{"id":2123,"date":"2004-10-16T16:47:03","date_gmt":"2004-10-16T16:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/new\/?p=2123"},"modified":"2004-10-16T16:47:03","modified_gmt":"2004-10-16T16:47:03","slug":"gerusalemme-16-ottobre-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanmattiaonlus.it\/odv\/gerusalemme-16-ottobre-2004\/","title":{"rendered":"Gerusalemme, 16 ottobre 2004"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Carissimi giovani,<\/p>\n<p>questa mia sesta lettera vi giunge quando ho trascorso appena un mese in Terra Santa. L&#8217;altro giorno, di buon mattino, ho trovato sul mio cellulare un sms che me lo ricordava. Credo che la persona che l&#8217;aveva inviato non avesse dormito tutta la notte precedente!<\/p>\n<p>Inizio col condividere e insistere ancora una volta con una riflessione&#8230;<\/p>\n<p>Pagare di persona<\/p>\n<p>Dopo aver superato la porta di Giaffa ed essersi fermati un momento ad ammirare i resti della Cittadella dove un tempo c&#8217;erano le grandi torri che aveva fatto costruire Erode a protezione del suo palazzo, si imbocca la via del Patriarcato armeno ortodosso nell&#8217;omonimo quartiere. Di fronte all&#8217;ingresso c&#8217;\u008f un&#8217;iscrizione in arabo risalente al settimo secolo d.C. in cui il califfo arabo, un certo Omar Ibn-Il-Khattab, mette in guardia i malintenzionati che volessero fare qualche danno al convento. Il califfo fece scrivere: &#8220;Siano maledetti tutti, con le loro future generazioni e maledica Dio Onnipotente chiunque rechi danno o ingiustizia a questo Santo Luogo&#8221;. Sono parole forti che avevano il compito di spaventare quelli che avrebbero anche solo pensato di comportarsi in modo indecente in quel posto.<\/p>\n<p>Voi stessi potrete notare la somiglianza impressionante con le maledizioni che a volte sentiamo nella nostra lingua dialettale: \u008f schiatt\u02c6\u00ca tu, figlit, patet, mammeta e tutta a discendenza toia&#8230; Nun \u008f ave&#8217; pace po&#8217; riest dde&#8217; journ tuoi&#8230; O quando i vostri genitori litigano in modo apocalittico, prima o poi buttano fuori frasi del tipo: mannaggia \u2030\u00db\u00f7a famiglia toia&#8230; \u2030\u00db\u00f7a nonnt cca&#8217; s&#8217; spusai cu&#8217; nonneta&#8230; E cos\u201c via.<\/p>\n<p>Come potete osservare&#8230; non \u008f che siamo tanto lontani dalla cultura araba!<\/p>\n<p>Conoscere la storia di quest&#8217;iscrizione mi ha impressionato: un califfo arabo che si mette a protezione di un&#8217;istituzione cristiana! Davvero non ci sono barriere per chi si comporta con animo retto. Il buono, il giusto e soprattutto il vero possono appartenere a chiunque purch\u008f si sia disposti a pagare personalmente un prezzo.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, pur con altro spirito, al capitolo 6 del vangelo di Luca leggiamo di Ges\u009d che lancia alcune maledizioni verso i ricchi, i sazi, coloro che ridono per le sventure altrui e coloro che anticipano il giudizio che appartiene solo a Dio, tutte categorie di persone che non &#8220;ci rimettono\u2030\u00db\u009d nulla.<\/p>\n<p>Ma allarghiamo lo sguardo anche se la cultura di oggi cerca in tutti i modi di farcelo restingere&#8230; Chi \u008f che fa avanzare la storia? Quali uomini hanno dato una svolta decisiva alla crescita e allo sviluppo dell&#8217;umanit\u02c6\u00ca? O anche in contesti pi\u009d piccoli: quando possiamo dire che le cose possono cambiare e migliorare? A tutte queste domande la risposta sembra essere sempre la stessa: quando c&#8217;\u008f davvero qualcuno disposto a mettersi in gioco e a pagare di persona.