{"id":2147,"date":"2005-01-28T07:11:32","date_gmt":"2005-01-28T07:11:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/new\/?p=2147"},"modified":"2005-01-28T07:11:32","modified_gmt":"2005-01-28T07:11:32","slug":"palermo-28-gennaio-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/palermo-28-gennaio-2005\/","title":{"rendered":"Palermo, 28 gennaio 2005"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Carissimi giovani,<\/p>\n<p>rimasto bloccato in aeroporto a causa del gelo che imperversa sull&#8217;Italia, profitto per riflettere con voi attraverso questa lettera. Non bisogna mai perdere tempo per ri-cercare il senso e le motivazioni del nostro camminare lungo il tempo. Amate la vita e impiegatela per farne qualcosa di bello, cio\u008f di significativo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u008f un detto siciliano col quale in modo emblematico si racchiude un atteggiamento omertoso e di silenzio collaborativi nel male. Si dice: &#8220;nuddu vidi, nuddu sentii, nuddu saccio&#8221;. Con tale espressione si esprime il modo di fare di chi preferisce rinchiudersi in se stesso, di chi non riesce ad andare oltre la sicurezza di ci\u02dc che tiene in mano e a vincere la paura di impegnarsi per il bene comune e con ci\u02dc anche per se stessi. Il papa Giovanni Paolo II definisce il \u2030\u00db\u00f7bene comune&#8217; come &#8220;il bene di tutti e di ciascuno&#8221;. Ogniqualvolta riusciamo a guardare a ci\u02dc che interessa tutti, stiamo pensando anche a noi stessi. Fermandoci qualche istante a vedere la societ\u02c6\u00ca in cui siamo immersi ci accorgiamo di quanto bisogna fare per instaurare in noi e negli altri questa modalit\u02c6\u00ca di vita.<\/p>\n<p>Tutto questo diventa particolarmente deleterio per i giovani. Proiettati a costruire il proprio futuro e vivendo in questa cultura egoistica siete persuasi a credere che sia questa l&#8217;unico modo di continuare e di far valere le vostre ragioni. In questo modo si aggiunge all&#8217;egoismo in cui si \u008f cresciuti il proprio&#8230; si aggiunge male a male fino a diventare vittime di una struttura di peccato tutta radicata sull&#8217;egoismo e la fama e sete di profitto.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u008f un&#8217;altra possibilit\u02c6\u00ca. Si tratta di una rivoluzione che oggi appare straordinaria e che \u008f tragicamente impegnativa per chi decide nel suo cuore di accogliere il cambiamento. In cosa consiste la novit\u02c6\u00ca che ci fa mutare atteggiamento nella nostra giornata? Che cosa \u008f in grado di farci vincere la cultura dell&#8217;io per promuovere qualcosa di pi\u009d solidale e fiducioso verso tutti? Parafrasando le parole di un filosofo del secolo scorso: che cosa ormai soltanto pu\u02dc salvarci? Proprio di questo si tratta: di salvarci. Fermiamoci un attimo a riflettere. A che tipo di conclusioni pu\u02dc condurre un modo di pensare che respira sempre aria di indifferenza, arroganza, privilegi? Quali atteggiamenti si producono se continuiamo a sottolineare che conta solo vincere, apparire, comandare, sopraffare? Che prospettive vengono elaborate da chi \u008f abituato solo a guardarsi dal vicino, anche dalle persone pi\u009d amiche?<\/p>\n<p>Io non ci vedo grandi sviluppi e miglioramenti con questo modo di fare. Anzi. Ci sono gi\u02c6\u00ca evidenti segnali di un effetto boomerang: il nostro egoismo e la nostra cattiveria, da tempo hanno iniziato a ritorcersi verso di noi. Ricordo una profetica espressione di Madre Teresa di Calcutta a proposito dell&#8217;aborto: &#8220;Se ammettiamo che una madre pu\u02dc uccidere il frutto del suo grembo, non vedo perch\u008f non dobbiamo ammettere che un figlio prima o poi possa uccidere chi l&#8217;ha messo al mondo&#8221;. Questo gi\u02c6\u00ca si \u008f verificato.