{"id":2133,"date":"2004-11-20T16:52:41","date_gmt":"2004-11-20T16:52:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/new\/?p=2133"},"modified":"2004-11-20T16:52:41","modified_gmt":"2004-11-20T16:52:41","slug":"gerusalemme-20-novembre-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/gerusalemme-20-novembre-2004\/","title":{"rendered":"Gerusalemme, 20 novembre 2004"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong><em>Carissimi giovani, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p>da qualche giorno \u008f iniziato il freddo anche a Gerusalemme. Di sera specialmente la temperatura si \u008f fatta rigida&#8230; diciamo pure il clima adatto per prepararsi al mistero del Natale: Ges\u009d viene nel freddo di questa storia per ridare senso al nostro cammino.<\/p>\n<p><strong>Scegliere l&#8217;impegno per l&#8217;Avvento <\/strong><\/p>\n<p>In questo tempo di Avvento (che inizia Domenica 28 p.v.) ho deciso di leggere un testo sulla preghiera di Matta El Meskin, intitolato <em>L&#8217;esperienza di Dio nella preghiera<\/em>. Chi era Matta El Maskin? Il suo vero nome era Iussef Iskandar e nel 1948 era ancora un giovane studente universitario, cristiano di rito copto. In quell&#8217;anno per\u02dc Iussef d\u02c6\u00ca una svolta alla sua vita: vende la farmacia di sua propriet\u02c6\u00ca, n\u008f da il ricavato ai poveri e decide di offrire la propria vita al Signore nel monastero pi\u009d povero e meno conosciuto dei deserti d&#8217;Egitto, quello di Deir Amba Samuel, e qui ricever\u02c6\u00ca il nome di Matta El Meskin, cio\u008f <em>Matteo il povero<\/em>. In questo monastero trascorrer\u02c6\u00ca i primi tre anni senza consolazioni esteriori di persone con le quali confidarsi: ricever\u02c6\u00ca solo dal Signore gli orientamenti della propria vita. In quei tempi vegliava ogni notte fino al mattino dedicandosi alla preghiera fervente e alla meditazione della Scrittura. Ogni notte poi traduceva o copiava un detto di un padre del deserto e si fermava in meditazione e preghiera. Nel 1951 fu trasferito al monastero dei Siriani per motivi di salute, e ne divenne ben presto il padre spirituale. Pi\u009d tardi ancora visse in un eremo con una dozzina di monaci nelle grotte di Waddi el Rayyan. Il frutto di questa sua intensa attivit\u02c6\u00ca di preghiera e di meditazione \u008f confluito in gran parte nel testo che ho scelto per questo Avvento.<\/p>\n<p><strong>Sappiate scegliere anche voi qualcosa da poter donare al Signore <\/strong>in questo tempo di preparazione al Santo Natale. I criteri per scegliere l&#8217;impegno potrebbero riassumersi nei seguenti: <strong>qualcosa di concreto<\/strong>, <strong>fattibile <\/strong>e <strong>per tutto l&#8217;Avvento<\/strong>. Il frutto di questo dono \u008f la crescita umana e spirituale del Gruppo, \u008f il fiore che vuoi portare alla grotta di Betlemme per la realt\u02c6\u00ca del San Mattia in generale e per tutti i giovani lontani in particolare. Tutto questo perch\u008f cresca in te la presenza di Dio: Egli non vuole essere \u2030\u00db\u00f7una rondine a primavera&#8217; nella tua vita, ma presenza stabile.<\/p>\n<p>Fermatevi a riflettere sull&#8217;inizio del libro di Matta El Meskin:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Il mondo oggi ha sete di testimonianze di una <span style=\"text-decoration: underline;\">fede viva<\/span> in Ges\u009d Cristo: non ha tanto sete di ascoltarle, quanto soprattutto di viverne. Di libri e maestri che parlano di Cristo ne esistono, certo, e quanti! Ma <span style=\"text-decoration: underline;\">di uomini di preghiera che vivono con Cristo, che parlano con Cristo, quanti ce ne sono?