<\/p>\n<p>Cos\u201c \u008f pure nel rapporto con Cristo: cresciamo in Lui quando proviamo ad imitarlo, ma imitarlo veramente vuol dire passare per le vie strette e ahim\u008f dolorose. Certo le vie larghe sono comode, meno problematiche&#8230; Eppure \u008f solo nelle piccole e anguste stradine che si possono vedere cose originali, particolari meravigliosi, angoli suggestivi&#8230; Cristo ci invita a stargli dietro&#8230; ma lui non prender\u02c6\u00ca mai strade larghe&#8230; Ricordate le sue parole nel vangelo di Matteo&#8230; &#8220;Entrate per la porta stretta, perch\u008f larga \u008f la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece \u008f la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano&#8221; (7,13-14). E la precisazione simile nel vangelo di Luca: &#8220;Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u008f molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno\u2030\u00db\u009d (13,24).<\/p>\n<p>Avete mai visto una persona eccessivamente grassa quando si trova di fronte ad un ingresso piccolo rispetto alle sue proporzioni&#8230; o quando deve scendere a visitare una grotta con una piccola entrata&#8230; Gi\u02c6\u00ca a distanza questa persona si scoraggia e schernendosi dice a s\u008f e a quelli che gli stanno attorno: &#8220;Io resto qui, tanto non ci passo&#8230; non \u008f per me&#8221;. Eppure nel suo intimo vorrebbe potercela fare anche se con sofferenza. Bene: se in quei momenti \u2030\u00db\u00f7drammatici&#8217; per il fratello in carne qualcuno dei suoi amici gli dice &#8220;Almeno provaci&#8230; vediamo bene&#8230; pu\u02dc darsi che ci riesci&#8230;&#8221;. E se dopo un po&#8217; di sforzo (tiraggio di panza&#8230;, compressione delle masse lardo-minali alle pareti rocciose della montagna&#8230;, spinte da dietro degli amici per sturare l&#8217;imboccatura occupata dall&#8217;amico pi\u009d grande&#8230;) la persona grassa riesce ad entrare laddove non osava sperare&#8230; la vedrete particolarmente contenta anche se alquanto sofferente.<\/p>\n<p>Giovani! Tutti voi potete farcela a camminare con Ges\u009d! Nessuno escluso! Ma dovete essere consapevoli che per camminare dovete spendere qualcosa&#8230; diciamo pure \u2030\u00db\u00f7perdere&#8217; qualcosa di voi, del vostro Io.<\/p>\n<p>Ancora pi\u009d calzante mi sembra l&#8217;esempio di quando andate e tornate dalle vacanze..<\/p>\n<p>Spesso mi sono fermato ad osservarvi e ad ascoltarvi ridendo dentro di me mentre vi organizzate mesi e mesi prima: scegliete, verificate, telefonate, contattate, fate la comitiva, componete le auto, immaginate le serate, fate la spesa per un mese dovendo fermarvi una settimana, vi portate non solo la vostra roba ma anche quella dei vostri zii e nipoti (Anna di Ciro si porta anche la roba dei nonni!), lasciate testamento e tutti i possibili recapiti&#8230; Eppure per quanto abbiate fatto bene tutto questo cammino precedente (fino ad oggi non ci siete ancora riusciti&#8230; nonostante i milioni di tentativi di Nello beghello!) al ritorno vi soffermate su quella persona che si \u008f mostrata chiusa, non si \u008f aperta, o peggio ancora che era estremamente tirchia&#8230; ecc&#8230; ecc&#8230; Ed \u008f cos\u201c!