<\/p>\n<p>in questi giorni abbiamo ricordato la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 da parte dell&#8217;esercito russo prima e poi delle truppe alleate. Quel luogo \u008f diventato simbolo della barbarie nazista: uomini, donne, bambini uccisi in ragione di sentimenti razziali. L&#8217;uomo contro l&#8217;uomo in un modo incomprensibile. Ancora oggi di fronte a tanto orrore ci si chiede: come si \u008f arrivati a tanto? Possibile che migliaia di soldati non riuscivano a capire il male che facevano? Si pu\u02dc parlare di amnesia collettiva? Fatti come quelli avvenuti nella seconda guerra mondiale ci ricordano che se \u008f accaduto forse nel dna dell&#8217;uomo simili cose possono verificarsi qualora si realizzino certe condizioni culturali e pratiche. D&#8217;altronde quella nazista \u008f solo la punta dell&#8217;iceberg di questa \u2030\u00db\u00f7ossidazione del cuore dell&#8217;uomo&#8217;. Altri regimi, ovunque nel mondo, ieri come oggi hanno fatto cose simili.<\/p>\n<p>Si comprende che l&#8217;uomo nei suoi pensieri, ragionamenti e sentimenti non pu\u02dc affidarsi semplicemente a se stesso. Egli necessita di qualcosa che lo superi, che lo chiami a una visione superiore di se stesso. Ha bisogno di uno stimolo costante a trascendersi. Sembra che l&#8217;uomo lasciato a se stesso troppo a lungo si accontenti terribilmente di soddisfare i suoi bassi istinti e di non saper guardare che \u008f felice se sta insieme agli altri e coltiva una cultura comunitaria.<\/p>\n<p>Per riconquistare noi stessi<\/p>\n<p>Ognuno pu\u02dc scegliere qualcosa a cui riferirsi per andare oltre se stesso e legarsi agli altri in un progetto. E&#8217; indubitabile in ognuno di noi l&#8217;esigenza di fare qualcosa assieme al nostro simile. L&#8217;esigenza pi\u009d antica e semplice \u008f l&#8217;unione tra un uomo e una donna: i due stabiliscono una comunione di intenti per la propria felicit\u02c6\u00ca. O si pu\u02dc cercare gli altri a motivo di un sentimento forte di amicizia. O anche per un hobby&#8230; Come nel bene anche nel male. Si pu\u02dc stare insieme agli altri per ricercare interessi illeciti, di sopraffazione&#8230; fino ad arrivare a condividere con alcuni la morte di altri! Senza andare troppo lontano pensiamo alle associazioni malavitose della mafia, della camorra ecc. laddove al centro viene messo il guadagno a tutti i costi e in tutte le forme.<\/p>\n<p>Alcune di queste associazioni sono naturali (maschio-femmina, amici), altre sono comunione di intenti (societ\u02c6\u00ca, operai, hobbyes), altre ancora sono di pura convenienza negativa. In ogni forma di unione l&#8217;uomo cerca sempre la sua felicit\u02c6\u00ca, lo stare bene, la realizzazione dei propri desideri.<\/p>\n<p>Bisogna capire cosa si cerca? A che livello si pone la meta? A livello di bisogni fisici (mangiare, bere, vestire). O di bisogni culturali (sapere, conoscere). O se invece il nostro scopo \u008f verso i bisogni morali (buono, giusto, vero). Insomma \u008f la meta finale ad illuminare tutto il cammino della vita. Se il mio interesse \u008f quello di metter su famiglia, una volta trovata una donna o un uomo e messo al mondo dei figli, riterr\u02dc esaurito il mio compito principale. Se invece mi pongo come obbiettivo quello di realizzarmi nel lavoro allora far\u02dc tutto quanto \u008f in mio potere (e quando ne avr\u02dc le possibilit\u02c6\u00ca anche ci\u02dc che pu\u02dc cozzare con i miei principi) per salire sempre pi\u009d di livello nella ditta, o azienda o luogo di lavoro. Attenti perci\u02dc. Se da un lato \u008f vero che nessuno di noi pu\u02dc sapere con certezza cosa riserva il futuro, soprattutto quello dopo la morte, \u008f altrettanto vero che una meta futura condiziona fin da ora il