<\/span> La chiesa non pu\u02dc vivere unicamente di articoli di fede da studiare. <span style=\"text-decoration: underline;\">La fede in Ges\u009d Cristo<\/span> non <span style=\"text-decoration: underline;\">\u008f<\/span> una teoria, ma <span style=\"text-decoration: underline;\">una forza che agisce capace di cambiare la vita<\/span>. Ogni uomo che vive in Cristo Ges\u009d deve essere portatore di tale forza, deve essere cio\u008f capace di cambiare la propria vita, di rinnovarla per la potenza di Cristo! Ma la nostra fede in Cristo rester\u02c6\u00ca senza forza fino a quando non l&#8217;avremo <span style=\"text-decoration: underline;\">incontrato personalmente<\/span>, faccia a faccia, nel pi\u009d profondo di noi stessi, <span style=\"text-decoration: underline;\">nella pazienza, nella perseveranza e nel coraggio che ci permetteranno di sopportare l&#8217;immensa umiliazione di vedere le nostre anime nude davanti ai suoi occhi di luce<\/span> e di uscirne arricchiti da una esperienza particolare, da un rinnovamento dell&#8217;anima e da una conoscenza vera della santit\u02c6\u00ca di Cristo e della sua benevolenza\u2030\u00db\u009d<\/em>.<\/p>\n<p>Cercher\u02dc di condividere qualche altra cosa di questo testo nelle prossime lettere, ma vi prego di sostare sulle cose appena lette, magari anche scrivendo le vostre riflessioni.<\/p>\n<h2>Acemiti<\/h2>\n<p>Con quale atteggiamento vivere questo Avvento? Dovremmo essere come delle sentinelle. Chi fa la guardia di notte sa che non pu\u02dc mai abbassare la testa, perch\u008f all&#8217;improvviso potrebbe piombare il nemico e coglierlo di sorpresa. Cos\u201c nell&#8217;Antico Testamento il Signore chiama i profeti ad essere delle vere e proprie sentinelle. Lo stesso Jahw\u008f fa la sentinella a difesa del suo popolo: <em>&#8220;<\/em><em>Mi porr\u02dc come sentinella per la mia casa contro chi va e chi viene, non vi passer\u02c6\u00ca pi\u009d l&#8217;oppressore, perch\u008f ora io stesso sorveglio con i miei occhi\u2030\u00db\u009d <\/em>(Zaccaria 9,8).<\/p>\n<p>Siamo chiamati in questo tempo a tenere gli occhi aperti perch\u008f nessuno ci distragga dall&#8217;attendere l&#8217;ospite meraviglioso che ha deciso di entrare nella nostra vita: Ges\u009d, il Figlio di Dio, nato da Maria e Giuseppe a Betlemme. Quando uno conosce la bellezza della persona che attende far\u02c6\u00ca tutto il possibile per non distrarsi. Ah, se noi davvero conoscessimo l&#8217;importanza di Dio per la nostra vita! Se il nostro cuore ardesse di vivo desiderio del Figlio dell&#8217;Uomo! In questo caso diremmo come il Salmista: <em>&#8220;Sono sfinito dal gridare, riarse sono le mie fauci; i miei occhi si consumano nell&#8217;attesa del mio Dio\u2030\u00db\u009d<\/em> (68,4). La nostra stanchezza in un istante svanirebbe alla vista di Ges\u009d.&nbsp; <em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>La millenaria storia della chiesa ha conosciuto esperienze di tutti i tipi: da uomini che sceglievano di vivere nelle grotte, ad altri che si riunivano in comunit\u02c6\u00ca, ad altri ancora che passavano le loro giornate sui capitelli di colonne (stiliti), ad altri che si martoriavano il corpo con penitenze enormi. Insomma \u008f ben difficile inventarsi qualche nuova stranezza&#8230; bisogna essere pieni di Spirito per farlo.<\/p>\n<p>Ad un certo punto sorsero alcuni uomini detti <strong>acemiti<\/strong>. Questi bruciavano dal desiderio di essere sempre in comunione con Dio; non volevano perdere neppure un istante a distarsi pensando ad altre cose. Per raggiungere questo scopo decisero di ridurre il sonno al minimo indispensabile. La notte vegliavano in preghiera, di giorno lodavano, cantavano al Signore. Si riposavano solo il minimo indispensabile&#8230; quando il corpo non ce la faceva pi\u009d!<\/p>\n<p>Oggi parleremo di questi \u2030\u00db\u00f7acemiti&#8217; come dei pazzi, degli uomini fuori dalla storia&#8230; eppure erano mossi da un vero amore verso il Cristo.