<\/p>\n<p>Ogni chiusura, in qualunque ambito, \u008f sempre motivo di tristezza. Immaginarsi la chiusura verso il Signore, il non farlo partecipe dei nostri limiti, il non riconoscere che su questo punto&#8230; e su quest&#8217;altro punto&#8230; debbo impegnarmi a cambiare.<\/p>\n<p>San Paolo riassume bene quello che ho cercato di dirvi con un mare di esempi quando dice: &#8220;Dio ama chi dona con gioia\u2030\u00db\u009d (2Cor 9,7). Donare cosa? Ci\u02dc che \u008f mio: il mio tempo, le mia qualit\u02c6\u00ca&#8230; me stesso. Che significa \u2030\u00db\u00f7con gioia&#8217;? Che nel metterti a disposizione non provi alcun peso&#8230; perch\u008f hai maturato un rapporto cos\u201c stretto col prossimo che darlo o farlo per lui \u008f \u2030\u00db\u00f7come&#8217; darlo o farlo a te stesso a prescindere dal suo modo di agire.<\/p>\n<p>E ancora&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;\u2030\u00db\u00f7Donare con gioia&#8217; vuol dire essere generosi. Come risultano vere le parole del filosofo che vi invito a meditare: &#8220;se si pu\u02dc dare senza amare, \u008f per cos\u201c dire impossibile amare senza dare\u2030\u00db\u009d (Jankelevitch). Ci\u02dc che fa cambiare segno alla nostra vita non \u008f il donare, ma l&#8217;amare.<\/p>\n<p>Chi ama non \u008f mai triste&#8230; o la sua unica tristezza \u008f di non saper amare di pi\u009d.<\/p>\n<p>Mio amato giovane, guardati un attimo: forse chiami in mille altri modi la tua tristezza e probabilmente dai la colpa a chiss\u02c6\u00ca quante persone. Niente di tutto questo. La causa profonda della tua tristezza \u008f perch\u008f non ami, non sei capace di amare, o peggio ancora, sai che devi provarci e non ne trovi la forza.<\/p>\n<p>Ecco il prezzo che ogni vero seguace di Ges\u009d deve essere pronto a pagare: impegnarsi nella via dell&#8217;amore!&#8230; nonostante tutto impegnarsi ad amare!<\/p>\n<p>Vita in Casa<\/p>\n<p>Mi rendo conto di non avervi mai descritto le mie giornate. Beh al riguardo ci sono poche cose da dire. La levata \u008f alle 6.00, cui fanno seguito le preghiere, la Santa Messa e la meditazione. Dopo una \u2030\u00db\u00f7significativa&#8217; colazione iniziano le lezioni che terminano alle 12.15. Quando non ho lezione vado spesso in biblioteca a leggere o studiare altro, oppure preparo gli schemi per le lezioni successive. Nel primo pomeriggio faccio una passeggiata trovandomi a pochi minuti dal centro della citt\u02c6\u00ca e ne approfitto per scaricare la posta o sbrigare qualche faccenda. Quindi ritorno allo studio e alle cose da scrivere&#8230; Le preghiere serali e la lettura spirituale. Dopo cena a volte mi trattengo mezz&#8217;ora dinanzi alla TV specie per qualche notiziario o faccio un breve giro con qualcuno, dopo la recita del S. Rosario. Rientrando in camera lavoro ancora al computer e alle materie&#8230; fino a quando gli occhi reggono. Questo in linea di massima.<\/p>\n<p>Il clima \u008f sereno e cordiale. I rapporti sono improntati alla gioia. Del buon vino rende pi\u009d corposa l&#8217;allegria unitamente alle pietanze che prepara il nuovo cuoco l&#8217;armeno Nubar. In effetti la cuoca precedente era qui da quarant&#8217;anni&#8230; Nubar \u008f in prova e quando ho saputo il suo nome, poich\u008f sto a ruota di caff\u008f, ho scherzato chiedendogli in napoletano: cunusciss&#8217; pe&#8217; caso nu&#8217; bar per un buon caff\u008f. Lui mi ha guardato stralunato e mi ha detto: &#8220;Io Nubar&#8230;Io Nubar&#8221;. Al che, sempre in napoletano gli ho detto: cheeecacchio o&#8217; fai \u2030\u00db\u00f7o caf\u008f napulitan!