{"id":4163,"date":"2023-06-15T17:14:54","date_gmt":"2023-06-15T15:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/?p=4163"},"modified":"2023-06-15T17:14:54","modified_gmt":"2023-06-15T15:14:54","slug":"l-come-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/l-come-liberazione\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8221; come \u201cLiberazione\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad un certo punto della vita il giovane sente di essere in trappola, sperimenta i suoi giorni come un carcere. Egli stesso si percepisce troppo grande per questa vita, inadeguato, a tratti inutile. Molti configurano queste situazioni come noia e non senso; altri cadono in depressione o arricchiscono le fila degli <em>hikikomori<\/em>, di quelli che si chiudono in camera e rifiutano ogni aiuto; altri ancora hanno bisogno di imbottirsi di qualcosa, virtuale o meno, per cui conta solo il tenersi impegnati. A tutto questo va aggiunto l\u2019iper-protezionismo e le aspettative dei genitori riguardo i propri figli, come pure l\u2019incapacit\u00e0 della nostra societ\u00e0 di accogliere e integrare chi non \u00e8 secondo la \u201cmoda\u201d ma risulta solo un po&#8217; goffo. Ovviamente si tratta di problematiche che chiamano in causa molte dimensioni (pedagogica, sociale, istituzionale). Fatto \u00e8 che questi fattori determinano una giovent\u00f9 incatenata, incapace di cogliere il modo per cominciare a vivere. Non siamo di fronte a una generazione combattente e ideologica. Per combattere bisogna avere una visione del mondo. Piuttosto sono giovani senza voglia di cercare e di immaginare un mondo diverso. Senza un \u201caltro\u201d mondo questo \u2013 per quanto luccicante \u2013 stanca e diviene prigione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come pu\u00f2 un giovane immerso in questo contesto culturale aprirsi ad una dimensione pi\u00f9 alta e pi\u00f9 bella? Cosa possono fare i pastori di anime perch\u00e9 questi giovani sperimentino la Chiesa come un luogo di liberazione e non di apatia? Un missionario argentino nei Paesi Bassi mi diceva: \u201cda noi i giovani non credono, ma non sono cattivi, semplicemente hanno tolto Dio\u201d. \u00c8 questo il contesto in cui ci avviamo anche nel nostro paese. Il grande compito non \u00e8 riportare i giovani in Chiesa ma ridare senso alla domanda su Dio e sul futuro, far intravvedere che quello che hanno non \u00e8 tutto, e soprattutto che non \u00e8 la parte migliore; che oltre il mondo dei bisogni c\u2019\u00e8 un Altro mondo, c\u2019\u00e8 <em>\u201cil mare fuori\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La liberazione che deve compiersi \u00e8 al tempo stesso umana e spirituale: l\u2019apertura a Dio far\u00e0 s\u00ec che la consapevolezza del proprio essere finalmente liberi sia messa a servizio del progetto di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i diversi racconti di liberazione ad opera di Ges\u00f9, scelgo quello del ragazzo epilettico secondo l\u2019evangelista Marco (9,14-29). Le note che seguono \u2013 come sempre in questa rubrica \u2013 vogliono essere una combinazione di spunti riflessivi e possibili piste operative fedeli ai due pilastri della Rivelazione: parole\/riflessioni e opere\/segni. Non \u00e8 obbiettivo di quest\u2019articolo scendere troppo nei dettagli esegetici (liberazione o guarigione?), o storici (vero miracolo o proiezione della comunit\u00e0 cristiana?). Prendiamo il testo come paradigmatico per l\u2019azione di Dio nel cuore dei giovani e nel cuore dei pastori, credendo che in esso il Signore ci ha lasciato gli strumenti per continuare l\u2019opera sua. Come sempre riaffiora un punto centrale: il pallino del gioco \u00e8 nelle mani del pastore d\u2019anime. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abPortatelo da me\u00bb<\/strong> (v.19) \u2013 Sono le parole che Ges\u00f9 dice alla folla dopo che il padre del ragazzo gli riferisce che i \u201c<em>tuoi<\/em>\u201d discepoli non sono riusciti a liberarlo. Ges\u00f9 prende l\u2019iniziativa. I molti tentativi umani non riescono a rendere il giovane di nuovo padrone di se stesso e capace di relazionarsi con Dio. Le strade dell\u2019uomo consentono brandelli di liberazione, ma lasciano incatenata la parte pi\u00f9 profonda del giovane. Abbiamo puntato tutto sul benessere, sulla stabilit\u00e0, sull\u2019indipendenza ma non riusciamo ad intraprendere una strada perch\u00e9 il giovane sia davvero libero, cio\u00e8 capace di fare della vita un dono. <em>Portatelo da me<\/em> \u00e8 un comando per i pastori di oggi a liberarsi di una pastorale ridotta solo alla catechesi ordinaria e ai sacramenti, la cui fiamma va spegnendosi ogni giorno di pi\u00f9. <em>Portatelo da me<\/em> \u00e8 l\u2019indicazione alla Chiesa dell\u2019occidente di farsi missionaria, cio\u00e8 povera e semplice per dare senso al vangelo: non sorprendiamo i giovani perch\u00e9 siamo come il mondo che gi\u00e0 posseggono. <em>Portatelo da me<\/em> \u00e8 un richiamo al coraggio di ogni pastore ad essere profeta nella citt\u00e0 multietnica e multiculturale mediante gesti di rottura: una Chiesa ingessata e innamorata dei propri schemi si avvicina sempre pi\u00f9 a una tradizione vuota e ad un museo della memoria individuale. Ogni liberazione parte dal coraggio di chi prende sul serio la questione giovanile, non dalle cattedre dei pulpiti ma immergendosi umilmente nel fango delle loro vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abDa quanto tempo gli accade questo?\u00bb<\/strong> (v. 21) \u2013 A prima vista la domanda sembra inopportuna, pi\u00f9 da medico nella sua fase di anamnesi che da Figlio di Dio nel momento precedente il prodigio della liberazione. Siamo capaci di leggere i segni dei tempi? Disposti a mettere in discussione i nostri approcci? Non ci siamo stancati di celebrar Messe staccate dalla vita? Di amministrare sacramenti per soddisfare il bisogno dei numeri? Di approcciare ai giovani come qualcosa che devono darci, piuttosto che capire come far arrivare a loro il dono grande della vita con Dio? A Ges\u00f9 non interessa conoscere da quanto il giovane \u00e8 in questa situazione, piuttosto rendersi conto se la prigionia del giovane abbia ormai imprigionato anche chi \u00e8 chiamato a essere strumento di liberazione. Qual \u00e8 la prima cosa che un prete chiede a un giovane che passa per la parrocchia? Se non frequenta cominciano gli inviti affettati o le paternali moralistiche; se frequenta sfoggia il codice dei doveri di frequentare la <em>sua<\/em> parrocchia. E cos\u00ec elude l\u2019unico vero compito richiesto ad un pastore d\u2019anime: accendere nel cuore del giovane il desiderio del meglio e del sublime. Da quanto tempo ti accade \u2013 caro prete \u2013 di essere prigioniero di questo demonio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abTutto \u00e8 possibile a chi crede\u00bb<\/strong> (v. 23) \u2013 Ges\u00f9 richiama il padre \u2013 ed ogni educatore \u2013 ad una fede matura. Anzitutto una fede verticale che si fonda sulla certezza che Dio guida il mondo e a Lui ogni giorno affidargli quello che non siamo pi\u00f9 capaci di compiere. Ma anche una fede orizzontale che chiede ad ogni operatore pastorale di continuare a pensare, tentare, sperimentare e pregare perch\u00e9 la <em>Via del Signore<\/em> incroci le <em>vie dei giovani<\/em>. <em>\u201cQueste possibilit\u00e0\u201d<\/em> Dio le concede a chi veramente ripone fiducia in Lui. Va da se che queste parole del Signore sono un esame di coscienza per la nostra fede, per la fede delle nostre comunit\u00e0 e delle nostre attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore del giovane desidera di esser libero dalla prigione in cui si \u00e8 rinchiuso. Ma per poter cominciare a combattere e accogliere l\u2019azione di Dio necessita di vedere un sacrificio donativo e un amore disinteressato da parte della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Vittorio Zeccone<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad un certo punto della vita il giovane sente di essere in trappola, sperimenta i suoi giorni come un carcere. Egli stesso si percepisce troppo grande per questa vita, inadeguato, a tratti inutile. Molti configurano queste situazioni come noia e non senso; altri cadono in depressione o arricchiscono le fila degli hikikomori, di quelli che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-4163","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lalfabeto-del-giovane-credente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4164,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4163\/revisions\/4164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}