{"id":3329,"date":"2023-01-10T08:24:08","date_gmt":"2023-01-10T07:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/?p=3329"},"modified":"2023-01-10T08:24:08","modified_gmt":"2023-01-10T07:24:08","slug":"f-come-fragilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/f-come-fragilita\/","title":{"rendered":"&#8220;F&#8221; come &#8220;fragilit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cF\u201d<\/strong> come \u201c<strong><em>fragilit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d. Tocchiamo un punto nevralgico della crescita umana e spirituale dei giovani. La fragilit\u00e0 rappresenta una condizione dell\u2019essere umano e al tempo stesso un incrocio di fronte al quale possono aprirsi strade meravigliose o derive terribili. Tutti siamo fragili, ma la vera forza matura dalla debolezza, purch\u00e9 la fragilit\u00e0 non si trasformi in rassegnazione o accidia. Riflettere ed elaborare strade pastorali su questo tema ha un immenso valore per la crescita dei nostri giovani. In tempi nei quali \u00e8 di moda la forza, la competizione sfrenata che non perdona alcuna debolezza, il muscolo sempre tirato e da mostrare, \u00e8 il caso di riscoprire la <em>virt\u00f9 della fragilit\u00e0<\/em>. Essa appartiene a tutti, \u00e8 insita nella natura umana. I giovani per\u00f2 tendono a dissimularla con qualche atteggiamento da bullo o con forme di violenza gratuita. La fragilit\u00e0 aiuta a scoprire davvero chi siamo: ci porta dentro noi stessi, facendoci scoprire la luce della condivisione. Fragile sono Io, ma fragili sono anche gli Altri. E se ci riconosciamo come tali sar\u00e0 pi\u00f9 facile stare insieme, avanzare insieme. La fragilit\u00e0 \u00e8 l\u2019uomo stesso. E negarla significa sprecare un pezzo essenziale della nostra persona. In una parola: tutto \u00e8 fragile! \u00c8 fragile un\u2019idea di cui eravamo convinti fino all\u2019arroganza e alla supponenza; \u00e8 fragile un sentimento che col tempo sbiadisce in maniera implacabile; \u00e8 fragile una speranza che crolla per mancanza di forze che servirebbero a trasformarla in realt\u00e0; \u00e8 fragile anche una certezza che crolla sotto i colpi di un soffio, specie se ha le basi deboli. La Scrittura ha racchiuso tutto ci\u00f2 in meravigliose parole: \u00abI giorni dell\u2019uomo sono come l\u2019erba; egli fiorisce come il fiore dei campi; se lo raggiunge un colpo di vento esso non esiste pi\u00f9 e non si riconosce pi\u00f9 il luogo dov\u2019era\u00bb (Salmo 103). E anche: \u00abO Signore, che cos\u2019\u00e8 l\u2019uomo, perch\u00e9 te ne prenda cura? O il figlio dell\u2019uomo perch\u00e9 tu ne tenga conto? L\u2019uomo \u00e8 simile a un soffio, i suoi giorni come l\u2019ombra che passa\u00bb (Salmo 144). Sapersi fragile e mortale \u00e8 l\u2019inizio della saggezza, dell\u2019arte del vivere bene, individuando, rispettandoli, i propri limiti. La sapienza biblica ce lo dice fin dall\u2019inizio: all\u2019uomo Dio ordina \u00abTu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perch\u00e9 nel giorno in cui te ne mangerai, certamente dovrai morire\u00bb (Genesi 2). In altre parole: se vuoi gustare la vita, ricordati che non sei Dio, ma che sei stato creato, ci\u00f2 che sei lo hai ricevuto in dono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma le domande a cui ci interessa rispondere in questa sede sono: In che modo la fragilit\u00e0 \u00e8 vissuta nelle nostre comunit\u00e0 pastorali? Quali percorsi sono possibili perch\u00e9 la fragilit\u00e0 diventi leva per l\u2019incontro col Signore Ges\u00f9? E soprattutto: Cristo, con il suo messaggio, \u00e8 un anestetico o una vitamina per la vita dei giovani? Lasciamoci illuminare ancora una volta dalla Parola di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Imparare a conoscere e a chiamare per nome le proprie fragilit\u00e0<\/strong> \u2013 San Paolo scrive: \u00abEgli mi ha detto: <em>Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza. <\/em>Mi vanter\u00f2 quindi ben volentieri delle mie debolezze, perch\u00e9 dimori in me la potenza di Cristo\u00bb (2 Corinti 12,9). Una comunit\u00e0 che ha cura delle anime ha il compito di mettere i giovani nella condizione di conoscere se stessi, nell\u2019intima profondit\u00e0 della propria anima, laddove si trova l\u2019immagine di Dio. Non infinite pratiche fine a se stesse, ma la capacit\u00e0 dei pastori di coniugare una dimensione liturgica che esprima il mistero e un ascolto attento e personale dei giovani. Normalmente siamo di fronte a liturgie stropicciate o vissute come un <em>revival<\/em> dei tempi che furono, senza che i giovani abbiano le categorie spirituali per entrare in esse. Un pastore d\u2019anime deve aver cura che ogni anima riceva il giusto tempo, si racconti, e trovi pian piano la capacit\u00e0 di esprimere le proprie fragilit\u00e0. D\u2019altronde, il vero nemico della vita spirituale non \u00e8 la passione, e neppure il vizio, ma piuttosto la superficialit\u00e0, l\u2019ignoranza circa le profondit\u00e0 del proprio cuore. E questo \u00e8 vero dei giovani come degli operatori pastorali. Abbiamo un po&#8217; tutti trovato collocazione sulle frequenze dell\u2019effimero. Significative