<\/p>\n<p>Pensiamo per un istante alle nostre giornate e a tutto il tempo sprecato in parole inutili, faccende insignificanti, chiacchiere superflue, letture insensate, programmi televisivi sciapiti&#8230; Non siamo chiamati a ridurre al minimo il nostro sonno, ma almeno a riempire la nostra giornata di cose utili per il Signore!<\/p>\n<p>Va da s\u008f che se fosse vera (e per fortuna per noi non \u008f vera, non c&#8217;\u008f prova!) la regola che Dante Alighieri ha inserito per i peccatori nella Divina Commedia, molti di noi che oggi sprecano gran parte del loro tempo in cose inutili dovremmo preoccuparci seriamente. Dante parla di una &#8220;<em>legge del contrappasso<\/em>&#8220;. In parole semplici: se in questa vita hai peccato soprattutto di gola, nella prossima, come mortificazione, sentirai la mancanza del cibo; se sei stato soprattutto lussurioso nella prossima sarai privato di ogni minimo piacere, e cos\u201c via. Potremmo aggiungere: se in questa vita avremmo passato la maggior delle giornate a sprecare tempo, nell&#8217;altra vita saremo condannati a non riposare mai&#8230; Decidi tu: quando vuoi riposare?<\/p>\n<p>Io immagino alcuni di voi, tanto per fare qualche esempio, nell&#8217;altra vita e al solo pensiero si forma un bel sorriso sul mio volto. Nicola senza gelatina e telefonino; Gianfranco senza profumi; Mauro Piciu costretto ad essere preciso; Giusy senza le uova a \u2030\u00db\u00f7zuppetella&#8217;; Sissino senza il suo giardino; Maria Sue Ellen senza Qualiano e cos\u201c via&#8230; Non \u008f vero, ma&#8230;<\/p>\n<p>Miei carissimi giovani, fate un giro di perlustrazione nella vostra vita e guardate dove potete impegnarvi in questo tempo di Avvento. Ma vi prego: non trascurate alcun angolo della vostra vita. Siate veri, mettetevi a nudo senza trattenere nulla.<\/p>\n<p>Altre volte vi ho detto che Gerusalemme \u008f una citt\u02c6\u00ca sorvegliatissima: non solo polizia, esercito e posti di blocco continui; ma telecamere ovunque. A volte, specialmente, nella citt\u02c6\u00ca antica provo a scovarne delle altre: nei posti pi\u009d impensabili&#8230; e chiss\u02c6\u00ca quante altre ce ne sono che non riesco a scorgere! Allo stesso modo noi dovremmo avere il coraggio di guardare tutta la nostra vita. Non si pu\u02dc decidere l&#8217;impegno guardando soltanto un angolo di se stessi&#8230;<\/p>\n<p>Coraggio, facciamo della&nbsp; verit\u02c6\u00ca lo strumento del nostro cammino e avremo la sicurezza che Dio \u008f al nostro fianco: <em>&#8220;<\/em><em>Lotta sino alla morte per la verit\u02c6\u00ca e il Signore Dio combatter\u02c6\u00ca per te\u2030\u00db\u009d<\/em> (Siracide 4,28).<em> <\/em>E&#8217; incredibilmente bella questa affermazione: anche se muoio, ma sono fedele al Signore che \u008f verit\u02c6\u00ca, star\u02dc con Lui in eterno!<\/p>\n<p>Attendo i vostri propositi direttamente alla mia mail.<\/p>\n<h2>Muraa&#8217;bat: che tipo di morte vuoi fare?<\/h2>\n<p>Gioved\u201c 18 novembre in 24 tra professori e alunni aderiamo al programma di escursione mensile che stavolta prevede la visita allo <strong>Waddi Muraa&#8217;bat <\/strong>e agli <strong>scavi di Qumran<\/strong>, due localit\u02c6\u00ca sempre a ridosso della riva occidentale del Mar Morto. La giornata \u008f fresca ma non brutta: il cielo nuvoloso lascia presagire pioggia e tuttavia una buona dose di fiducia ci accompagna.