<\/p>\n<p>Certo la cucina non \u008f variegata come la nostra. Spesso si mangia del buon riso con dei sughi (che non sono riuscito ancora a decifrare). Finora non ho mai visto pasta al sugo di pomodoro. L&#8217;altro giorno c&#8217;erano una specie di peperoncini verdi misti con carne; ho chiesto di cosa si trattasse e mi \u008f stato detto che erano corna greche. Buone comunque&#8230; Ogni occasione \u008f utile per stare in allegria e quando capita l&#8217;onomastico o il compleanno di qualcuno si conclude con un brindisi gioioso.<\/p>\n<p>Alla sera in cucina \u008f stata assunta una signorina che mi sembra la consorte del Gabibbo&#8230; difatti l&#8217;ho ribattezzata Gabibba araba.<\/p>\n<p>Processione armena<\/p>\n<p>La settimana scorsa \u008f accaduto un fatto increscioso la cui notizia si \u008f diffusa rapidamente nelle comunit\u02c6\u00ca cristiane. Nella citt\u02c6\u00ca vecchia i cristiani armeni stavano facendo la processione della Croce (qui ogni confessione fa qualche processione&#8230;). Lungo il percorso un giovane ebreo al passaggio del Crocifisso gli ha sputato addosso. Non accadono spesso di questi fatti, ma neppure sono rari. All&#8217;udire questo episodio dentro di me ho sentito salire un forte sentimento di rabbia&#8230; Poi ho saputo che il vescovo armeno che guidava la processione non si \u008f perso d&#8217;animo: si \u008f avvicinato all&#8217;insolente giovanotto ebreo e gli ha dato uno schiaffo. E va fa&#8217; ncapa&#8230; Forse la reazione non \u008f stata molto evangelica, ma se io fossi stato l\u201c avrei fatto pure altro&#8230;Quando ce v\u02dc, ce v\u02dc!<\/p>\n<p>Questo evento mi ha riportato alla mente il tema della testimonianza. Noi viviamo in un paese dove la maggioranza delle persone dicono di essere cristiani e per questo motivo non pensiamo spesso alla vera testimonianza che dobbiamo rendere a Ges\u009d Cristo&#8230; la diamo per scontata&#8230; se non lo faccio io lo far\u02c6\u00ca qualcun altro. Qui a Gerusalemme come nei paesi in cui i cristiani vivono accanto ad altre confessioni religiose si avverte con pi\u009d urgenza la necessit\u02c6\u00ca di testimoniare in concreto la fede in Ges\u009d salvatore a partire dalle piccole cose.<\/p>\n<p>E tu sei capace di difendere Ges\u009d Cristo? O sei tra quelli che sotto sotto&#8230; lo offendono con i propri comportamenti? Chiediamo al Signore questo coraggio: Dio mio fa&#8217; che il sangue mio ribollisca ogni volta che offendono il tuo nome; che io trovi forza per darti la lode e la gloria che Tu solo meriti!<\/p>\n<p>Che cosa rester\u02c6\u00ca dei miei giorni?<\/p>\n<p>Ieri pomeriggio in un ospedale di Gerusalemme si \u008f spento un sacerdote salesiano di 90 anni. Io non lo conoscevo ma quanti ne hanno parlato riferivano delle sue spiccate doti di umanit\u02c6\u00ca, di zelo e di preghiera. Stamattina nella S. Messa un suo confratello ha ricordato le tappe di questa lunga vita. Ho calcolato che i novant&#8217;anni di questo sacerdote sono stati racchiusi in meno di due minuti lungo i quali sono stati descritti, per sommi capi, i posti dove ha lavorato (Betlemme, Beirut, Istanbul, Il Cairo) e le sue caratteristiche principali. Novant&#8217;anni in due minuti! Vita e senso della vita! Il tutto in poco! Ricordo di aver letto da qualche parte che approssimativamente i giorni di vita per ognuno di noi sono poco pi\u009d di ventimila, qualche migliaio in pi\u009d per quelli di buona salute, qualche migliaio in meno per quelli di salute cagionevole. Sempre pochi rispetto ai secoli che ci hanno preceduti e all&#8217;eternit\u02c6\u00ca che ci attende. In questo senso davvero il nostro passaggio sulla terra \u008f breve.