al riguardo le parole di Thomas Green: \u00abMolti dicono che \u00e8 estremamente difficile conoscere Dio\u2026 Questo \u00e8 vero, naturalmente, ma io sono giunto alla convinzione che l\u2019ostacolo pi\u00f9 grande ad una vera crescita nella preghiera non \u00e8 la natura intangibile di Dio ma il fatto che non conosciamo sufficientemente noi stessi e non vogliamo nemmeno conoscerci per come siamo veramente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Imparare a condividere le proprie fragilit\u00e0<\/strong> &#8211; \u00abPerci\u00f2 mi compiaccio nelle mie infermit\u00e0, negli oltraggi, nelle necessit\u00e0, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, \u00e8 allora che sono forte\u00bb (2 Corinti 12,10). Una volta conosciute le proprie fragilit\u00e0 il giovane necessita di un ambiente capace di accoglierne la sua condivisione, senza giudizi o prese di posizioni. E qui ritorna il tema di riorganizzare la nostra pastorale giovanile che molti hanno delegato solo alle scienze umane. Piuttosto piccole comunit\u00e0 vive, in cui si fa\u2019 e si condivide, che permettono ai giovani di trovare la confidenza per comunicare le proprie fragilit\u00e0. Se tale condivisione trova il riscontro nella condivisione delle fragilit\u00e0 altrui si assiste al meraviglioso processo di energie nuove e rafforzate che si mettono al servizio della comunit\u00e0. Vita nuova che non nasce dalle capacit\u00e0 ma dalle fragilit\u00e0. Anni fa\u2019 conobbi un brillante giovane che aveva fatto del superamento dei limiti il suo obiettivo di vita e al tempo stesso aveva trovato questa via per mascherare le proprie fragilit\u00e0 fisiche, caratteriali e di esperienza. Quando poi egli ha incontrato Cristo \u2013 mediante un profondo cammino di preghiera unito a continui confronti spirituali \u2013 si \u00e8 liberato di quella maschera e ha abbracciato la sua fragilit\u00e0, professandola senza paura, condividendola prima che il falso mito dell\u2019uomo lo riconquistasse. Lentamente quel giovane \u00e8 diventato una persona bella e saporita, forte nonostante le tante prove a cui la vita lo sottoponeva. \u00c8 diventato testimone di ci\u00f2 che fa\u2019 l\u2019amore di Dio e Dio era sempre sulle sue labbra, nei suoi pensieri e nelle sue azioni. Una sera, dopo aver fatto una partitella a calcetto, rientrato negli spogliatoi, chiede ai suoi compagni di pregare un <em>Padre nostro<\/em>. A tutti sembrava strano. Ma quello era diventato il suo stile di vita. Dopo la preghiera si accascia a terra e muore stroncato da un infarto. \u00c8 morto con Dio, morto con la Vita. Mentre spesso nei nostri percorsi di pastorale giovanile celebriamo i trionfi dell\u2019uomo, chiudendo la porta al Signore che invece desidera servirsi della nostra fragilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Imparare a coniugare le proprie fragilit\u00e0 con i propri desideri <\/strong>&#8211; \u00abAllo stesso modo lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perch\u00e9 nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili\u00bb (Romani 8,26). La consapevolezza e la condivisione delle nostre fragilit\u00e0 all\u2019interno di una comunit\u00e0 parrocchiale sana conduce il giovane ad entrare nella vita reale. Le leggi della vita si reggono su un delicato e complesso equilibrio di limiti tra due oscillazioni possibili: al di qua e al di l\u00e0 di esse non c\u2019\u00e8 vita, stabilit\u00e0, progettualit\u00e0. Senza limiti non ci pu\u00f2 essere ordine e stabilit\u00e0. Nel libro della Genesi la creazione viene descritta come una serie di limiti posti da Dio e tali confini consentono alle varie forme di vita di svilupparsi. Riconoscere le proprie fragilit\u00e0 non significa penalizzare il desiderio, ma anzi costituisce l\u2019unica maniera possibile di concretizzarlo. La virt\u00f9 della fragilit\u00e0, affrontata sapientemente e accompagnata spiritualmente, conduce finalmente a prendere decisioni, a saper scegliere. D\u2019altronde la fatica, la sofferenza e la prova che scaturiscono dalla considerazione delle proprie fragilit\u00e0 non dicono di per s\u00e9 che \u00e8 inutile desiderare, ma che ogni cosa ha un prezzo e che \u00e8 importante sapere su cosa investire la propria vita. I no che la vita ti dice sono segnali per cogliere la giusta direzione. In questa dialettica tra desideri e fragilit\u00e0 le comunit\u00e0 cristiane devono saper inserire il ruolo dello Spirito Santo che pu\u00f2 illuminare le nostre profondit\u00e0 e dare ad ogni giovane l\u2019umilt\u00e0 per accettarsi e accogliere una strada nuova. Ma ci\u00f2 sar\u00e0 possibile se i nostri centri di aggregazione pastorale smetteranno di voler imitare il mondo ma riacquisteranno l\u2019originalit\u00e0 che viene dal vangelo, che ad ogni giovane ricorda le parole di Ges\u00f9: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u00bb (Matteo 9,12). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Vittorio Zeccone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cF\u201d come \u201cfragilit\u00e0\u201d. Tocchiamo un punto nevralgico della crescita umana e spirituale dei giovani. 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