<\/p>\n<p>Lasciata la strada che costeggia il Mar Morto cominciamo la salita in un pullmino che sembrava in agonia. L&#8217;autista sembrava sicuro di s\u008f, ma dal vano motore provenivano fumi e puzza di bruciato&#8230; lo sforzo per salire era notevole. Tra me e me pensavo a quale sforzo era preparato per noi. Ovviamente chiedevo che una pioggia improvvisa mettesse fine alle proposte di camminamenti lunghi e stancanti. Macch\u008f: all&#8217;improvviso, dopo qualche leggera goccia d&#8217;acqua, il tempo si mette al bello; un bel sole fa capolino tra le nubi che velocemente cominciano a diradarsi; i giovani iniziano a togliersi giubbini e golfini&#8230; Niente da fare comincia la \u2030\u00db\u00f7cosiddetta&#8217; passeggiata verso il guado di Muraa&#8217;bat. <em>Me tapino, me misero&#8230; meschino, sigh! <\/em><\/p>\n<p>Si tratta di una forte discesa per raggiungere il centro valle e visitare una grotta antichissima. Il percorso \u008f fortemente pendente e ogni tanto si trovano dei paletti messi appositamente per rendere meno arduo il cammino. Dinanzi ai nostri occhi si presentano panorami mozzafiato da cui emerge tutta la bellezza e la forza della natura e del creato. I colori tenui di queste propaggini del deserto rendono la vista ancora pi\u009d piacevole. Mi aiutano nella discesa due studenti haitiani Victor e Jackie (<em>che Dio li benedica!<\/em>). Ogni tanto ci fermiamo per qualche foto, mentre nei punti pi\u009d angusti sono molto cauto nell&#8217;appoggiare la gamba sinistra gi\u02c6\u00ca particolarmente debole.<\/p>\n<p>Dopo il tratto in discesa segue un tratto in piano per raggiungere finalmente la caverna di Muraa&#8217;bat. \u02c6\u00f6 una grotta ampia dove il fetore delle feci di pipistrello rende ancora pi\u009d faticoso il cammino al buio in essa. Camminiamo in fila per uno&#8230; ma speriamo vivamente che la grotta finisca presto. La luce di una torcia a pile ci fa vedere l&#8217;altezza e le pareti della caverna. Sappiamo poi che durante la seconda rivolta contro Roma (130-135 d.C) alcune popolazioni si rifugiarono in questa e altre grotte per sfuggire ai romani. Credevano che le legioni di Roma si sarebbero scoraggiati di fronte a queste asperit\u02c6\u00ca. Difatti i soldati romani non salirono fin alle grotte (<em>mica erano fessi&#8230;<\/em>) ma si fermarono a fondo valle attendendo che quelle genti morissero di fame e di sete! E cos\u201c avvenne. In qualche modo preferirono scegliere essi stessi di che morte finire: per mano della spada o per fame.<\/p>\n<p>Uscendo da questa caverna centrale c&#8217;\u008f un piccolo sasso a precipizio sulla valle. Alcuni studenti si siedono e con la cuffia nelle orecchie si fermano a meditare&#8230; Intanto io riposo e penso al sacrificio e alla forza d&#8217;animo di queste popolazioni. Come avranno fatto a resistere? Dove avranno preso la forza d&#8217;animo necessaria? Alla mente mi ritornano brevemente i numerosi brani della Scrittura in cui il Signore Dio d&#8217;Israele dice al suo popolo <em>&#8220;coraggio, non temere\u2030\u00db\u009d<\/em>.<\/p>\n<p>Queste genti sentivano la forza di Dio, anche in quella situazione votata a morte sicura si appoggiavano in Jahw\u008f perch\u008f dopo la morte volevano essere trovate degne di Lui. <em>&#8220;Coraggio, popolo mio, tu resto d&#8217;Israele\u2030\u00db\u009d <\/em>(Baruc 4,5); <em>&#8220;Dite agli smarriti di cuore: coraggio non temete, ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi\u2030\u00db\u009d<\/em> (Isaia 35,4). La morte non era per loro l&#8217;ultima parola, ma piuttosto la porta della salvezza: \u2030\u00db\u00f7morte&#8217; e \u2030\u00db\u00f7vita&#8217; erano per queste genti religiosissime le due facce di una stessa medaglia.<\/p>\n<p>Mentre riprendo ancora fiato al pensiero della risalita, guardo nel vuoto della valle e rifletto su come noi abbiamo sottolineato solo una faccia della medaglia: vita fisica, divertimento, bellezza esteriore, piacere&#8230; siamo diventati uomini e donne &#8220;a una sola dimensione&#8221;. Che tristezza! Gli altri ci considerano solo per la nostra esteriorit\u02c6\u00ca&#8230; e non ci accorgiamo di quanto siamo diventati poveri. Ci nutriamo di noi stessi, adoriamo noi stessi. Diciamo di avere dei buoni sentimenti, ma non vogliamo perdere neppure una goccia del nostra sangue infetto per il peccato e la menzogna.