{"id":4384,"date":"2024-11-07T18:52:32","date_gmt":"2024-11-07T17:52:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/?p=4384"},"modified":"2024-11-07T18:52:32","modified_gmt":"2024-11-07T17:52:32","slug":"t-come-trasformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/t-come-trasformazione\/","title":{"rendered":"&#8220;T&#8221; come Trasformazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra societ\u00e0, improntata all\u2019esteriore, ha coniato un\u2019espressione paradigmatica divenuta una fissazione per molti: \u00abmantenere la forma\u00bb. Con ci\u00f2 l\u2019aspirazione di molti \u00e8 divenuta la ricerca in ogni dinamica e modalit\u00e0 di un ritorno alla forma perfetta. Si tratta di una traduzione in salsa contemporanea dell\u2019ideale classico di bellezza ma con una notevole differenza: mentre il modello classico di bellezza era quello dell\u2019atleta a cui si riconoscevano non solo le virt\u00f9 fisiche ma anche quelle morali, oggi \u201cla forma bella\u201d si \u00e8 ristretta al corpo, come se esso potesse essere sganciato dai limiti temporali e di nascita, come se esistesse per davvero una forma perfetta della realt\u00e0 umana! Potremmo dire: <em>mens insana in corpore sano. <\/em>Immersi in questa spaventosa opera di impoverimento si sono moltiplicati i maestri del culto del corpo. Non conta ci\u00f2 che pensi o ci\u00f2 che vali, ma ci\u00f2 che mostri. Questo paradigma ha portato alcune discipline a spingersi a livelli prima impensabili. Cos\u00ec l\u2019estetica ha inventato la cancellazione delle rughe, la modifica di parti del corpo che non sentiamo congeniali alla vita, interventi di ogni grado per dimagrire, abbellire, tonificare\u2026 L\u2019estremo di questa mentalit\u00e0 si \u00e8 raggiunto con le tecniche di soppressione della vita, quando essa non \u00e8 pi\u00f9 bella. Queste dimensioni riguardano ogni generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano strettamente giovanile invece sono emerse fattispecie terrificanti che intristiscono la vita di molti giovani, i cosiddetti disturbi dell\u2019alimentazione: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata. Tra i sintomi vi \u00e8 l\u2019alterazione della propria immagine corporea: la percezione distorta che la persona ha del suo corpo influenza in modo non obiettivo i suoi atteggiamenti e pensieri. Dominati da questa cultura i giovani dimenticano chi sono e considerano il proprio valore in base al tasso di gradevolezza che suscitano negli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte al dominio della \u201cforma bella\u201d servono a poco i discorsi paternalisti, le rassicurazioni educative, i tentativi riflessivi. Occorre lavorare molto per uscire dalla nube tossica di tale mentalit\u00e0. Considerando alcuni elementi gi\u00e0 emersi, mi soffermo su temi e tappe di un possibile percorso di trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChi segue me non cammina nelle tenebre\u00bb (<em>Gv<\/em> 8,12). La prima fase del cammino di trasformazione \u00e8 quella dell\u2019<strong>accoglienza<\/strong>, decisiva per il prosieguo. Una volta che il giovane si \u00e8 entusiasmato ed in qualche modo avvicinato ad una realt\u00e0 ecclesiale \u2013 cosa che avviene per i motivi pi\u00f9 diversi \u2013 acquisendo un minimo di \u201cfiducia del principiante\u201d, occorre aiutarlo a individuare luci e tenebre presenti nella sua vita. \u00c8 il tempo della \u201cfiducia colloquiale\u201d. Il sacerdote (o comunque un operatore pastorale con spirito di paternit\u00e0) si fa presente nella vita del giovane in maniera equilibrata, non invasiva, n\u00e9 giudicante. Egli viene visto dal giovane come l\u2019occasione per sentirsi libero rispetto ai condizionamenti che avverte (familiari, sociali, relazionali). Compito dell\u2019accompagnatore \u2013 a questo primo livello \u2013 \u00e8 tenere a bada la \u201csindrome del correttore\u201d. Non \u00e8 il tempo di aggiustare, far notare, evidenziare. \u00c8 solo il tempo di sostenere, puntellare, iniettare fiducia nel cuore del giovane, qualunque cosa egli abbia detto. \u00c8 una fase molto delicata, dove colui che \u00e8 stato beneficato della fiducia da parte del giovane legge questo come un dono dello Spirito Santo e non come un merito del proprio \u2018fascino\u2019 e per questo, pi\u00f9 che parlare, prega per il giovane. Mai usare il nostro successo fra i giovani per sentirci qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChe cerchi?