorno la gioia del perdono. Non che&nbsp; essa abbia sperimentato il peccato e perci\u00f2 abbia avuto bisogno, come noi, del dono del&nbsp; perdono; ma anch\u2019essa certamente ha esperimentato la gioia del dono proveniente, la gioia&nbsp; della grazia che invade e anima tutta la vita, la gioia del vivere con Dio, in Dio, per Dio. Ecco&nbsp; come ella prega: \u00abGrandi cose ha fatto in me Colui che \u00e8 potente&#8230;mi ha guardato con uno&nbsp; sguardo di misericordia&#8230;la mia povert\u00e0 lo ha colpito fino alle viscere&#8230;la mia condizione mi&nbsp; fa beata per mille generazioni; &#8230;cos\u00ec si realizza in me la divina promessa nella quale tutta la&nbsp; storia, passato presente e futuro, trova la sua unica piena spiegazione&#8230;\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u00abMagnificat\u00bb &#8211; pare a me &#8211; costituisce una preghiera somma, attraverso la quale a tutti noi \u00e8 dato \u00abcantare senza fine le misericordie del Signore\u00bb (cf <em>Sal <\/em>89,2).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gioia del perdono \u00e8 come fuoco inestinguibile: esso \u00e8 provocato da una duplice&nbsp; sorgente di energia, il cuore di Dio, impaziente nel perdonare, e il cuore dell\u2019uomo, che dal&nbsp; perdono accolto si sente come rigenerato, ricreato dal suo Fattore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 questo fuoco possa ardere per sempre, senza andare incontro al pericolo di&nbsp; essere spento o anche solo attenuato, \u00e8 assolutamente necessario che i due protagonisti &#8211; Dio e l\u2019uomo &#8211; abbiano la possibilit\u00e0 di incontrarsi ogni volta che lo desiderano, ogni volta&nbsp; che il loro desiderio li porta ad incrociarsi sulle vie dell\u2019amore. Trovo molto bella ed&nbsp; interessante questa testimonianza di Simone Weil, una grande pensatrice francese morta&nbsp; ancora giovane negli anni dell\u2019ultima guerra: \u00abDio e l\u2019umanit\u00e0 sono come due amanti che&nbsp; hanno sbagliato il luogo dell\u2019appuntamento. Tutte e due arrivano in anticipo sull\u2019ora fissata,&nbsp; ma in due luoghi diversi. E aspettano, aspettano, aspettano. Uno \u00e8 in piedi, inchiodato sul&nbsp; posto per l\u2019eternit\u00e0 dei tempi. L\u2019altra \u00e8 distratta e impaziente. Guai a lei se si stanca e se ne&nbsp; va! Perch\u00e9 i due punti in cui si trovano sono il medesimo punto nella quarta dimensione&#8230; Bisogna soltanto attendere e chiamare. Non chiamare qualcuno, finch\u00e9 non si sa se c\u2019\u00e8&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">veramente qualcuno: gridare che si ha fame, e che si vuole il pane. Si grider\u00e0 pi\u00f9 o meno a&nbsp; lungo, ma finalmente si sar\u00e0 nutriti, e allora non si creder\u00e0, si sapr\u00e0 che esiste veramente il&nbsp; pane\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 nell\u2019incontro interpersonale tra Dio misericordioso e la creatura peccatrice che&nbsp; accade quell\u2019evento di grazia dal quale possiamo continuamente attingere la gioia del&nbsp; perdono. Tale incontro \u00e8 possibile, oggi come sempre; tale incontro \u00e8 necessario, per tutti;&nbsp; tale incontro \u00e8 sollecitato e offerto senza privilegi o discriminazioni. Ecco come lo descrive&nbsp; la \u00ab<em>Dives in misericordia<\/em>\u00bb: La misericordia \u00e8 il pi\u00f9 grande fra gli attributi e le perfezioni di&nbsp; Dio&#8230;Non si tratta qui della perfezione dell\u2019inscrutabile essenza di Dio nel mistero della&nbsp; divinit\u00e0 stessa, ma della perfezione e dell\u2019attributo per cui l\u2019uomo, nell\u2019intima verit\u00e0 della&nbsp; sua esistenza, s\u2019incontra particolarmente da vicino e particolarmente spesso con Dio vivo.&nbsp; Conformemente alle parole che Cristo rivolse a Filippo, \u00abla visione del Padre &#8211; visione di Dio&nbsp; mediante la fede &#8211; trova appunto nell\u2019incontro con la sua misericordia un singolare&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">momento di interiore semplicit\u00e0 e verit\u00e0, simile a quella che riscontriamo nella parabola del&nbsp; figliol prodigo (13).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi il Papa, indicando le vie sulle quali avviene questo incontro ed evidenziando la&nbsp; permanenza del perdono divino in vista della gioia umana, scrive: \u00abLa Chiesa vive una vita&nbsp; autentica, quando professa e proclama la misericordia &#8211; il pi\u00f9 stupendo attributo del&nbsp; Creatore e del Redentore &#8211; e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del&nbsp; Salvatore, di cui essa \u00e9 depositaria e dispensatrice. Gran significato ha in questo ambito la&nbsp; costante meditazione della parola di Dio e, soprattutto, la partecipazione cosciente e matura&nbsp; all\u2019Eucarestia e al sacramento della penitenza o riconciliazione. L\u2019Eucarestia ci avvicina&nbsp; sempre a quell\u2019amore, che \u00e8 pi\u00f9 potente della morte: &#8230;attesa quell\u2019inesauribile amore, in&nbsp; virt\u00f9 del quale egli desidera sempre unirsi ed immedesimarsi con noi, andando incontro a&nbsp; tutti i cuori umani. \u00c8 il sacramento della penitenza o riconciliazione che appiana la strada ad&nbsp; ognuno, perfino quando \u00e8 gravato di grandi colpe. In questo sacramento ogni uomo pu\u00f2&nbsp; sperimentare in modo singolare la misericordia cio\u00e8 quell\u2019amore che \u00e8 pi\u00f9 potente del&nbsp; peccato\u00bb. (n.13)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlo Ghinelli&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">J. Emilio Gonz\u00e1lez Maga\u00f1a, S. I.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione\u00a0 \u00c8 necessario proporre alcune brevi annotazioni per introdurci al tema di questa&nbsp; conversazione:&nbsp; 1) Per poter parlare della gioia del perdono occorre avere un titolo speciale e tale titolo&nbsp; lo pu\u00f2 avere solo chi ha fatto esperienza di questo perdono e chi ha assaporato questa gioia.&nbsp; \u00c8 questo il dono pi\u00f9 grande, \u00e8 questo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4474"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4477,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4474\/revisions\/4477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}