<\/p>\n<p>Eppure, solo un afflusso di sangue purificato potr\u02c6\u00ca rimettere in moto la nostra vita&#8230; il sangue di Cristo: accogliendo la sua morte e resurrezione tutto il nostro corpo \u008f rigenerato. Lo dice meravigliosamente san Paolo: <em>&#8220;<\/em><em>A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall&#8217;ira per mezzo di lui\u2030\u00db\u009d<\/em> (Romani 5,9).<\/p>\n<p>Purificati dal sangue di Cristo, finalmente il nostro sangue, cio\u008f la nostra vita, potr\u02c6\u00ca essere messa autenticamente a disposizione degli altri, non per secondi fini, ma per portarli all&#8217;incontro con Cristo. Molti purtroppo vogliono parlare di Ges\u009d, testimoniarlo, avvicinare altri giovani lontani basandosi esclusivamente sulla forza delle loro parole, del loro fascino, del loro \u2030\u00db\u00f7sex appeal&#8217;. Chiediamo in questo periodo un nuovo lavaggio delle nostre intenzioni e motivazioni profonde. Sentiremo poi il nostro cuore scoppiare d&#8217;amore per Cristo e per i giovani lontani. Vi auguro che il Signore possa trasformare i vostri cuori in frecce accese dal fuoco di amore ed evangelizzazione per i giovani.<\/p>\n<p>Dopo circa un&#8217;ora di faticosa risalita vedo la sagoma del pulmino: i miei piedi diventano come ali al pensiero di sdraiarmi e dare il giusto riposo. La stanchezza mi fa riaffiorare la domanda: \u008f proprio necessario ammazzarsi in questo modo?<\/p>\n<p><strong>Qumran: le scoperte non finiscono mai! <\/strong><\/p>\n<p>Questa localit\u02c6\u00ca si trova a nord-ovest del mar Morto alla fine dello <em>waddi Qumran<\/em> (gola di Qumran); \u008f posta su una terrazza marnosa (terreno fragile del mar Morto) tra la riva del mare e l&#8217;alta falesia del deserto di Giuda che si interrompe bruscamente di fronte all&#8217;abisso del mar Morto. In estate il clima \u008f torrido (ricordo nel 1999 questo posto solo per il caldo asfissiante!). In inverno per\u02dc non si sente mai il morso dei venti gelidi del deserto. Vicino c&#8217;\u008f la fonte d&#8217;acqua di Ain Feska che assicurava tutto l&#8217;anno abbondanza di acqua fresca e potabile.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Perch\u008f questo posto \u008f cos\u201c importante?<\/span> Qui nel 1947 furono scoperte grotte, manoscritti e un monastero che hanno portato alla luce l&#8217;esistenza di una comunit\u02c6\u00ca di esseni che vivevano ritirati nel deserto almeno fino alla prima rivolta giudaica contro Roma nel 68 d.C.<\/p>\n<p>La storia pi\u009d o meno \u008f questa. Un gruppo di ebrei, in disaccordo con i sacerdoti del Tempio a Gerusalemme, si staccarono e si ritirarono nel deserto; qui aspettavano la venuta del Messia e la salvezza di Israele; consideravano se stessi come il vero &#8220;resto di Israele\u2030\u00db\u009d e seguivano letteralmente il messaggio di Isaia: <em>&#8220;nel deserto preparate la via al Signore\u2030\u00db\u009d<\/em> (40,2).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Come si arriv\u02dc alla scoperta di questi resti?<\/span> Un giorno del 1947 al mercato dell&#8217;antiquariato di Gerusalemme apparirono sette grandi rotoli di pelle fina, scritti in ebraico antico; accanto c&#8217;erano delle giare di terracotta. Un beduino del deserto della Giudea, della trib\u009d dei Ta&#8217;amireh li aveva venduti ad un antiquario di Betlemme e questi li aveva portati a Gerusalemme. Quattro di questi rotoli furono acquistati per il vescovo siriano Atanasio Jos\u008f Samuel che li fece esaminare e fotografare dagli studiosi della Scuola Americana di ricerce orientali. Gli altri tre rotoli furono acquistati dal dottor Sukenik dell&#8217;universit\u02c6\u00ca ebraica che subito riconobbe la loro autenticit\u02c6\u00ca. In pratica qualche tempo