nostro vivere. Ce ne accorgiamo poco in quanto siamo troppo impegnati a fare subito, a conquistare, a metterci al sicuro&#8230; vittime della frenesia. Se per un istante ci fermiamo e ci lasciamo condurre dalla nostra intelligenza e voglia di approfondire scopriamo che prima di essere protagonisti siamo viaggiatori verso il fine. Certo viaggiatori attivi: ci siamo saliti di nostra volont\u02c6\u00ca su quel vagone. Il treno della vita si \u008f messo in moto senza nostra intenzione, ma la destinazione in qualche modo la scegliamo noi. Alcuni potranno dirmi che non \u008f vero, perch\u008f non scegliamo n\u008f la vita, n\u008f la morte. Su questo gli do ragione. Diciamo perci\u02dc che non abbiamo il potere di stabilire l&#8217;inizio e la fine&#8230; ma abbiamo il potere di criticare di aver avuto un inizio e una fine proprio perch\u008f questi ci sono! Se poi il principio e la fine diventano meno drammatici (e possono diventarlo) allora il problema si sposter\u02c6\u00ca su come impiegare il tempo che ci allontana dall&#8217;inizio e ci avvicina inesorabilmente alla fine.<\/p>\n<p>In primo luogo bisogna avere il coraggio di riconquistare un&#8217;esistenza consapevole. Il tempo passato solo alla conquista di piaceri e posizioni ci fa diventare svegli solo sui modi di scalare posizioni ma non sul senso del nostro affaccendarci. Diventi \u2030\u00db\u00f7consapevole&#8217; se quello che vuoi e quello che fai sono realmente ci\u02dc che \u008f tuo, profondamente tuo, ineludibilmente tuo; se risponde alle esigenze pi\u009d intime e profonde della tua persona, senza il peso oppressivo di condizionamenti e lo schiacciamento di modelli culturali. E&#8217; vero anche che non si pu\u02dc non essere condizionati, e non si pu\u02dc non lasciarsi abbindolare da false culture. Ma ognuno di noi conserva il potere di scendere in se stesso e riconquistare il centro, anche se lacerato.<\/p>\n<p>&#8220;Operazione coraggio\u2030\u00db\u009d \u008f il nome di codice di questo percorso.<\/p>\n<p>La m\u008fta pi\u009d stimolante<\/p>\n<p>All&#8217;inizio della Bibbia troviamo un&#8217;espressione particolarmente interessante per il discorso che sto proponendo alla tua intelligenza. Il libro della Genesi dice: &#8220;Il Signore Dio plasm\u02dc l&#8217;uomo con polvere del suolo e soffi\u02dc nelle sue narici un alito di vita e l&#8217;uomo divenne un essere vivente\u2030\u00db\u009d (2,7).<\/p>\n<p>Si tratta della sintesi della creazione dell&#8217;uomo. Al di l\u02c6\u00ca delle immagini semplici chi scrive vuole dire questo: nessuno ha il potere di darsi la vita, comunque sia accaduto la vita ti \u008f stata data. In pi\u009d si afferma: puoi pensare che la vita sia frutto del caso, o di una serie di circostanze che si sono verificate, la Bibbia dice la sua: la vita \u008f dono di Dio. Accogliere questo pensiero della Scrittura pi\u009d che di riflessione, o di conoscenze necessita di coraggio, di fede. Posso dire che da questa prima espressione dipende il tuo vivere. Accogliere la vita come frutto del caso \u008f vivere a casaccio provando nel migliore dei modi a dare un senso a ci\u02dc che non credi ce l&#8217;abbia. Accogliere la vita come un processo biologico vuol dire fermarsi alla dimensione esteriore, vera, ma paralizzante del perch\u008f della vita. Diversamente: accogliere la vita con coraggio significa guardare all&#8217;interno di ci\u02dc che siamo (un corpo) e di dove siamo (il cosmo), vuol dire andare oltre, fino eventualmente a identificare questo oltre con Dio, come colui che dona, e a percepire il dono come un atto d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Soffi\u02dc e alit\u02dc indicano due distinte operazioni pur riguardando lo stesso oggetto: si soffia e si alita \u2030\u00db\u00f7aria&#8217; che nel linguaggio biblico \u008f lo spirito di vita. Dio Padre non solo ci ha dato forma ma anche la possibilit\u02c6\u00ca di espressione, di manifestazione. Siamo come vogliamo essere perch\u008f ne abbiamo avuto la possibilit\u02c6\u00ca. Non bisogna per\u02dc confondere ci\u02dc che siamo con ci\u02dc che vogliamo diventare distraendoci dal progetto originario.