<\/p>\n<p>Ma a cosa deve servire questo mio passaggio tra gli uomini?<\/p>\n<p>Riflettete con me cari giovani.<\/p>\n<p>Ci affanniamo in tantissime cose, molte delle quali davvero inutili. Sbraitiamo per tutto e il contrario di tutto. Progettiamo, organizziamo, vogliamo sempre pi\u009d apparire&#8230; Ma cosa rester\u02c6\u00ca di tutto questo? Ci agitiamo a costruirci un nome dinanzi agli uomini quando invece dobbiamo farci un nome dinanzi a Dio. Le tracce che lasceremo di noi saranno solo quelle seminate nel cuore degli altri col bene dato a piene mani. Le cose che restano sono quelle che non si vedono. Preoccupiamoci maggiormente di lasciare questa eredit\u02c6\u00ca&#8230; a partire dalla nostra famiglia, quindi i nostri amici e in particolare nei giovani che incontriamo.<\/p>\n<p>Uno del San Mattia sa che i cuori degli altri giovani sono come delle casse vuote da riempire con i propri gesti di attenzione, di premura, di amore creativo. Un giovane che vi incontra deve avere la percezione che il suo cuore\u00a0 da quando vi ha incrociato \u008f meno vuoto, ha motivazioni nuove, riceve degli stimoli positivi.<\/p>\n<p>Spero e prego che nel vostro ultimo giorno, quando io dall&#8217;alto dei miei anni celebrer\u02dc i vostri funerali (non toccatevi&#8230; superstiziosi&#8230; tanto sar\u02c6\u00ca il contrario) possa dire dall&#8217;altare: &#8220;quest&#8217;uomo, questa donna hanno seminato negli anni amore nel cuore di tanti giovani che ora sono qui presenti e sono diventati bravi pap\u02c6\u00ca, brave mamme &#8230; I giovani di una volta\u00a0 sono quelli\u00a0 che oggi pregano e ringraziano&#8221;.<\/p>\n<p>Ges\u009d dice nel vangelo: &#8220;dai frutti si riconosce l&#8217;albero\u2030\u00db\u009d (Mt 12,33). Anch&#8217;io voglio riconoscervi dai frutti&#8230; e sapete bene che i frutti saporiti maturano in un lungo arco di tempo e hanno bisogno di molte cure. Non vi agitate perch\u008f il tempo della raccolta non \u008f questo. Ora prega, digiuna, adora. Prima devi togliere il marcio.<\/p>\n<p>A volte scherzo con uno di voi chiamandolo \u2030\u00db\u00f7fruttivendolo&#8217;: come il venditore di frutta lui, fin dal mattino, per attirare i clienti, espone \u2030\u00db\u00f7sul bancone dei suoi modi di fare&#8217; le cose pi\u009d belle a vedersi e pi\u009d profumate all&#8217;odorato.<\/p>\n<p>Ma saranno veramente buone le cose che mettiamo dinanzi agli occhi degli altri? O non saranno piuttosto le uniche cose che possediamo, consapevoli che se il cliente ci chiedesse cose saporite pi\u009d che belle fuori noi non sapremmo cosa dargli?<\/p>\n<p>Ges\u009d, quando ritorner\u02c6\u00ca, non credo far\u02c6\u00ca molte domande ma piuttosto &#8220;ci\u02dc che avremo detto nelle tenebre, sar\u02c6\u00ca udito in piena luce; e ci\u02dc che avremo detto all&#8217;orecchio nelle stanze pi\u009d interne, sar\u02c6\u00ca annunziato sui tetti\u2030\u00db\u009d (Luca 1,3) E qui &#8220;dire\u2030\u00db\u009d significa anche &#8220;fare\u2030\u00db\u009d!<\/p>\n<p>Attenti perch\u008f molti impostano la loro vita come esperti fruttivendoli&#8230; Passano molto del prezioso tempo a dare la voce! E sono contenti non perch\u008f hanno amato, ma solo perch\u008f hanno venduto! E&#8217; la pi\u009d grande tristezza: illudersi con briciole di piacere!