prima il pastore beduino Mohammed el-Dib, mentre pascolava le capre, si accorse che una di esse si era allontanata del gruppo; prese una pietra e gliela scagli\u02dc contro. La mira di Mohammed non era molto buona e anzich\u008f colpire la capra la pietra entr\u02dc nella caverna che stava dietro l&#8217;animale. La rabbia del beduino si calm\u02dc subito non appena sent\u201c che la pietra cadendo non aveva prodotto quel suono tipico del contatto con altre pietre. Gli parve che la pietra avesse colpito qualcosa di creta. Si incurios\u201c ed entrando nella caverna , con sua grande meraviglia, vi trov\u02dc delle anfore d&#8217;argilla e dei documenti scritti molto antichi. Spinti poi da questa scoperta, altri beduini e poi gli studiosi fecero delle ricerche nei dintorni. Vennero esplorate altre grotte sulle pendici montagnose del deserto di Giuda. Gli scavi continuarono fino al 1956: in totale furono trovate in 11 grotte frammenti letterari, vasellami, rotoli di pergamene con testi della Sacra Scrittura. L&#8217;ipotesi pi\u009d probabile \u008f che queste grotte erano adoperate dai monaci per mettere al riparo i loro libri quando il monastero si vide in pericolo di assalto da parte dei romani.<\/p>\n<p>Poco distante da queste grotte scoprirono i resti del monastero dove vivevano i monaci pregando e scrivendo i testi della Scrittura su rotoli di pergamena. Particolare curioso questi monaci facevano il &#8220;bagno di purificazione\u2030\u00db\u009d almeno due volte al giorno quasi a tenere sempre a mente il senso di peccato di una mente che non si rivolge col pensiero al Signore.<\/p>\n<p>La comunit\u02c6\u00ca dei monaci di Qumran aveva regole molto rigide. Ad esempio se un monaco rideva ad alta voce, poteva ricevere come punizione anche tre mesi senza fare il bagno d purificazione&#8230;(<em>penso alla mia risata e mi intimorisco un tantino!<\/em>).<\/p>\n<p>Sta di fatto che grazie alle scoperte di Qumran abbiamo conosciuto meglio l&#8217;ambiente della Bibbia e molte parti della Sacra Scrittura. Questi rotoli sono rimasti sotto la polvere e in queste caverne per quasi duemila anni senza che nessuno li scoprisse. Incredibile ma vero!<\/p>\n<p>Rivedo in questo episodio la nostra vita spirituale. Spesso cadiamo nella tentazione di conoscerci bene, di saperci comportare in ogni situazione, di avere sotto controllo tutto noi stessi&#8230; Quante delusioni per queste false convinzioni.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo pensiamo di farci conoscere dal Signore e dagli altri nascondendo qualcosa di noi; da un lato diciamo di voler camminare, dall&#8217;altro tratteniamo gelosamente e meschinamente le cose che invece sono essenziali per un sincero cammino.<\/p>\n<p>Attenti cari giovani, anche per noi ci sar\u02c6\u00ca la scoperta di Qumran: ci sono cose nostre che non possiamo nascondere per sempre&#8230; All&#8217;improvviso, quando meno te l&#8217;aspetti un beduino lancer\u02c6\u00ca una pietra insignificante e sarai svelato nella tua realt\u02c6\u00ca: <em>&#8220;non c&#8217;\u008f nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato\u2030\u00db\u009d<\/em> (Matteo 10,26).<\/p>\n<p>Domanda al Signore il coraggio di crescere con Lui, che vuol dire poi il coraggio di lasciarti accompagnare mano nella mano, passo dopo passo. E&#8217; <em>&#8220;lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per non essere pi\u009d sotto il potere della legge\u2030\u00db\u009d<\/em> (Luca 6,39).<\/p>\n<p>A Qumran sono stati trovati anche tre distinti cimiteri, per un totale di oltre 1100 tombe. Particolare interessante che i cadaveri sono stati trovati tutti con il volto in direzione del monastero, in una sorta di legame spirituale che continuava anche dopo la vita fisica. Mi piace pensare al riguardo che alla fine dei nostri giorni il Signore, alzando il lenzuolo dal nostro volto (come dice Isaia), possa vedere che il nostro volto guarda nella direzione degli altri giovani. Che ognuno di noi possa impegnarsi fino all&#8217;ultimo giorno della sua vita a guardare ai giovani bisognosi di Cristo!