<\/p>\n<p>Poco pi\u009d avanti nel libro della Genesi, ad Adamo disobbediente Dio ordina: &#8220;Ecco l&#8217;uomo \u008f diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda pi\u009d la mano e non prenda anche dell&#8217;albero della vita, ne mangi e viva sempre\u2030\u00db\u009d (3,22). All&#8217;uomo bastava il dono della vita datogli da Dio, in essa era gi\u02c6\u00ca inscritta ogni cosa, ma l&#8217;uomo ha voluto fare di testa sua, sotto l&#8217;azione del maligno. Per questo atto di disobbedienza Dio ordina all&#8217;uomo di non mangiarne pi\u009d. Se l&#8217;albero della vita significa il \u2030\u00db\u00f7senso della vita&#8217; e l&#8217;uomo ha cercato di sostituirsi a Dio, con il divieto di mangiarne ora si vuole dire che sar\u02c6\u00ca sempre impossibile all&#8217;uomo percepire il senso profondo dei suoi giorni. Dovr\u02c6\u00ca fidarsi, abbandonarsi, affidarsi a Dio. Se non lo far\u02c6\u00ca andr\u02c6\u00ca errando e sbagliando.<\/p>\n<p>Questi versetti della Scrittura sono estremamente attuali se pensiamo a quanto gli uomini cercano di fare di testa propria. Dio ci avverte sin dalle prime pagine della Bibbia: non assaporeremo in profondit\u02c6\u00ca il senso dei nostri giorni se non ci appoggiamo mentalmente e spiritualmente al Signore della vita.<\/p>\n<p>Di passaggio vorrei anche sottoporre alla vostra attenzione un&#8217;espressione che si trova nel libro del Levitico: &#8220;Poich\u008f la vita della carne \u008f nel sangue\u2030\u00db\u009d (17,11). Qui si riflette una tipica concezione ebraica, secondo la quale il sangue \u008f la sede dell&#8217;energia vitale. Ovviamente questa riflessione parte da una considerazione di carattere pratico: tolto il sangue ad una persona essa muore. Dunque: il significato della nostra vita risiede nella capacit\u02c6\u00ca di donare se stesso, &#8220;il proprio sangue\u2030\u00db\u009d, di vivere per l&#8217;altro. Mi sembra bello a questo punto ricordare un pensiero di San Giovanni Bosco: &#8220;Non ho mai veduto uno che in punto di morte si lamentasse di aver fatto troppo bene&#8221;. Dare la vita \u008f tutto il contrario di sprecare la vita, gettandola senza capirne il senso e il valore. Chi invece la dona sa che anche un piccolo istante che gli rimane \u008f importantissimo.<\/p>\n<p>Nel vangelo Ges\u009d dice: &#8220;Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale pi\u009d del cibo e il corpo pi\u009d del vestito?\u2030\u00db\u009d (Matteo 6,25). Il Signore non si riferisce ad un atteggiamento di dimenticanza o di rilassatezza, tutt&#8217;altro. Bisogna impegnarsi al massimo per fare della nostra vita qualcosa di intenso per gli altri. Ma la verit\u02c6\u00ca della vita non \u008f data dalle cose che riusciremo ad acquistare, dagli abiti che indosseremo, dalle preoccupazioni esteriori. Vera vita \u008f vera donazione di se stessi. Chi pensa a donarsi non potr\u02c6\u00ca mai preoccuparsi sul serio di ci\u02dc che \u008f secondario.<\/p>\n<p>Credo che specialmente in una cultura dell&#8217;immagine, un autentico giovane \u008f colui che persegue con tutte le sue forze la liberazione dalle sovrastrutture che altri gli vogliono imporre. Sei libero quando riesci a dire di no a un oggetto che tutti portano e tu non lo tieni. Sei vero uomo e vera donna quando un modo di pensare comune e superficiale viene rifiutato come tale, senza assecondarlo per paura di trovarti da solo. Sei un giovane con gli argomenti quando sai dire Ges\u009d Cristo anche contro cento che dicono male di Lui.