<\/p>\n<p>Piccoli Missionari presso i Giovani<\/p>\n<p>Per tradizione la Chiesa prega e ricorda nel mese di ottobre le missioni e tutti i missionari. In un certo senso ogni battezzato \u008f missionario, ognuno deve impegnarsi a diffondere il vangelo nella propria vita e in quella dei fratelli. La fede autenticamente vissuta ci mette sempre in movimento verso i lontani.<\/p>\n<p>Tra gli studenti che seguono le lezioni ve ne sono cinque che hanno scelto di andare in missione e si stanno preparando per quello. C&#8217;\u008f Albeiro (Colombia) che andr\u02c6\u00ca in Vietnam e Cambogia; Robin (India) Vitali (Biellorussia) e Roman (Polonia) che andranno negli altri paesi del Medio-oriente (Siria, Giordania, Libano, Egitto) e Zemichael (Polonia) che andr\u02c6\u00ca in Angola. Giovani provenienti da paesi totalmente diversi che mettono la loro vita nelle mani di Dio per annunciarlo.<\/p>\n<p>Anche voi, in misura diversa, siete chiamati a crescere nella dimensione della missione. Conoscete meglio di me i tanti giovani \u2030\u00db\u00f7senza Ges\u009d&#8217;. Abbiamo il dovere di comprendere come poterli aiutare perch\u008f anch&#8217;essi facciano l&#8217;incontro decisivo nella propria vita! Dunque: pregheremo e faremo quanto \u008f possibile per strappare altri giovani al maligno. Con la Grazia di Dio e con molta umilt\u02c6\u00ca si pu\u02dc!<\/p>\n<p>Crescita nei Gruppi del Luned\u201c<\/p>\n<p>Tieni fede all&#8217;incontro del luned\u201c. Sii sempre presente. E se qualcuno si \u008f fermato non perdere le speranze: chiamalo, cercalo, trascinalo, sii pi\u009d forte di lui o di lei. Perch\u008f la debolezza non si vince con la forza ma con l&#8217;amore.<\/p>\n<p>Vuoi sapere se hai fatto una buona condivisione? Basta chiederti se le cose che hai detto hanno toccato il tuo \u2030\u00db\u00f7Io&#8217;. Se si tratta di osservazioni, precisazioni, puntualizzazioni&#8230; saranno anche cose utili ma non \u008f condivisione; questa \u008f vera quando ti accorgi che TU e solo TU sei in gioco e non rimani sempre \u2030\u00db\u00f7in panchina&#8217;, cio\u008f al sicuro da ogni incidente.<\/p>\n<p>Grande Napoli!<\/p>\n<p>So che il nostro Napoli naviga finalmente nelle parti alte della classifica. Era pure ora: \u008f pur sempre in serie &#8220;C&#8221;. In casa gli altri docenti italiani tengono quasi tutti per la Juventus o per il Milan. Tra gli stranieri che conoscono il calcio italiano nessuno tiene per il Napoli&#8230; Sono solo e indifeso&#8230;<\/p>\n<p>Ma resister\u02dc&#8230; anche in prima categoria sempre Forza Napoli!<\/p>\n<p>&#8230; Lotteremo fino alla morte&#8230; fino a quando i nostri color&#8230; trionferanno nel fondo del cuor&#8230; E ora per l&#8217;appunto ci siamo&#8230; al \u2030\u00db\u00f7fondo&#8217;&#8230; Indiperindipoi&#8230;<\/p>\n<p>Vi stringo tutti affettuosamente,<\/p>\n<p>Don Vittorio Zeccone<\/p>\n<p>(vittorio.zeccone@tin.it)<\/p>\n<p>P.S Come sempre ti chiedo di fotocopiare questa lettera per quanti non hanno un collegamento alla rete e per quanti altri la desiderano.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi giovani, questa mia sesta lettera vi giunge quando ho trascorso appena un mese in Terra Santa. L&#8217;altro giorno, di buon mattino, ho trovato sul mio cellulare un sms che me lo ricordava. 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