<\/p>\n<p>La visita ai resti di Qumran \u008f terminata, la sera sta per scendere. La stanchezza \u008f tanta. Ma veniamo stimolati a fare un ultimo sforzo: andare fino in fondo al guado di Qumran e poi tentare l&#8217;arrampicata alle grotte n\u00e5\u00a1 6 e 4. Rinuncio alla prima, mentre spronato dagli altri raggiungo, non senza fatica e timore, la grotta n\u00e5\u00a1 4, scoperta nel settembre 1952 e nella quale si trovarono frammenti di molti testi biblici. Si pensa che questa grotta fosse la biblioteca del monastero se si pensa che in totale si trovarono circa 400 manoscritti sparpagliati in 15.000 frammenti!<\/p>\n<p>Sporchi di terreno, sudati e stanchissimi prendiamo finalmente la via del ritorno. Qualcuno si appisola, tutti cercano di riposare. Giornata intensissima ma che rester\u02c6\u00ca di sicuro nella memoria di ognuno.<\/p>\n<p><strong>Una barzelletta: c&#8217;\u008f sempre un modo&#8230; <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><em>Un prete siciliano viene trasferito a Milano. La prima domenica in cui celebra una messa dice: &#8220;Allora fratelli, oggi vi parler\u02dc di Adamo ed Eva. Adamo, bravo<br \/> picciotto,lavuraturi,servu diDio,SICILIANU iera. Eva, malafemmina, tentatrice, MILANESE iera!&#8221;Al che tutti si lamentano, per cui il Vescovo chiama il prete e gli raccomanda vivamente di non dare mai pi\u009d interpretazioni della Bibbia di quel genere, se non vuole essere trasferito. Il prete promette che non ripeter\u02c6\u00ca pi\u009d un errore simile. La domenica successiva per\u02dc dice: &#8220;Allora cari confratelli, oggi vi parler\u02dc di Abele e Caino. Abele, ca ci facia i sacrifizi a Dio, onesto, picciottu ammodo, degnu figghiu ri so patri, SICILIANU iera. Caino, traditore, figghiu i so matri, fratricida de niente, MILANESE iera!&#8221;. Si ripetono le scene della domenica precedente e stavolta il vescovo si presenta anche lui al prete e gli dice di avere intenzione di cacciarlo dalla citt\u02c6\u00ca. Il prete garantisce e promette, finch\u008f il vescovo non si convince e gli consente<br \/> l&#8217;ultima prova, a patto che non pronunci mai pi\u009d le parole Siciliano o Milanese. La domenica successiva il prete dice: &#8220;Fratelli, oggi vi parler\u02dc dell&#8217;ultima cena! &#8230;e Cristo disse: &#8220;Picciutteddi beddi, vagghiu a diri ca in verit\u02c6\u00ca unu ri voi mi tradir\u02c6\u00ca!&#8221;. Scende lo sconcerto fra gli apostoli. San Pietro:&#8221;Signuruzzu beddu, capiccasu sugnu iu?&#8221;&#8221;No, no,&#8217;n si tu. Tu si nu bravu picciottu devoto&#8221;. San Giovanni:&#8221;Che sugnu iu, allora, Signuruzzu miu?&#8221;. &#8220;No, no, nun si mancu tu, nun ta&#8217; prioccupare&#8221;. Al che, Giuda: &#8220;Whela&#8217;, saro&#8217; minga mi?&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Cari giovani, c&#8217;\u008f sempre un modo per aggirare l&#8217;ostacolo. Ricordiamolo: c&#8217;\u008f sempre un modo per far finta di camminare in Cristo e un modo per camminare sinceramente in Lui.<\/p>\n<p>Un abbraccio forte ad ognuno di voi,<\/p>\n<p><em>Don Vittorio Zeccone <\/em><\/p>\n<p>(<a href=\"mailto:vittorio.zeccone@tin.it\">vittorio.zeccone@tin.it<\/a>)<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi giovani, da qualche giorno \u008f iniziato il freddo anche a Gerusalemme. Di sera specialmente la temperatura si \u008f fatta rigida&#8230; diciamo pure il clima adatto per prepararsi al mistero del Natale: Ges\u009d viene nel freddo di questa storia per ridare senso al nostro cammino. 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