<\/p>\n<p>Sempre in Matteo Ges\u009d ammonisce: &#8220;chi avr\u02c6\u00ca trovato la sua vita, la perder\u02c6\u00ca; e chi avr\u02c6\u00ca perduto la sua vita per causa mia, la trover\u02c6\u00ca\u2030\u00db\u009d (10,39). Perdere e trovare significa centrare la vita su se stessi o su Ges\u009d Cristo. Nel secondo caso agli occhi del mondo pare che tu abbia perso qualcosa, mentre proprio allora la stai guadagnando.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del vangelo di Giovanni \u008f scritto: &#8220;In lui era la vita, e la vita era la luce del mondo\u2030\u00db\u009d (1,4). La vera vita, Ges\u009d Cristo, \u008f anche vera luce. Chi accoglie Cristo nei suoi giorni e nelle sue scelte sa vedere meglio il suo futuro. Accogliere Cristo \u008f garanzia di vita eterna (cf. Gv 3,36). Sta proprio qui il senso originario della vita: chi segue Ges\u009d avr\u02c6\u00ca una vita che prosegue oltre questi giorni. In Ges\u009d si realizza veramente il bisogno originario dell&#8217;uomo di non morire. Ma tutto questo avviene non nel modo in cui pensa l&#8217;uomo, ma propriamente passando per la fine momentanea del corpo. Puntare sulla verit\u02c6\u00ca di questo passaggio distingue gli innamorati eterni, dagli amanti fugaci; i primi amano sempre, i secondi amano se stessi.<\/p>\n<p>&#8220;Come il Padre conosce me, io conosco il Padre, e offro la vita per le pecore\u2030\u00db\u009d (Gv10,15). Ges\u009d non conserva la vita per s\u008f, ma la dona per tutti noi. Per questo noi possiamo finalmente sperare di andare oltre noi stessi: Cristo ci dice che \u008f possibile uscire dal nostro labirinto egoistico.<\/p>\n<p>Infine a me piace molto questa espressione che pronuncia Ges\u009d: &#8220;Come il Padre ha amato me, cos\u02c6\u00c2 anch&#8217;io ho amato voi. Rimanete nel mio amore\u2030\u00db\u009d (15,9).\u00a0 Dio ama il Figlio totalmente, cos\u02c6\u00c2 il Figlio ama noi totalmente fino alla morte. Se comprendiamo questo, meditando, pregando, mortificando noi stessi, non potremo che rimanere nel suo amore, non potremo non impegnarci quotidianamente a rispondere al suo amore con la nostra vita.<\/p>\n<p>Il 24 aprile del 1890 Charles de Foucalud quando aveva 32 anni e decide di ritirarsi nella clausura pi\u009d dura, scrivendo a Henry Duveyrier sui motivi di tale scelta dice: &#8220;Perch\u008f sono entrato nella Trappa? Per amore, per puro amore. Amo nostro Signore Ges\u009d Cristo sia pur con un cuore che vorrebbe amare di pi\u009d e meglio, ma insomma lo amo, e non posso sopportare di condurre una vita diversa dalla sua, una vita tranquilla e onorata, quando la sua \u008f stata la pi\u009d dura e la pi\u009d disprezzata&#8221;. Il giovane Charles aveva incontrato l&#8217;amore di Ges\u009d e non vedeva altra risposta possibile per lui se non quella di ritirarsi e donare ogni suo istante a Cristo.<\/p>\n<p>Se ancora non abbiamo imparato a rispondere all&#8217;amore di Dio \u008f perch\u008f stentiamo a riconoscerlo, anche se Egli bussa alla nostra vita in modo insistente. Coraggio. Non temiamo le risposte d&#8217;amore che sono totalizzanti, liberanti e autentiche.<\/p>\n<p>Stasera conto di rientrare con l&#8217;aereo, gelo permettendo&#8230; altrimenti non mi scoraggio e riprendo a scrivervi.<\/p>\n<p>Vi voglio bene,<\/p>\n<p>Don Vittorio<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi giovani, rimasto bloccato in aeroporto a causa del gelo che imperversa sull&#8217;Italia, profitto per riflettere con voi attraverso questa lettera. Non bisogna mai perdere tempo per ri-cercare il senso e le motivazioni del nostro camminare lungo il tempo. 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