\u00bb (<em>Gv<\/em> 1,37). Alla domanda di Ges\u00f9 rivolta ai primi due discepoli corrisponde la seconda fase di tale cammino di trasformazione: la <strong>perlustrazione<\/strong>. Solo dopo aver buttato fuori le sue paure e attese il giovane prende consapevolezza di qualcosa di pi\u00f9 bello che abita la sua profondit\u00e0. Egli non sa ancora cosa sia, non riesce a dare un nome e un volto, ma ne avverte il richiamo, come nostalgia di una bellezza originaria. In questa fase l\u2019accompagnatore continua ad essere uno spettatore affettuoso, senza alcuna pretesa se non il bene della persona. In questo \u00e8 animato dalla certezza che Dio ha dato anche a quel giovane dei doni, ma anch\u2019egli non li conosce, n\u00e9 sa dove condurranno. Perlustrare i fondali dell\u2019animo \u00e8 operazione difficile per i giovani: \u00e8 compito di chi lo ha in cura saper indicare le vie per approfondire, scavare senza giudicare nulla prima del tempo e riportare alla luce della coscienza quanto \u00e8 stato ritrovato. Le spinte a scendere in profondit\u00e0 sono date dal far emergere nel giovane le domande \u00abchi sono?\u00bb, \u00abverso dove vado?\u00bb. Non vi \u00e8 un tempo preciso per questa fase; possiamo dire che \u00e8 conclusa quando le cose che emergono sono sempre le medesime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVenite e vedrete\u00bb (<em>Gv<\/em> 1,39). Il materiale emerso va poi analizzato lasciando il giovane sempre come protagonista. La terza fase \u00e8 l\u2019<strong>elaborazione<\/strong>. Che me ne faccio di tutto quello che ho riportato in superficie? Mi serve? In questa fase l\u2019accompagnatore \u00e8 animato da una certezza che gli viene dalla fede: nel materiale che il giovane ha trovato dentro di s\u00e9 vi \u00e8 il DNA di un progetto, della persona che deve svilupparsi, di una chiamata. Ma lungi dal mettere in atto percorsi assertivi (Dio vuole questo e quest\u2019altro da te!) in questa fase l\u2019accompagnatore deve saper introdurre il giovane all\u2019incontro con la Parola di Dio e la preghiera, gradualmente. L\u2019unico intervento possibile \u00e8 ridestare la coscienza del giovane che \u00e8 abituata a infiacchirsi e a lasciarsi trascinare nel vuoto. Come leggere la Scrittura?, come assimilarla?, come dialogare con il Signore?, come pregare? sono i compiti dell\u2019accompagnatore. Egli rimane sempre un collaboratore. Questa fase non sar\u00e0 breve, perch\u00e9 il giovane dovr\u00e0 imparare i codici espressivi del Signore, entrare in un linguaggio che non trova abitualmente, sostituire modi di pensare. Questo lo fa\u2019 l\u2019intimo contatto con il Signore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi fermarono presso di lui\u00bb (<em>Gv<\/em> 1,39). \u00c8 la fase della <strong>fermentazione<\/strong>. Il materiale personale nutrito dal materiale divino va lasciato crescere dinanzi ai sacramenti, l\u2019Eucarestia prima di tutto. Qui si fa leva sul desiderio del giovane di voler prendere possesso della propria vita e di farlo avendo scoperto Cristo come roccia. In questa fase non si deve aver paura di presentare il Vangelo senza annacquarlo. Il giovane riesce a cogliere che la sfida di prendere possesso della propria vita ha caratteri similari alla sfida di Ges\u00f9 di portare avanti il compito affidatogli dal Padre, che la sua vita non \u00e8 banale perch\u00e9 ha scoperto in s\u00e9 qualcosa di importante. In questa fase la fantasia pastorale pu\u00f2 concretizzarsi in tante forme ma sempre con l\u2019attenzione di non lasciar assuefare il giovane alle emozioni, piuttosto dandogli motivazioni e incoraggiamenti affinch\u00e9 tale sfida porti alla nascita di un uomo nuovo insieme a Cristo. \u00c8 in questa fase che possono proporsi significative esperienze di servizio, anche molto forti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Paolo scrivendo ai Corinti dice: \u00abE noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l\u2019azione dello Spirito del Signore\u00bb (<em>2Cor<\/em> 3,18). La vera trasformazione non \u00e8 ritornare a qualcosa di ideale, ma procedere verso la realizzazione di tutte le virtualit\u00e0 presenti in ogni giovane. Il passaggio tra le diverse fasi suppone uno sguardo profondo in chi accompagna, tenendo sempre a freno il proprio schema e le proprie preoccupazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato? Quando tale cammino \u00e8 portato avanti lasciando a Dio di essere protagonista insieme col giovane, avremo amici di Ges\u00f9 e anche della Chiesa, sereni, consapevoli, fragili ma belli perch\u00e9 hanno scoperto la sorgente dell\u2019Amore abitare in ognuno di loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Vittorio<\/strong> <strong>Zeccone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra societ\u00e0, improntata all\u2019esteriore, ha coniato un\u2019espressione paradigmatica divenuta una fissazione per molti: \u00abmantenere la forma\u00bb. Con ci\u00f2 l\u2019aspirazione di molti \u00e8 divenuta la ricerca in ogni dinamica e modalit\u00e0 di un ritorno alla forma perfetta. 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